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Presentato il XV Rapporto AdEPP sulla Previdenza Privata

Cresce il Patrimonio, gli iscritti e i pensionati attivi. Permangono i gap reddituali e di genere ma le Casse vincono le sfide.

Oliveti โ€œNon abbiamo solo evitato che spifferi e tempeste portassero via quanto fatto, ma costruito un Sistema solido e conquistato la fiducia dei nostri iscrittiโ€

Eโ€™ stato presentato, questa mattina alla Sala della Lupa della Camera dei Deputati, il XV Rapporto AdEPP sulla Previdenza Privata

โ€œQuindici anni โ€“ ha sottolineato il Presidente dellโ€™Associazione, Alberto Oliveti โ€“ in cui non solo la libera professione ma il Mondo intero รจ cambiato. Il Sistema ha affrontato momenti difficili e sfide importanti ma le ha sempre vinte. Il Covid a volte ci sembra sia collocato in un tempo lontano eppure proprio la pandemia ha portato nelle nostre vite, lavorative e familiari, cambiamenti importanti. Lo smart working, la solitudine nostra e dei nostri ragazzi, la sicurezza e la salute, sono elementi che hanno cambiato anche il nostro approccio allโ€™assistenza e al welfare che oggi sono entrambi, ancora di piรน a misura di iscrittoโ€.

โ€œSpesso, in questi mesi, ho detto che siamo indubbiamente una storia trentennale di successo. Se per un attimo lasciamo da parte il trend di crescita assolutamente straordinario del nostro patrimonio, e ripercorriamo gli anni che hanno caratterizzato la politica sociale/economica del nostro Paese, possiamo affermare con certezza che le Casse pur tenendo aperta la finestra sullโ€™Italia sono riuscite ad evitare che spifferi o tempeste portassero via quanto costruito. Nessuna Cassa del lavoro autonomo รจ mai fallita, tutte le Casse hanno tenuto fede al proprio compitoโ€.

E i numeri non possono che confermare quanto detto dal Presidente AdEPP: 125 miliardi di Patrimonio, 1,66 milioni di iscritti attivi, 13,9 miliardi di entrate contributive, 9,5 miliardi di uscite per prestazioni, 520 mila pensioni erogate, 200 milioni di prestazioni per welfare integrato.

 

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LE 4 D E LE SFIDE DA AFFRONTARE

Demografia, Disuguaglianze, Debito, Disruption: sono queste le sfide che il Presidente dellโ€™AdEPP ha elencato durante il suo intervento.

โ€œLa sfida demografica โ€“ ha detto Oliveti – il paese che invecchia, l’importanza nell’invecchiare in salute, poche culle e famiglie, come posso dire, sempre piรน sparute, sempre piรน magre. Quindi il sostegno familiare. Sarร  contento chi ogni tanto richiama il familismo amorale. A questo punto non ci sarร  piรน il familismo, quindi non si potranno nemmeno evocare vecchi scenariโ€.

Poi ci sono le disuguaglianze che il Presidente AdEPP definisce โ€œimportanti, legate al censo, sicuramente, ma anche alla povertร  educativa. E che potrร  provocare nel tempo anche un aumento di quel divario digitale che potrร  rendere di fatto non solamente esclusi parti anche importanti della nostra societร โ€.

E sul debito โ€œche un po’ condiziona tutta la dinamica del nostro paese, quindi con un debito da rispettare. Ovviamente certi spazi sono limitati. Sappiamo che appunto lo spazio della fiscalitร  generale non riesce a poter garantire quelle tutele. E come Casse da tempo sappiamo che dobbiamo fare da soli e da soli faremoโ€.

Disruption, โ€œun termine inglese che รจ la distruzione di competenze, che l’impatto dell’intelligenza artificiale manifesta come effetto potenzialmente collaterale, perchรฉ se da un lato aumenterร  amplificheranno le capacitร , le competenze, le cognizioni, le abilitร , d’altro canto potranno saltare figure professionali importanti anche dal punto di vista intellettualeโ€

Per Oliveti โ€œNel nostro paese c’รจ un patto sociale per il quale รจ dai redditi professionali che si deriva una fiscalitร  che permette di mantenere la coesione sociale del paese, il rischio che determinate attivitร  legate agli algoritmi possano determinare un rischio. Lโ€™intelligenza, chiamiamola non umana, artificiale potrร  anche rendere difficile poter avere contributi dai redditi professionaliโ€.

 

CRESCONO GLI ISCRITTI E I PENSIONATI ATTIVI. OLIVETI โ€œTRASMETTERE LE OPPORTUNITAโ€™ DELLA LIBERA PROFESSIONEโ€

Sfiorano 1 milione e 700 mila gli iscritti alle Casse di previdenza, dei quali circa 1 milione sono liberi professionisti.

Due sono i temi che vengono evidenziati nel XV Rapporto. Il primo riguarda il fenomeno dei pensionati attivi, chiara manifestazione della ‘Silver Economy’, che sottolinea il prolungamento della vita lavorativa tanto che alcune Casse registrano percentuali superiori al 50% di iscritti in quiescenza che continuano a lavorare.

La fascia degli iscritti con etร  compresa tra i 60 ed i 70 anni, che nel 2005 rappresentava il 7,2% del totale, รจ aumentato al 17,5% nel 2024.

La Silver Economy , quindi, non rappresenta soltanto un fenomeno demografico, ma una dimensione strutturale del mercato professionale, con implicazioni dirette sulla sostenibilitร  previdenziale, sulle dinamiche reddituali e sulle politiche di welfare.

Lโ€™altro tema finito sotto la lente di ingrandimento del Report, รจ il cambiamento demografico della platea degli iscritti visto che la percentuale di professionisti over 60 รจ quasi raddoppiata negli ultimi 19 anni.

Gli under 40 rappresentavano, nel 2005, quasi il 41% del totale degli iscritti. Tale quota รจ scesa costantemente negli anni arrivando a circa 27,7 punti percentuali nel 2024.

โ€œL’invecchiamento della popolazione e la diminuzione delle nascite sono evidenti anche nei numeri โ€“ ha sostenuto il Presidente Oliveti – รจ indubbio, quindi, che ci troveremo di fronte a scenari preoccupanti per il futuro del nostro Paese. Diminuiscono anche gli iscritti alle Universitร  che restano il luogo di maggiore formazione per le professioni ed รจ lรฌ che devono essere trasmesse le opportunitร  insite nella libera professione e i primi rudimenti della cultura previdenziale, le azioni di sostegno che offrono le Casse di previdenza, la costruzione di un percorso lavorativo soddisfacente e rispondente ai nuovi mercati del lavoroโ€.

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โ€œQUALI SONO LE PRINCIPALI MOTIVAZIONI PER CUI CONTINUA A LAVORARE?โ€. LA DOMANDA POSTA NEL QUESTIONARIO ADEPP AI PENSIONATI ATTIVI

Le evidenze preliminari suggeriscono come la prosecuzione dellโ€™attivitร  lavorativa dopo il pensionamento non sia riconducibile a unโ€™unica causa, ma rifletta una pluralitร  di fattori, che includono motivazioni economiche, professionali e personali. Questo primo riscontro conferma che la Silver Economy non rappresenta soltanto una risposta ad esigenze di reddito, ma anche lโ€™espressione di un forte legame identitario con la professione e di una volontร  di continuare a partecipare attivamente alla vita economica e sociale del Paese.

 

CASSE SEMPRE PIUโ€™ AL FEMMINILE, NONOSTANTE PERSISTA IL PAY GAP DI GENERE. OLIVETI โ€œSOSTEGNO PER EVITARE Lโ€™ABBANDONO DELLA PROFESSIONEโ€

La componente femminile รจ aumentata negli anni, passando dal 30% degli iscritti al 43% nel 2024. un aumento costante che non si riscontra nelle altre categorie lavorative, dove la componente femminile รจ rimasta stabile.

Ma non solo. Tra gli iscritti under 40 il 54% รจ donna, ma questa percentuale scende al 38% nella fascia 50-60 anni, diminuendo ulteriormente con l’aumentare dell’etร .

Inoltre, lโ€™etร  media delle nuove professioniste si aggira intorno ai 32 anni, quella dei colleghi uomini รจ pari a circa 34 anni.

โ€œTra i problemi da sottolineare- ha spiegato Oliveti โ€“ cโ€™รจ quello che riguarda le cancellazioni. Con lโ€™allungamento della vita e della permanenza al lavoro, la figura dei nonni, insostituibile nella gestione dei figli, sta venendo meno. Ne consegue che una donna che decide di diventare madre e non ha una struttura pubblica in grado di aiutarla nella gestione post maternitร  spesso abbandona la professione. Eโ€™ per questo che molte Casse di previdenza hanno azioni di sostegno indirizzate proprio ai figli, con bonus asili nido e scuole materne o baby sitter. Gli aiuti alla genitorialitร  sono proprio indirizzati a far sรฌ che non si creino gap reddituali e lavorativi, e quindi previdenzialiโ€.

 

I REDDITI REALI CALANO. SOFFRONO GIOVANI E DONNE, ANCHE PENSIONATE ATTIVE . IL SUD ARRANCA

Considerando gli effetti dellโ€™inflazione, i redditi reali mostrano una riduzione del 2% dal 2005, evidenziando come, al di lร  dei dati nominali, il potere dโ€™acquisto dei professionisti sia tornato quasi ai valori del 2005.

I professionisti sotto i 30 anni dichiarano circa un quarto dei loro colleghi con etร  compresa tra i 50 ed i 60 anni. Tale differenza decresce con lโ€™etร  del professionista ma resta comunque marcata fino ai 50 anni.

La differenza di reddito dovuta al genere รจ persistente per tutte le fasce dโ€™etร  ma con delle importanti differenze. Sotto i 30 anni, la differenza di reddito tra le professioniste donne e i loro colleghi uomini risulta essere giร  particolarmente rilevante toccando quasi il 26%.

Inoltre, cโ€™รจ una grande differenza di reddito tra uomini e donne in ogni regione italiana. In particolare, questa passa da un minimo del 39% in Sardegna and un massimo del 51% nel Lazio.

Nel 2024 i redditi medi dei professionisti del Sud sono inferiori del 46% rispetto al Nord, mentre la differenza tra Centro e Nord รจ del 19%, con una disparitร  di genere persistente in tutte le macroaree geografiche.

I redditi dei pensionati attivi rappresentano un elemento centrale per comprendere il ruolo economico della Silver Economy. I dati mostrano come questa fascia di professionisti continui a esprimere una capacitร  reddituale significativa, contribuendo sia alla produzione di reddito sia al finanziamento del sistema previdenziale.

E anche in questo caso persiste il pay gap di genere: il reddito medio dei pensionati attivi uomini risulta sensibilmente superiore a quello delle donne. Tale divario riflette dinamiche giร  osservate nellโ€™intero universo dei liberi professionisti e richiama carriere professionali storicamente piรน discontinue per la componente femminile. Il gender pay gap, dunque, non si esaurisce con il pensionamento ma tende a proiettarsi anche nella fase successiva.

Poco piรน di 31 mila euro i redditi medi delle pensionate attive contro i quasi 39 mila euro degli uomini.

 

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REDDITI E FATTURATO

Nonostante il reddito medio delle libere professioniste sia di circa 31.462 euro, il 50% di queste ha un reddito inferiore ai 17.500 euro. Fenomeno simile, ma con importi diversi, accade per gli uomini: il reddito medio รจ allโ€™incirca 58.619 euro mentre il 50% degli uomini ha un reddito inferiore ai 32.500 euro. Il fenomeno รจ ascrivibile agli elevati redditi, dichiarati da una minoranza di professionisti, che fanno salire il valore medio. Basti pensare che solo il 30% degli iscritti (uomini e donne) hanno un reddito superiore al reddito medio.

Il rapporto tra reddito e fatturato tende a scendere con lโ€™aumento dellโ€™etร  del libero professionista. Inoltre, si nota anche una maggiore differenza tra reddito e fatturato nei professionisti uomini rispetto alle loro colleghe donne. Il fenomeno รจ ascrivibile a diverse cause. Tra queste possiamo ipotizzare che, in molti casi, lโ€™attivitร  professionale sia in realtร  unโ€™attivitร  svolta in favore di altri professionisti (rendendola piรน simile a quella di lavoro dipendente/collaboratore) e ciรฒ comporta che il fatturato coincida quasi completamento con il reddito. Quanto appena descritto รจ, in particolar modo, rilevante per i giovani e le donne. Altre cause possono essere ricercate nelle diverse specializzazioni scelte dalle professioniste donne per poter conciliare vita familiare e lavoro professionale.

 

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CONTRIBUTI E PRESTAZIONI CON IL SEGNO +. OLIVETI โ€œSEGNALE DI FIDUCIA. NOI PILASTRO DI UN WELFARE PROFESSIONALE. RAGIONIAMO ANCHE IN TERMINI DI SOLVIBILITAโ€™โ€

Dal 2005 al 2024, cโ€™รจ stato un incremento significativo delle entrate contributive e delle prestazioni erogate.

I contributi incassati dalle casse hanno costantemente superato le prestazioni erogate, generando un saldo positivo complessivo di circa 40 miliardi di euro.

La contribuzione media per iscritto รจ aumentata da 4.108 euro nel 2005 a 8.365 euro nel 2024, registrando una crescita del 107% (in termini reali del 46%), grazie a una maggiore capacitร  contributiva degli iscritti e all’adeguamento delle aliquote contributive.

โ€œQuesto andamento โ€“ ha spiegato il Presidente dellโ€™AdEPP – positivo non solo evidenzia una crescente capacitร  del sistema di raccogliere risorse, ma suggerisce anche un miglioramento complessivo della sostenibilitร  economica. Al tempo stesso, la diversificazione delle fonti di contribuzione emerge come un fattore strategico, contribuendo a rendere il sistema previdenziale piรน resiliente e in grado di rispondere alle nuove sfideโ€.

Per il Presidente Oliveti, inoltre โ€œLa crescita della contribuzione media rappresenta un segnale di fiducia e stabilitร , una base solida su cui continuare a costruire un sistema previdenziale moderno e inclusivo e che si pone come pilastro del welfare professionaleโ€.

Che deve fare i conti ovviamente con la parola sostenibilitร  che โ€œrichiama a chi fa previdenza obbligatoria, al concetto di adeguatezza delle prestazioni, di equitร  tra generazioni subentranti, nel tenore di solidarietร  che ci deve caratterizzare. E in termini di solidarietร  โ€“ ha sottolineato Oliveti – รจ evidente, stiamo percorrendo l’obiettivo dell’innovazione, della crescita, dello sviluppo, ma non sono dei passaggi automatici per essere piรน produttivi, piรน competitivi se non c’รจ. Inclusione sociale? Se non c’รจ coesione sociale corriamo dei rischi che possono esserci, delle derive per i quali non ci sia un ritorno sistemico e sostenibilitร  per noi รจ una garanzia. Abbiamo strumenti che ci portano a 15, poi 30, poi cinquant’anni con valutazioni triennali, ma dobbiamo secondo me incominciare a ragionare anche in termini di solvibilitร , cioรจ capacitร  di essere prontiโ€.

Il Presidente dellโ€™AdEPP infine ha detto che โ€œI flussi contributivi si dovranno commisurare con il catalogo delle prestazioni non necessariamente previdenziali, post lavorative, ma anche di tutela al lavoro, alla qualitร , alla formazione, flussi contributivi che dovremo controllare con estrema attenzione, cercando di essere attivi sul lavoro, sulla formazione qualitativa, combattendo i gap che sono geografici, di genere e generazionali, cercando di garantire attrattivitร  alle. Intellettuali, dando un’attenzione a tutto quello che sta diventando servizio web e diventando intervento di capitali, possa sottrarre contributi alla gestione previdenziale.

Sul fronte delle prestazioni, Invaliditร , Vecchiaia e Superstiti, mostrano un chiaro aumento sia in termini assoluti che nella loro composizione. Nel 2005, il totale delle prestazioni IVS ammontava a circa 3,3 miliardi di euro, mentre nel 2024 ha superato i 8,8 miliardi, registrando una crescita del 166,53%. Questo dato testimonia il consolidamento della capacitร  delle casse di garantire un supporto robusto nella fase finale della carriera lavorativa dei professionisti.

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WELFARE. GARANTIRE SALUTE E SOSTEGNO ALLE NUOVE GENERAZIONI

โ€œLe Casse โ€“ ha affermato il Presidente dellโ€™AdEPP -non sono piรน soltanto enti erogatori di pensioni, ma si affermano come pilastri di un welfare integrato, capaci di rispondere alle sfide della modernitร  e di sostenere i professionisti lungo tutto il loro percorso lavorativo e umanoโ€.

Tra le voci principali, spiccano gli interventi legati al fabbisogno sanitario, che rappresentano la fetta piรน consistente del totale con oltre 97 milioni di euro.

Questa cifra testimonia l’importanza attribuita alla salute come prioritร  strategica, sia attraverso la prevenzione che tramite il sostegno in caso di malattia. Anche il caregiving, con una spesa di circa 22 milioni di euro, sottolinea la sensibilitร  verso il supporto a chi si trova a dover assistere familiari in condizioni di fragilitร , un aspetto sempre piรน rilevante in una societร  che invecchia.

Le iniziative volte a promuovere la genitorialitร  e a favorire la conciliazione tra vita lavorativa e personale contano su risorse pari a quasi 24 milioni di euro. Questo impegno non รจ solo un riconoscimento delle sfide quotidiane affrontate dai professionisti, ma rappresenta anche un contributo concreto al mantenimento dellโ€™equilibrio tra sfera privata e professionale. Analogamente, il sostegno agli studi e le iniziative di supporto finanziario, che ammontano a oltre 24 milioni di euro, evidenziano una particolare attenzione verso le nuove generazioni e la formazione continua.

Il benessere fisico e psicologico, che sebbene rappresenti una quota minore (poco meno di 900 mila euro), manifesta comunque lโ€™impegno a promuovere una qualitร  della vita piรน elevata per gli iscritti.

Infine, il sostegno al reddito, con circa 21 milioni di euro, e le integrazioni per inabilitร  e invaliditร , con quasi 13,6 milioni di euro, completano il quadro.

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PATRIMONIO E INVESTIMENTI. OLIVETI โ€œIL NOSTRO, UN APPROCCIO PRUDENTE CHE BILANCIA RENDIMENTO E SICUREZZAโ€

Il patrimonio aggregato degli Enti Previdenziali Privati รจ quasi raddoppiato dal 2013 al 2025, passando da 65,6 miliardi a 125,1 miliardi di euro, con una media annua di crescita del 6%, sostenuta da un saldo previdenziale positivo di 4,4 miliardi e rendimenti netti medi annui del 2,3%.

Nel corso degli anni, gli Enti Previdenziali Privati hanno adottato strategie di asset allocation mirate a diversificare i rischi e ottimizzare i rendimenti.

A fine 2024 i fondi di investimento mobiliari rappresentano il 29,5% del patrimonio, seguiti da altri fondi di investimento (24,3%) e Titoli di Stato (16,6%), con una riduzione della quota di investimenti immobiliari a favore di maggiore flessibilitร  e liquiditร .

Dal 2013 al 2024, infatti, la quota di immobili direttamente posseduti รจ diminuita dal 17,6% al 2%, mentre i fondi immobiliari sono aumentati dallโ€™11,3% al 13,4%, con le partecipazioni in societร  immobiliari rimaste costanti intorno allo 0,5%.

โ€œAncora una volta, i dati riflettono un approccio prudente, che bilancia rendimento e sicurezza โ€“ ha sottolineato il Presidente dellโ€™AdEPP โ€“ Inoltre le nostre scelte hanno portato alla riduzione graduale della quota destinata agli investimenti immobiliari, che storicamente rappresentavano una componente importante del portafoglio delle Casse. Questa scelta risponde alla necessitร  di maggiore flessibilitร  e liquiditร , fattori essenziali per affrontare un ambiente finanziario sempre piรน dinamico e incertoโ€.

Per Oliveti โ€œQuesta transizione verso un portafoglio piรน sofisticato e dinamico testimonia la capacitร  delle Casse di adattarsi alle sfide poste da un contesto finanziario globale in continuo cambiamento. Il progressivo spostamento verso strumenti piรน liquidi e diversificati garantisce non solo una maggiore flessibilitร , ma anche una piรน solida capacitร  di affrontare le fluttuazioni di mercato, preservando la sicurezza e la sostenibilitร  del sistema previdenziale privatoโ€.

Il Presidente dellโ€™AdEPP, infine, nel suo intervento ha ricordato che โ€œIl patrimonio nasce per essere strumentale al nostro obiettivo del pollice. Ogni Presidente ha l’obiettivo di trasformare il contributo in prestazioni per la sua platea e quindi รจ evidente che il patrimonio, che sono contributi accumulati, deve aiutare a favorire questo passaggio. E noi da questo punto di vista valutiamo con estrema attenzione il decreto investimenti che ci deve permettere, al di lร  del suo obiettivo, di regolamentare. Sono passati anni, bisogna dire, da questo decreto.ย Di solito un decreto si fa o per urgenza e per necessitร . Per quanto riguarda lโ€™urgenza, sono passati tanti anni. Dal 2013, data di potenziale applicazione del decreto, le Casse hanno raddoppiato il patrimonio, quindi probabilmente anche la necessitร  non appare impellente.โ€

LA FISCALITAโ€™ APPLICATA

โ€œNoi da tempo โ€“ ha sostenuto Oliveti – continuiamo a dire che il patrimonio sono contributi accumulati e investiti e che quindi tassarlo nella sua redditivitร  significa tassare i contributi. E questo patrimonio serve per pagare le prestazioni e quindi per garantire un diritto. Che peraltro รจ assoggettato poi regolarmente a fiscalitร  prestazionale. Quindi da tempo diciamo che dovremmo essere esentati dalla fiscalitร  sul Capital Gain. Sappiamo che non
รจ tempo per poterlo chiedere in maniera totale, perรฒ almeno una riduzione dal 26 al
20%, esattamente come รจ previsto per la per la contribuzione alla previdenza
complementare, che รจ facoltativa, potrebbe essere fattibile. Nella denegata ipotesi che nulla sia possibile, questa fiscalitร  che noi paghiamo in maniera importante, potrebbe essere destinata in parte a una fiscalitร  di scopo, in maniera che un po’ di quei diritti sociali che
garantiamo con la nostra fiscalitร  alla collettivitร  generale possono essere riconosciuti
anche a coloro che la produconoโ€.

LE CASSE IN ITALIA

Nel 2024 il 38% degli investimenti delle Casse รจ localizzato in Italia, una percentuale che sale al 45% includendo liquiditร  e polizze assicurative.

Gli enti di previdenza privati italiani sostengono in maniera importante lโ€™economia reale del Paese investendo soprattutto nelle societร  quotate e acquistando debito pubblico. Nel dettaglio, sono italiane lโ€™84% delle azioni detenute dalle Casse, il 75% dei titoli di Stato e il 59% degli altri fondi di investimento.

Sono, inoltre, totalmente nel Paese gli investimenti in immobili ancora di proprietร  diretta delle Casse.

 

ADEPP, UN PONTE TRA LE CASSE E Lโ€™EUROPA.

Da anni, lโ€™Associazione agisce come voce dei liberi professionisti e delle loro Casse di previdenza presso le istituzioni europee.

La sua missione ha una doppia valenza: da un lato, rappresenta attivamente gli interessi del settore nei dibattiti e negli incontri a Bruxelles; dallโ€™altro, funge da canale informativo essenziale, selezionando e trasmettendo in modo tempestivo alle Casse tutti gli aggiornamenti sui principali dossier legislativi europei.

Questo ruolo รจ reso concreto dalla produzione di Position Paper e pareri formali per i decisori politici, dallโ€™adesione a piattaforme settoriali europee e dalla pubblicazione di una newsletter dedicata agli organi esecutivi delle Casse e ai loro iscritti.

Per Oliveti โ€œIl mondo in transizione dei professionisti e dei loro enti previdenziali non puรฒ essere affrontato con la sola azione delle Casse di previdenza. Emerge, pertanto, la necessitร  imprescindibile che questo settore sia destinatario di politiche pubbliche e misure di welfare integrate ed efficaci, sia a livello nazionale sia a livello comunitario. Nel corso dellโ€™ultimo anno, AdEPP ha piรน volte sollecitato le istituzioni europee, Commissione e Parlamento, su temi di estrema urgenza e rilevanza per la sostenibilitร  dei sistemi economici, pensionistici, sociali e finanziari a livello nazionale, europeo e internazionaleโ€.

Il Position paper โ€œIntelligenza artificiale e mercati del lavoroโ€ presentato dallโ€™Associazione conteneva la proposta di un nuovo strumento europeo per la formazione sul modello di SURE. Partendo dalla constatazione della continua evoluzione del mercato del lavoro autonomo, AdEPP ha chiesto di dedicare specifica attenzione alle professioni ordinistiche, erose e โ€œminacciateโ€ dal comparire di nuove figure professionali โ€“ non inquadrabili nella classificazione delle professioni piรน tradizionale. Come effetto diretto della robotizzazione/digitalizzazione di diversi task che caratterizzano lโ€™attivitร  professionale, i โ€œknowledge workersโ€ potrebbero perdere il 50 per cento delle attivitร  o il 50 per cento dei lavoratori.

โ€œTale processo comporta il rischio di perdita di valore economico e sociale derivante dalla sostituibilitร  (effettiva o teorica), da parte di una macchina o di un algoritmo, di una attivitร  o ritagli di essa. Per prevenire o limitare tale effetto di spiazzamento, รจ importante prevedere i futuri cambiamenti nei fabbisogni, aggiornando le classificazioni e le tassonomie delle professioni, ma mantenendo intatti valore ed etica della professione liberale. Ma lโ€™IA non รจ la sola sfida da affrontare. Le trasformazioni delle professioni e dei mercati del lavoro richiedono impegno e presenza. Quella che AdEPP continuerร  a garantire anche in Europaโ€.

 

Roma 17 Dicembre 2025

 

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