Enpam, Malagnino: “Risparmi previdenziali usati per facilitare ingresso nel mondo del lavoro”

“Il risparmio previdenziale  messo da parte dagli iscritti potrebbe essere usato per facilitare l’ingresso del mondo del lavoro dei giovani, che con i loro contributi pagheranno le pensioni di chi oggi è in attività”, così il Vice Presidente dell’Enpam, Giampiero Malagnino, che aggiunge “Sappiamo tutti del sotto finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale: pur essendo tra i primi del mondo secondo tutti gli osservatori internazionali, la percentuale del PIL a esso dedicato è al limite, tra pochissimi anni sotto il limite stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”.

Che cosa ha determinato questa situazione?

“L’unica spiegazione possibile è il “costo” del personale sanitario che è il 35/40% inferiore a quello degli altri paesi. In parte perché sottopagati, ma anche perché in numero inferiore alle necessità reali. Già ora il numero dei colleghi che va in pensione è molto più alto dei colleghi che entrano nel SSN, ma nei prossimi anni sarà drammatico: non ci saranno sufficienti medici di medicina generale e pediatri! E questo anche perché le borse messe a disposizione per le specializzazioni e i corsi di formazione di medici di medicina generale sono molto inferiori alle necessità”.

Lei dal palco dell’evento “Voglia di crescita” ha lanciato una proposta

“Abbiamo 15mila laureati in medicina che non riescono a entrare nel Ssn perché non hanno la specializzazione e senza nuovi ingressi l’età media di chi oggi è nel sistema è molto alta. Perché non posso fare leva sui miei risparmi previdenziali per pagare le borse di studio di questi colleghi, a patto che il SSN gli dia il lavoro? In questo modo, rilanciando la sanità, contribuirei a rilanciare il Paese”.

La sua proposta nasce anche dagli incontri che lei ha fatto con i futuri laureandi? Ricordo che circa alcuni mesi fa l’Università di Chieti organizzò un evento al quale lei partecipò, parlando non solo di previdenza ma di futuro, di lavoro. Un incontro fatto proprio per raccogliere le istanze, le problematiche, le incertezze dei futuri iscritti all’Enpam.

“Si certo! I laureandi e i neo laureati chiedono con molta forza, e a ragione, che le borse di studio per le specializzazioni e i corsi di formazione in medicina generale siano in un numero coerente con il numero degli ingressi al corso di laurea in medicina. Non ha senso, infatti, iscrivere 8/9mila studenti al primo anno e lasciarne fuori più di 2mila l’anno delle specialità. Bisogna ricordare che senza questi titoli non si può lavorare per il Servizio Sanitario Nazionale”.