Cnpadc. Via all’iscrizione dei tirocinanti

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“La delibera che, una volta ottenuta l’approvazione dai Ministeri competenti, estenderà l’obbligo di iscrizione alla Cassa Dottori Commercialisti ai tirocinanti che aprono una partita iva per attività similari a quella professionale nasce dalla volontà di CNPADC di garantire la continuità della copertura previdenziale a tutti coloro che, apprestandosi a diventare dottori commercialisti, si sarebbero comunque iscritti alla Cassa una volta conseguita l’iscrizione all’Albo”, così IL Presidente Walter Anedda che sottolinea “I tirocinanti potranno iscriversi alla Cassa versando una contribuzione soggettiva pari al 12%, ottenendo anche la possibilità di accedere ad alcune iniziative di welfare, come ad esempio la polizza sanitaria che la Cassa mette gratuitamente a disposizione anche dei pre-iscritti”.

Fa eco al Presidente della Cassa di previdenza il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti Massimo Miani che rilancia “E’ una buona cosa. Chi ha una Partita Iva ed è impegnato nel tirocinio oggi deve iscriversi all’Inps, versando contributi che, qualora poi terminasse il percorso intrapreso e si iscrivesse alla Cassa di previdenza, andrebbero perduti. La possibilità, invece, di versare direttamente alla Cassa, che propone un’aliquota più bassa rappresenta, invece, una bella agevolazione per i giovani futuri professionisti”.

Inoltre, per il Presidente della Cassa Anedda, la delibera approvata “eviterà ai colleghi che fatturano le proprie prestazioni alla Società tra professionisti (Stp) di cui fanno parte, di scontare una doppia contribuzione integrativa sul volume d’affari prodotto. Viene introdotto un meccanismo che neutralizza l’attuale stortura del sistema che vede assoggettare due volte alla contribuzione integrativa del 4% le prestazioni erogate dalla Stp per il tramite del professionista cosa che avviene quando la Stp emette la fattura nei confronti del cliente e quando il professionista emette la fattura nei confronti della STP per la prestazione fornita”.

“Azioni – conclude Anedda – che si collocano nel solco delle strategie di welfare allargato che vedono favorire l’accesso alla libera professione e lo sviluppo degli strumenti competitivi per l’esercizio della stessa”.

Ora non resta che aspettare il via libera definitivo dei Ministeri vigilanti.