Record disoccupazione, oltre 3 milioni senza lavoro. 40% sono giovani

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I dati pubblicati dall’Istat sono a dir poco drammatici. Nel primo trimestre del 2013 il tasso di disoccupazione balza al 12,8% (+1,8 punti percentuali rispetto a un anno prima),  il «massimo storico» da 36 anni, come lo definisce lo stesso istituto di ricerca, il livello più alto sia dalle serie mensili (gennaio 2004) sia da quelle trimestrali, avviate nel primo trimestre 1977. Record anche per il tasso di disoccupazione dei giovani: i senza lavoro tra i 15-24enni attivi sono il 41,9% (6 punti percentuali in più nel raffronto tendenziale); e per le ragazze del Mezzogiorno tocca addirittura il picco del 52,8%.

 Ma non solo. Il dato preoccupante è il trend negativo che sembra non arrestarsi.  Il tasso di disoccupazione maschile, infatti,  cresce per il sesto trimestre consecutivo portandosi all’11,9%; quello femminile, in aumento per l’ottavo trimestre, sale al 13,9%. Una situazione che  riguarda l’intero territorio nazionale. Nel nord l’indicatore passa dal 7,6% del primo trimestre 2012 all’attuale 9,2%, nel Centro dal 9,6% all’11,3%. Nel Mezzogiorno l’indicatore raggiunge il 20,1% (era il 17,7% nel primo trimestre 2012).

E mentre il Capo dello Stato invia un messaggio ai Prefetti perché restino “la massima attenzione” al disagio sociale, promuovendo iniziative di ascolto, di sostegno e di integrazione per evitare il più possibile episodi tragici come quelli verificatisi di recente”, da Bankitalia arriva il monito a chi Governa. “Possiamo farcela – dichiara il Governatore Ignazio Visco –  ma solo se chi governa riuscirà a promuovere e soprattutto ad attuare un sistema di riforme efficaci e lungimiranti. Non si costruisce niente sulla difesa delle rendite e del proprio particolare, si arretra tutti.  Occorre consapevolezza, solidarietà, lungimiranza. Interventi e stimoli ben disegnati, anche se puntano a trasformare il Paese in un arco di tempo non breve, produrranno la fiducia che serve per decidere che già oggi vale la pena di impegnarsi, lavorare, investire”. . 
 
Quella fiducia sulla quale ha insistito anche Giorgio Napolitano: “La fiducia potrà rinascere, ed essere a sua volta volano di migliori risultati, se le risposte saranno coerenti e mirate in uno sforzo continuo, volto a razionalizzare e semplificare gli apparati e l’azione amministrativa ed a riorientare l’utilizzo delle risorse pubbliche perché possa concretamente avviarsi una nuova fase di sviluppo e di coesione sociale”.