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Commissione europea, l’Italia avvii riforme urgenti. Governo: “In linea con le indicazioni emerse”

Il documento di analisi sugli squilibri macroeconomici dei paesi dellโ€™Unione Europea, โ€œin-depth reviewโ€ (in allegato), ย pubblicatoย  dalla Commissione Europea e le recenti dichiarazioni del Commissario Olli Rehn che puntano il dito contro il nostro Paese, ha spinto ilย Nuovo Esecutivo ย a puntualizzare, con un comunicato stampa, che : “sulla necessitร  che lโ€™Italia avvii un ambizioso piano di riforme trovano piena condivisione da parte del Governo, come risulta evidente dalle dichiarazioni programmatiche rese in Parlamento in occasione del dibattito sulla fiducia. Il programma di riforme dellโ€™Esecutivo รจ in linea con le indicazioni emerse da questa analisi della Commissione. Lโ€™Esecutivo intende infatti dare una svolta al processo di riforma per rafforzare la competitivitร  e garantire una crescita forte, sostenibile e ricca di posti di lavoro. Le riforme annunciate saranno tradotte operativamente in un cronoprogramma che sarร  inserito nel prossimo Programma Nazionale di Riforma”.

Ed urgentemente se si vuole dare una risposta concreta a Bruxelles che aveva definito i conti pubblici italianiย  tra i peggiori del Vecchio Continente, con gli “squlibri macroeconomici” piรน gravi insieme a Croazia e Slovenia. Ma non solo. Gli economisti comunitari hanno giudicato troppo timida la Manovra per il 2014. Pronta la risposta del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La competitivitร  dellโ€™economia italiana – si legge nel comunicato stampa – ย รจ oggi limitata dallโ€™elevato cuneo fiscale sul costo del lavoro, un problema che il Governo si accinge ad affrontare con determinazione. Tuttavia la capacitร  di reazione dellโ€™economia e il ribilanciamento dei conti con lโ€™estero consentono di avere fiducia sulla presenza di una forte capacitร  di adattamento e flessibilitร  del sistema produttivo nazionale.ย  Per contrastare la recessione, le aziende manifatturiere italiane hanno fatto ricorso alla riduzione dei costi di produzione, al miglioramento qualitativo dei prodotti e al contenimento dei prezzi e dei margini di profitto e questo ha permesso un netto miglioramento dei conti verso l’estero. Ciรฒ ha permesso di ottenere un miglioramento della bilancia commerciale che รจ passata nel breve arco di 3 anni da un deficit di 30 miliardi nel 2010 ad un surplus di quasi 10 miliardi nel 2013. Nello stesso periodo il saldo delle partite correnti รจ passato da un deficit di 3,5% a un surplus di 0,8% del PIL. La posizione patrimoniale netta sullโ€™estero, pur deficitaria, รจ rimasta allโ€™interno della soglia dโ€™attenzione collocandosi a meno del 30% del PIL.

Lโ€™andamento del debito pubblico in relazione al PIL deriva prevalentemente dal denominatore del rapporto, cioรจ dalla crescita modesta degli anni precedenti la crisi e poi dalla profonda recessione, che si รจ accompagnata ad una crescita insoddisfacente della produttivitร . Il debito รจ cresciuto anche per il contributo nazionale ai meccanismi europei di protezione e per i rimborsi dei debiti pregressi delle Pubbliche Amministrazioni. Questi problemi richiedono unโ€™azione decisa in termini di sostegno immediato alla crescita e di una forte azione di riforme strutturali. Lo sforzo per correggere lโ€™andamento dei conti pubblici รจ stato significativo negli ultimi due anni, con un aggiustamento fiscale di circa 3 punti percentuali in termini strutturali grazie al quale la soglia del 3% non รจ stata superata. Questo ha consentito di contenere lโ€™aumento del rapporto debito/PIL. Pur in un contesto molto difficile, lโ€™Italia ha mantenuto e rafforzato la propria stabilitร  economica e finanziaria. L’uscita dalla procedura per disavanzi eccessivi dell’Unione europea รจ uno dei risultati visibili di questโ€™azione. Il calo dello spread sotto i 200 punti base testimonia come gli sforzi del Paese siano stati importanti e riconosciuti.

Ora รจ giunto il momento di porre al centro dellโ€™azione del Governo la crescita economica e lโ€™occupazione.ย  ย 

 

 

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