Inps, le partite Iva i nuovi poveri

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I dati dell’Istituto di previdenza, resi noti durante il convengo organizzato dall’Associazione 20 Maggio,  ci raccontano il crollo degli occupati tra i parasubordinati: meno 166.867 in 12 mesi (-11,7%). I collaboratori a progetto diminuiscono di 322.101 unità dal 2007 al 2013, e nel solo 2012 passano da 647.691 a 502.834, con una flessione di ben 145 mila unità. La media dei compensi di tutti i parasubordinati nel 2013 è di 19.155 euro lordi annui. Con un compenso lordo medio di 18.640 il reddito netto di un lavoratore con partita iva iscritto alla Gestione separata sarà di 8.679 euro annui e di soli 723 euro mensili.

Per lo studio analizzato dal direttore dell’Associazione, il Prof. Patrizio Di Nicola (Università La Sapienza di Roma), si tratta di un fenomeno a cui, oltre la crisi, ha contribuito anche la riforma Fornero, la quale imponeva, nel tentativo di aumentare il costo di questi contratti e «favorire» lo spostamento verso il lavoro dipendente, l’introduzione per i collaboratori dei minimi tabellari dei dipendenti. Sin della primavera 2012, prima dell’approvazione della Legge, avevamo segnalato il rischio di perdere oltre 130.000 posti di collaborazione a progetto, senza recupero nel lavoro dipendente, né a termine né a tempo indeterminato (che si è ridotto nei cinque anni della crisi di 1 milione 380 mila), ma semmai con uscita verso il lavoro nero, le false partite Iva o la disoccupazione.

È particolarmente evidente la penalizzazione dei giovani parasubordinati che tra il 2007 e il 2013 sono diminuiti di 230 mila unità registrando un calo del 59% tra gli under 25 e del 43% nella fascia tra 25 e 29 anni.Occorre  sfatare, però, lo stereotipo che il lavoro parasubordinato sia un fenomeno solo giovanile e perciò transitorio. Se si osserva la composizione per fascia d’età, emerge che su 1.259 mila lavoratori 607.198 hanno tra i 30 e i 49 anni (pari al 48% del totale) e il 33% ha superati i 50 anni. Quindi il lavoro parasubordinato riguarda in prevalenza lavoratrici e lavoratori adulti e con famiglia.

Le donne sono prevalenti nella fascia under 39 (280 mila pari al 55%) e scompaiono rapidamente dopo poiché, complici le minori protezioni sociali e contrattuali dei collaboratori, si accentua il fenomeno (riscontrabile nel lavoro dipendente e nelle professioni) per cui le donne lasciano il lavoro in concomitanza con la nascita dei figli.

A parità di attività svolta, le donne guadagnano 11.689 euro in meno rispetto agli uomini.

Gli uomini, infatti, hanno redditi di 23.874 euro mentre le donne hanno una media di reddito di 12.185. Più colpite da questa discriminazione sono le fasce d’età dai 40 a i 49 anni, quindi, proprio le lavoratrici all’apice della carriera.

Complessivamente, i lavoratori parasubordinati generano con i loro compensi un PIL di oltre 24 miliardi di euro e assicurano un gettito all’Inps di 5 miliardi e 805 milioni annui.

Aggiungendo a questa platea di lavoratori anche i 291.373 professionisti iscritti alla gestione separata, si arriva ad un volume di compensi che sfiora i 29 miliardi di euro (28.740.779.785) con un gettito contributivo Inps pari a 7 miliardi (6.988.129.012).