La proposta della Commissione per una direttiva comunitaria anti-evasione fiscale nell’UE รจ stata accolta dal Parlamento in una risoluzione approvata mercoledรฌ. I deputati chiedono limiti piรน rigorosi alle detrazioni per i pagamenti degli interessi e norme piรน severe sui redditi esteri, con un’aliquota minima d’imposta al 15%.
Al centro del dibattito anche una maggiore trasparenza per i fondi fiduciari e le fondazioni, regole comuni sulle agevolazioni fiscali per i sistemi di “patent box”, atti a calcolare il reddito derivante dalla proprietร ฬ intellettuale, e una lista nera europea dei paradisi fiscali con sanzioni contro le giurisdizioni non collaborative.
“ร inconcepibile chiedere sempre maggiori sforzi da parte dei lavoratori, dei pensionati e delle piccole e medie imprese, mentre allo stesso tempo i ricchi e le multinazionali evadono le tasse. Oggi, la lotta contro l’evasione fiscale รจ diventata un tema urgente e prioritario. Si tratta di una sfida importante, non solo per riconquistare la fiducia dei nostri cittadini, ma anche per il futuro del progetto europeo”, ha detto il relatore Hugues Bayet (S&D, BE)
Secondo il testo della risoluzione, approvata con 486 voti favorevoli, 88 contrari e 103 astensioni, le imposte dovrebbero essere pagate nel luogo in cui sono realizzati i profitti, e dovrebbero esserci misure giuridicamente vincolanti per bloccare i metodi piรนฬ comunemente utilizzati dalle aziende per l’evasione fiscale. Il Parlamento propone inoltre definizioni di termini come “organizzazione stabile”, “paradisi fiscali”, “sostanza economica minima”, “prezzi di cessione”, โcanoniโ, โsistemi di patent boxโ, โsocietร fittizieโ e altri, finora suscettibili d’interpretazione.
La direttiva anti-evasione riflette il piano d’azione dell’OCSE per limitare l’erosione della base imponibile e lo spostamento dell’utile, e segue le raccomandazioni fatte dal Parlamento lo scorso novembre (rapporto TAXE 1) e dicembre (con le raccomandazioni legislative redatte da Annalise Dodds (S&D, UK) e Ludรชk Niedermayer (PPE, CZ)).
Il Parlamento ha inoltre chiesto di
definire una “lista nera” esaustiva per i paradisi fiscali, inclusi quelli dell’Unione, integrata da un elenco di sanzioni nei confronti delle giurisdizioni non collaborative e degli istituti finanziari che operano nei paradisi fiscali;
proibire la creazione di societร fittizie o societร di comodo; introdurre rapidamente una base imponibile consolidata comune per le societร (CCCTB); aumentare la trasparenza dei fondi fiduciari e delle fondazioni;
introdurre metodo comune di calcolo dei tassi di imposta sulle societร efficace in ciascuno Stato membro, in modo da consentire il confronto tra i Paesi dell’UE;
introdurre, entro gennaio 2017, un meccanismo di risoluzione delle controversie con norme piรน chiare e tempi piรน stretti
ed infine creare un codice di identificazione fiscale europeo (CIF) armonizzato e comune come base per un effettivo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri.




