di Edoardo Zaccardi
La crescente complessitร della dimensione sociale e le sempre piรน numerose interconnessioni tra le varie sfere che la compongono, dal lavoro alla famiglia, dalla previdenza alla cura della salute, aprono nuovi spazi di tutela nei quali possono operare nuovi attori e con strumenti e modalitร innovative di fornire risposte alle nuove esigenze che emergono.
Come รจ emerso nel corso del Forum sul Welfare Integrativo, โI nuovi bisogni sociali tutelabili dal welfare integrativoโ, organizzato da Itinerari Previdenziali lo scorso 5 aprile a Roma, presso la Sala Conferenze della Fondazione ENPAM, restano ancora numerose le sfide da superare e gli interventi da realizzare per fornire coperture a una domanda di welfare quanto mai dinamica e che con sempre maggiore consapevolezza puรฒ essere soddisfatta da una platea composita di soggetti, sia a livello individuale che collettivo.
Dal fronte del welfare aziendale, anche sulla scorta degli incentivi contenuti nelle ultime leggi di Bilancio, provengono i segnali forse piรน incoraggianti, come dimostrano lโampliarsi delle iniziative in essere e le possibilitร di scelta per i lavoratori che ne sono coinvolti, sebbene siano le realtร giร attive nellโambito del welfare aziendale โ segnatamente quelle piรน strutturate โ a dimostrarsi piรน dinamiche, mentre la forza propulsiva si va esaurendo tra quelle piรน piccole.
Altro fronte โcaldoโ รจ quello della non autosufficienza, verso il quale si registrano le maggiori criticitร nel nostro Paese, peraltro amplificate dalle profonde differenze qualitative che si rilevano nellโofferta di servizi e nella capacitร di presa in carico tra le varie regioni. Sulla Long Term Care, inoltre, anche le Casse di previdenza private hanno da tempo focalizzato lโattenzione, incrementando lโofferta di servizi, polizze e convenzionamenti per presidiare un tema che certamente si porrร con sempre maggiore attenzione, di pari passo con lโinvecchiamento della popolazione.
Se a mancare, in Italia, รจ una diffusa e radicata cultura della prevenzione nellโambito della non autosufficienza, realizzabile attraverso coperture ad hoc e ben presidiate dal mercato, sul lato dellโofferta le buone pratiche sperimentate restano confinate allโinterno delle esperienze delle singole categorie e faticano ad essere ricondotte entro un disegno organico, aperto e potenzialmente piรน efficace.
In un Paese in cui lโassistenza domiciliare erogata dal pubblico alle persone non autosufficienti รจ ben lontana dallโassestarsi su livelli per lo meno accettabili, e la risposta privata (i servizi di badantato) per come รจ configurata al momento non รจ in grado di rispondere in maniera efficace ai crescenti bisogni per le ben note questioni (intermediazione della domanda e dellโofferta di lavoro, certificazione delle competenze e qualitร dellโofferta di lavoro, ecc.), urge mettere in moto un percorso di riallocazione efficiente delle (scarse) risorse pubbliche e di efficientamento di quelle private, anche attraverso la sperimentazione di soluzioni abitative, tecnologiche e contrattuali nuove, e la sinergia tra i vari attori coinvolti, resa possibile attraverso la creazione di reti.




