Santoro a Italia Oggi: equo compenso, le pendenze previdenziali, Assodire e molto altro

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L’articolo a firma Simona Dalessio

“La corsa dei primi mille architetti e ingegneri che hanno regolarizzato (con lo “sconto”) la propria posizione contributiva, rimettendosi così “in pista” sulla strada della pensione, ha già avuto effetti finanziariamente rilevanti: nel gennaio 2020, infatti, i pagamenti dei professionisti che si sono avvalsi del nuovo sistema sanzionatorio dell’ente previdenziale delle due categorie Inarcassa (usando come “leva” gli istituti di conciliazione ad aliquote dimezzate) per sanare l’omesso versamento del conguaglio del 2018, che scadeva il 31 dicembre 2019, “ammontano a circa 7,5 milioni di euro”, corrisposti in un’unica soluzione, o a rate, i cui importi vanno “da un minimo di 1.700 a un massimo di 42.000 euro”. E, nei prossimi due mesi, agevolazioni aggiuntive potrebbero far impennare sensibilmente la cifra giacché, col recente restyling dei piani di dilazione “abbiamo abbassato il tasso dal 4,25% al 2,50% per i contributi e dall’0,8% allo 0,05% per le sanzioni”, nella consapevolezza che il provvedimento “non fa da aspirapolvere per i debiti precedenti” (che pesano per oltre 800 milioni, ndr), ma evita di farli “lievitare in maniera esponenziale”.

A tirare le somme il presidente della Cassa Giuseppe Santoro che, in un colloquio con ItaliaOggi, ricordando d’aver posto l’altolà a ipotesi di condoni, o rottamazioni, confida innanzitutto nella progressiva crescita dei redditi dei circa 168.000 associati e, a seguire, scommette sulla possibilità che un impianto sanzionatorio “equo e sostenibile possa fungere da stimolo pure per la risoluzione di pendenze pregresse”, visto che essere in regola con gli adempimenti dà agli iscritti “una molteplicità di benefici di natura previdenziale e assistenziale, oltre alla possibilità di partecipare alle gare pubbliche”.

Col cambio di passo dal sistema retributivo a quello contributivo per il calcolo delle prestazioni, in vigore da 2013, l’ente ha immaginato, poi, un intervento per il “riequilibrio dei benefici intergenerazionali”, di cui attualmente si avvantaggiano “circa 21.000 ingegneri e architetti con meno di 35 anni” che, per il primo quinquennio di iscrizione, versano contributi minimi diminuiti a un terzo e un’aliquota soggettiva tagliata al 50%, periodo nel quale i versamenti ridotti saranno accreditati per intero a chi, al momento d’andare in pensione, potrà vantare almeno altri 25 anni, anche non continuativi, di presenza “piena” negli elenchi di Inarcassa. Sempre nell’ottica di supportare i giovani, il consiglio di amministrazione dell’ente ha scelto di destinare 700.000 euro alla convenzione con Cassa depositi e prestiti (Cdp), la società controllata all’80% dal ministero dell’economia, per l’accesso al credito dei professionisti: l’iniziativa, sviluppata all’interno dell’Associazione degli enti previdenziali (Adepp), “comincerà a dispiegare effetti non prima del mese di maggio, periodo in cui abbiamo stimato ci sarà possibile raggiungere la copertura minima totale di 5 milioni”, richiesta da Cdp per incrementare la percentuale di garanzia nella concessione dei prestiti (si veda ItaliaOggi del 14 dicembre 2019).

Nei prossimi mesi si conosceranno le mosse di Assodire, la neonata Associazione degli investitori istituzionali fondata da Inarcassa, Enpam (medici e odontoiatri) e Cassa forense (avvocati) per poter contare di più nelle società quotate di cui sono azionisti, in un quadro finanziario in cui, chiosa con orgoglio Santoro, “con percentuali che vanno dal 3%, come nel nostro caso, ad altre minori”, le Casse private, che nel marzo del 2018 detenevano un “pacchetto” pari al 14,453%, “hanno ora in portafoglio circa il 16,30% del capitale della Banca d’Italia”.