Parlamento e Consiglio Europeo. Raggiunto accordo provvisorio sulla legge sul clima

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Il Parlamento e il Consiglio europeo, martedì scorso,  hanno raggiunto l’accordo provvisorio  sulla legge quadro europea sul clima. Obiettivi,  ridurre le emissioni per il 2030 dal 40 al 57% , un’Unione Europea climaticamente neutra entro il 2050, istituire  un organismo scientifico  indipendente (Comitato consultivo) per valutare se la politica è coerente e per monitorare i progressi, come suggerito dal Parlamento. Il comitato consultivo sarà composto da 15 esperti scientifici nominati per quattro anni.

La Commissione faciliterà gli scambi di conoscenze ed esperienze grazie ai partenariati sul clima specifici per settore (energia, consumi, ecc.) che riuniranno i principali stakeholder di settore per giungere a elaborare tabelle di marcia verso la neutralità climatica.

Secondo l’accordo raggiunto, entro sei mesi dal primo bilancio globale effettuato ai sensi dell’Accordo di Parigi, la Commissione europea proporrà un obiettivo climatico intermedio per il 2040. Allo stesso tempo pubblicherà la previsione di un bilancio indicativo per i gas serra dell’Ue per il periodo 2030-2050 (e metodologia di base) definito come “Il volume totale indicativo delle emissioni nette di gas serra CO2 equivalente” con informazioni separate su emissioni e assorbimenti che l’Ue attende saranno emesse in quel lasso di tempo, senza mettere a rischio gli impegni dell’Unione nell’Accordo di Parigi.

Obiettivi 2030 e 2040

La nuova legge dell’Ue sul clima aumenta l’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’Unione per il 2030 dal 40% ad almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.

Sebbene la priorità sia di evitare le emissioni di gas serra (GHG), la legge riconosce che i GHG già emessi dovranno essere eliminati per compensare i GHG ancora emessi dai settori in cui la decarbonizzazione è più impegnativa. Per garantire riduzioni sufficienti entro il 2030, il contributo degli assorbimenti verso l’obiettivo climatico sarà limitato a 225 Mt CO2 equivalenti. La Commissione ha confermato che proporrà la revisione del regolamento LULUCF che regola le emissioni di gas serra e le rimozioni dall’uso del suolo, dai cambiamenti nell’uso del suolo e dalla silvicoltura, per aumentare i pozzi di assorbimento del carbonio dell’Ue a livelli superiori a 300 milioni di tonnellate di CO2eq entro il 2030, il che corrisponderebbe di fatto a un obiettivo di riduzione del 2030 del 57%.

Le dichiarazioni

Per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, “la legge sul clima pone l’Ue su un percorso verde che durerà una generazione. E il nostro impegno vincolante per i nostri figli e i nostri nipoti”.

“Accolgo con favore l’accordo sulla #ClimateLaw – spina dorsale del Green Deal, ambizione senza precedenti – scrive in un tweet il Presidente del Parlamento europeo Davide Sassoli –  il primo passo per l’Ue per diventare climaticamente neutrale entro il 2050. Forte segnale prima del #EarthDay”.

João Pedro Matos Fernandes, ministro portoghese dell’ambiente e dell’azione climatica, della presidenza di turno dell’Ue, ha commentato “Siamo molto soddisfatti dell’accordo provvisorio raggiunto oggi. La legge europea sul clima è “la legge delle leggi” che definisce il quadro per la legislazione dell’Ue relativa al clima per i 30 anni a venire. L’Ue è fortemente impegnata a diventare climate neutral entro il 2050 e oggi possiamo essere orgogliosi di aver stabilito un obiettivo ambizioso sul clima che può ottenere il sostegno di tutti. Con questo accordo inviamo un segnale forte al mondo – subito prima del Leader’s Climate Summit  del 22 aprile – e apriamo la strada alla Commissione per proporre il suo pacchetto sul clima “fit-for-55” a giugno”.

Per Frans Timmermans, vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, “Questa è una tappa storica per l’Ue. Abbiamo raggiunto un accordo ambizioso che iscrive l’obiettivo della neutralità climatica in una legislazione vincolante che sarà nostra guida nelle politiche per i prossimi 30 anni. La legge sul clima darà forma alla ripresa verde dell’Ue e assicurerà una transizione verde socialmente equa. L’accordo di oggi rafforza la nostra posizione mondiale di preminenza nella lotta alla crisi climatica. Quando i leader mondiali si riuniranno in occasione della Giornata della Terra, l’Ue porterà questa buona notizia al tavolo dei negoziati, e auspichiamo che ispiri i nostri partner internazionali. Oggi è un giorno felice per i nostri cittadini e per il pianeta”.

Prossimi passi

L’accordo sarà ora sottoposto all’approvazione della commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e alla plenaria, nonché al Consiglio. Il regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Contesto

Nelle conclusioni del 12 dicembre 2019 il Consiglio europeo ha approvato l’obiettivo di realizzare un’Ue a impatto climatico zero entro il 2050, in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, pur riconoscendo la necessità di predisporre un quadro favorevole a beneficio di tutti gli Stati membri e comprensivo di strumenti, incentivi, sostegno e investimenti adeguati per assicurare una transizione efficiente in termini di costi, giusta, socialmente equilibrata ed equa, tenendo conto delle diverse situazioni nazionali in termini di punti di partenza.

Il 4 marzo 2020 la Commissione europea ha adottato la proposta di legge europea sul clima, che costituisce una parte importante del Green Deal europeo. Il 17 settembre 2020 ha adottato una proposta di modifica della proposta iniziale per includere la revisione dell’obiettivo Ue di riduzione delle emissioni di almeno il 55% entro il 2030. La Commissione ha pubblicato inoltre una comunicazione sul Piano per l’obiettivo climatico 2030, accompagnata da una valutazione d’impatto globale.

Il 10 e l’11 dicembre il Consiglio europeo ha approvato, nelle sue conclusioni, un obiettivo Ue vincolante di riduzione interna netta delle emissioni di gas a effetto serra pari ad almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990.

Il 17 dicembre 2020 il Consiglio ha adottato un orientamento generale, dopodiché il Consiglio e il Parlamento hanno avviato una serie di triloghi al fine di giungere a un accordo sul testo definitivo.