Signor Presidente, Onorevoli deputati
sbaglieremmo tutti a pensare che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, pur nella sua storica importanza, sia solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi, scadenze. Vi proporrei di leggerlo anche in un altro modo. Metteteci dentro le vite degli italiani, le nostre ma soprattutto quelle dei giovani, delle donne, dei cittadini che verranno. Le attese di chi piรน ha sofferto gli effetti devastanti della pandemia. Le aspirazioni delle famiglie preoccupate per lโeducazione e il futuro dei propri figli. Le giuste rivendicazioni di chi un lavoro non ce lโha o lo ha perso. Le preoccupazioni di chi ha dovuto chiudere la propria attivitร per permettere a noi tutti di frenare il contagio Lโansia dei territori svantaggiati di affrancarsi da disagi e povertร . La consapevolezza di ogni comunitร che lโambiente va tutelato e rispettato. Ma, nellโinsieme dei programmi che oggi presento alla vostra attenzione, cโรจ anche e soprattutto il destino del Paese. La misura di quello che sarร il suo ruolo nella comunitร internazionale. La sua credibilitร e reputazione come fondatore dellโUnione europea e protagonista del mondo occidentale.
Non รจ dunque solo una questione di reddito, lavoro, benessere. Ma anche di valori civili, di sentimenti della nostra comunitร nazionale che nessun numero, nessuna tabella potranno mai rappresentare.
Dico questo perchรฉ sia chiaro che, nel realizzare i progetti, ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite. Soprattutto su quelle dei cittadini piรน deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarร piรน il tempo per porvi rimedio. Nel presentare questo documento, al quale รจ strettamente legato il nostro futuro, vorrei riprendere, specie allโindomani della celebrazione del 25 aprile, una testimonianza di uno dei padri della nostra Repubblica.
Scriveva Alcide De Gasperi nel 1943:
โVero รจ che il funzionamento della democrazia economica esige disinteresse, come quello della democrazia politica suppone la virtรน del carattere.
Lโopera di rinnovamento fallirร , se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini – oggi diremmo delle persone – disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune.โ
A noi lโonere e lโonore di preparare nel modo migliore lโItalia di domani.
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Prima di concentrarmi sulla descrizione del Piano, vorrei ringraziarvi per il prezioso lavoro di interlocuzione con Istituzioni e Parti sociali svolto dal Parlamento. ย La buona riuscita del Piano richiede uno sforzo corale delle diverse istituzioni coinvolte e un dialogo aperto e costruttivo. Il Parlamento ha effettuato, con rapiditร , un ingente lavoro di sintesi delle osservazioni e delle istanze di numerosi enti istituzionali, associazioni di categoria ed esperti che ha contribuito alla fase finale di definizione del Piano. Tale lavoro di sintesi si รจ affiancato allโintensa collaborazione tra i diversi Ministeri a vario titolo coinvolti nella predisposizione del Piano, un lavoro che ha grandemente beneficiato dellโazione svolta dal precedente Governo. Ringrazio anche le Regioni, le Provincie e i Comuni, il cui ruolo va oltre queste consultazioni. Gli enti territoriali sono infatti determinanti per la riuscita del Piano.
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Il Piano ha tre obiettivi principali. Il primo, con un orizzonte temporale ravvicinato, risiede nel riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica. La pandemia ci ha colpito piรน dei nostri vicini europei. ย Abbiamo raggiunto il numero di quasi 120.000 morti per il Covid-19, a cui si aggiungono i tanti mai registrati. Nel 2020 il PIL รจ caduto dellโ8,9 per cento, lโoccupazione รจ scesa del 2,8 per cento, ma il crollo delle ore lavorate รจ stato dellโ11 per cento, il che dร la misura della gravitร della crisi. I giovani e le donne hanno sofferto un calo di occupazione molto superiore alla media, particolarmente nel caso dei giovani nella fascia di etร 15-24 anni. Le misure di sostegno allโoccupazione e ai redditi dei lavoratori hanno notevolmente attutito lโimpatto sociale della pandemia. Tuttavia questo si รจ sentito soprattutto sulle fasce piรน deboli della popolazione. Tra il 2005 e il 2019, il numero di persone sotto la soglia di povertร assoluta รจ salito dal 3,3 al 7,7 per cento, per poi aumentare a poco meno del 10 per cento nel 2020. Ancora una volta ad essere particolarmente colpiti sono stati donne e giovani e ancora una volta soprattutto nel Mezzogiorno.
Con una prospettiva piรน di medio-lungo termine, il Piano affronta alcune debolezze che affliggono la nostra economia e la nostra societร da decenni: i perduranti divari territoriali, le disparitร di genere, la debole crescita della produttivitร e il basso investimento in capitale umano e fisico. Infine, le risorse del Piano contribuiscono a dare impulso a una compiuta transizione ecologica.
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Il Piano รจ articolato in progetti di investimento e riforme. Lโaccento sulle riforme รจ fondamentale. Queste non solo consentono di dare efficacia e rapida attuazione agli stessi investimenti, ma anche di superare le debolezze strutturali che hanno per lungo tempo rallentato la crescita e determinato livelli occupazionali insoddisfacenti, soprattutto per i giovani e le donne. Le riforme e gli investimenti sono corredati da obiettivi quantitativi e traguardi intermedi e sono organizzate in sei Missioni. E, per inciso, tutto questo sarร controllabile, come si dice oggi, monitorabile, su una piattaforma elettronica. I progetti di ciascuna missione mirano ad affrontare tre nodi strutturali del nostro Paese, che costituiscono obiettivi orizzontali dellโintero Piano. Si tratta di colmare le disparitร regionali tra il Mezzogiorno e il Centro Nord, le diseguaglianze di genere e i divari generazionali. Le risorse fornite attraverso il Dispositivo di ripresa e resilienza della UE sono pari a 191,5 miliardi.
Il Governo ha deciso di stanziare ulteriori 30,6 miliardi per il finanziamento di un Piano nazionale complementare da affiancare al dispositivo europeo. Questo piano complementare finanzia progetti coerenti con le strategie del PNRR, che tuttavia eccedevano il tetto di risorse ottenibili dal dispositivo europeo. Il PNRR e il Piano complementare sono stati disegnati in modo integrato: anche i progetti del secondo avranno gli stessi strumenti attuativi. Sono stati stanziati, inoltre, entro il 2032, ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche. Queste includono la linea ferroviaria ad Alta Velocitร Salerno-Reggio Calabria – che sarร una vera alta velocitร – e lโattraversamento di Vicenza relativo alla linea ad Alta Velocitร Milano-Venezia ร poi previsto il reintegro delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, utilizzate nellโambito del dispositivo europeo per il potenziamento dei progetti ivi previsti per 15,5 miliardi. Nel complesso potremo quindi disporre di circa 248 miliardi di euro. A tali risorse, si aggiungono poi quelle rese disponibili dal programma REACT-EU che, come previsto dalla normativa UE, vengono spese negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi. Se si tiene conto solo del piano e del Fondo Complementare, la quota dei progetti โverdiโ รจ pari al 40 per cento del totale. Quella dei progetti digitali il 27 per cento, come indicato dalle regole che abbiamo tutti insieme deciso in Europa. Il Piano destina 82 miliardi al Mezzogiorno su 206 miliardi ripartibili secondo il criterio del territorio, per una quota dunque del 40 per cento. Cโรจ una forte attenzione allโinclusione di genere e al sostegno per i giovani.
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Il Piano ha effetti significativi sulle principali variabili economiche. Nel 2026 il PIL sarร di circa 3,6 punti percentuali superiore rispetto a uno scenario di riferimento che non tiene conto dellโattuazione del Piano. Ne beneficia anche lโoccupazione che sarร piรน elevata, di 3,2 punti percentuali rispetto allo scenario base nel triennio 2024-2026. Queste stime ipotizzano unโelevata efficienza degli investimenti pubblici effettuati, ma non quantificano lโulteriore impulso che potrร derivare dalle riforme previste dal Piano e per quanto riguarda lโoccupazione femminile e giovanile non tiene conto della clausola di condizionalitร trasversale a tutto il Piano. Lโaccelerazione della crescita puรฒ essere superiore a quanto riportato nel piano se riusciamo ad attuare riforme efficaci e mirate a migliorare la competitivitร della nostra economia.
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Il governo del Piano, quella che altri chiamano governance, รจ strutturato su diversi livelli. Lโattuazione delle iniziative e delle riforme, nonchรฉ la gestione delle risorse finanziarie, sono responsabilitร dei Ministeri e delle autoritร locali, che sono chiamate a uno straordinario impegno in termini di organizzazione, programmazione e gestione. Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione Europea sono affidati al Ministero dellโEconomia e delle Finanze. Infine, รจ prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito tra lโaltro di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticitร nellโattuazione del Piano. Voglio sottolineare lโimportante ruolo svolto da Regioni ed Enti locali nellโambito dellโattuazione del Piano. Sono infatti responsabili della realizzazione di quasi 90 miliardi di investimenti, circa il 40 percento del totale, in particolare con riferimento alla transizione ecologica, allโinclusione e coesione sociale e alla salute.
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La prima Missione riguarda i temi della Digitalizzazione, Innovazione, Competitivitร e Cultura. ย Nel complesso, le risorse destinate a questa Missione sono quasi 50 miliardi, di cui 41 finanziate con il Dispositivo Europeo e 8,5 con il Piano complementare nazionale, pari al 27% delle risorse totali del Piano. Lโobiettivo principale รจ promuovere e sostenere la trasformazione digitale e lโinnovazione del sistema produttivo del Paese. Abbiamo scelto di investire nella crescita dimensionale delle nostre imprese e in filiere ad alta tecnologia. ร facile quando si parla di digitale, parlare di fibra, di cloud, di 5G, di identitร digitale, di telemedicina e delle molte altre tecnologie sulle quali proponiamo di investire.
In realtร dobbiamo ricordare per cosa la trasformazione digitale รจ essenziale per il nostro Paese. Noi vogliamo che dal 2027 le nostre ragazze e ragazzi possano avere accesso alle migliori esperienze educative, ovunque esse siano in Italia.
Vogliamo che i nostri imprenditori, piccoli e grandi, possano lanciare e far crescere le loro attivitร rapidamente e efficientemente.
Vogliamo permettere alle donne imprenditrici di realizzare i loro progetti.
Vogliamo che i lavoratori e le lavoratrici continuino ad acquisire le competenze per le professioni di oggi e di domani.
Vogliamo che le persone piรน sole o vulnerabili possano esser assistite dagli operatori sanitari, dai volontari e dai loro famigliari nel miglior e piรน tempestivo modo possibile.
Vogliamo che le pubbliche amministrazioni e i loro servizi siano accessibili senza ostacoli, senza costi e senza inutile spreco di tempo.
Vogliamo insomma accelerare l’adozione della tecnologia – nel pubblico, nel privato e nelle famiglie – per dare alla fine del quinquennio 2021-26 eque opportunitร a tutti.
In particolare a giovani, lo ripeto ancora, donne e a chi vive in territori meno connessi.
Per il rilancio della cultura e del turismo, due settori chiave per lโItalia anche per il loro significato identitario, una prima linea di azione riguarda interventi di valorizzazione di siti storici e culturali, volti a migliorare la capacitร attrattiva, la sicurezza e lโaccessibilitร dei luoghi. ย Gli interventi sono dedicati non solo ai cosiddetti โgrandi attrattoriโ, ma anche alla tutela e alla valorizzazione dei siti minori. Si aggiungono misure per una riqualificazione ambientalmente sostenibile delle strutture e dei servizi turistici, che fanno leva anche sulle nuove tecnologie.
Il Piano non trascura il fatto che il rafforzamento della digitalizzazione e la spinta allโinnovazione devono essere realizzati in maniera sinergica tra settori e aree di intervento.
Molte misure di cui dirรฒ piรน avanti relativamente ad altre Missioni, ad esempio relativamente a Istruzione e Ricerca o Sanitร , completano la strategia del Governo in questa area.
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La seconda Missione, denominata Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica, si occupa dei grandi temi dellโagricoltura sostenibile, dellโeconomia circolare, della transizione energetica, della mobilitร sostenibile, dellโefficienza energetica degli edifici, delle risorse idriche e dellโinquinamento.
Essa รจ particolarmente importante per noi italiani perchรจ lโItalia รจ maggiormente esposta a rischi climatici rispetto ad altri Paesi, in parte per lโorografia, in parte per gli abusi, in parte per la delicatezza dellโambiente. La missione migliora la sostenibilitร del sistema economico e assicura una transizione equa e inclusiva verso una societร a impatto ambientale pari a zero. La dotazione complessiva di questa missione รจ la piรน cospicua tra le 6 proposte (quasi 70 miliardi, di cui 60 finanziati con il Dispositivo europeo). ย Vi sono inoltre investimenti a supporto della transizione ecologica anche in altre Missioni. Questa prevede misure per migliorare la gestione dei rifiuti e per lโeconomia circolare, rafforza le infrastrutture per la raccolta differenziata, e ammoderna o sviluppa nuovi impianti di trattamento rifiuti.
Per raggiungere la progressiva decarbonizzazione, sono previsti interventi per incrementare significativamente lโutilizzo di fonti di energia rinnovabili, per il rafforzamento delle reti e una mobilitร piรน sostenibile. Vi รจ uno sforzo significativo per promuovere lโefficientamento energetico di edifici pubblici e privati.
Per il Superbonus al 110 per cento sono previsti, tra PNRR e Fondo complementare, oltre 18 miliardi, le stesse risorse stanziate dal precedente governo. Non cโรจ alcun taglio. La misura รจ finanziata fino alla fine del 2022, con estensione al giugno 2023 solo per le case popolari (Iacp). ร un provvedimento importante per il settore delle costruzioni e per lโambiente.
Per il futuro, il Governo si impegna a inserire nel Disegno di Legge di bilancio per il 2022 una proroga dell’ecobonus per il 2023, tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione nel 2021, con riguardo agli effetti finanziari, alla natura degli interventi realizzati, al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico e di sicurezza degli edifici.
Inoltre, nella missione, non sono stati trascurati i temi della sicurezza del territorio, con interventi di prevenzione e di ripristino a fronte di significativi rischi idrogeologici, della salvaguardia delle aree verdi e della biodiversitร , e quelli relativi allโeliminazione dellโinquinamento delle acque e del terreno, e alla disponibilitร di risorse idriche.
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La Missione 3 dispone una serie di investimenti finalizzati allo sviluppo di una rete di infrastrutture di trasporto moderna, digitale, sostenibile e interconnessa. Nel complesso a questa finalitร sono allocati oltre 31 miliardi. Gran parte delle risorse รจ destinata allโammodernamento e al potenziamento della rete ferroviaria.
Si prevede il completamento dei principali assi ferroviari ad alta velocitร ed alta capacitร (per una spesa stimata in 13,2 miliardi), lโintegrazione fra questi e la rete ferroviaria regionale e la messa in sicurezza dellโintera rete.
Vi sono poi interventi per la digitalizzazione del sistema della logistica, per migliorare la sicurezza di ponti e viadotti, e misure per innalzare la competitivitร , capacitร e produttivitร dei porti italiani.
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La Missione 4, Istruzione e Ricerca, incide su fattori indispensabili per unโeconomia basata sulla conoscenza. Oltre ai loro risvolti benefici sulla crescita, tali fattori sono determinanti anche per lโinclusione e lโequitร . I progetti proposti intendono rafforzare il sistema educativo lungo tutto il percorso di istruzione, sostenere la ricerca e favorire la sua integrazione con il sistema produttivo.
Gli interventi principali riguardano:
Il miglioramento qualitativo e lโampliamento quantitativo dei servizi di istruzione, a partire dal rafforzamento dellโofferta di asili nido, scuole materne e servizi di educazione e cura per la prima infanzia.
Lo sviluppo e il rafforzamento dellโistruzione professionalizzante.
I processi di reclutamento e di formazione degli insegnanti.
Il potenziamento e lโammodernamento delle infrastrutture scolastiche, ad esempio con il cablaggio interno di circa 40.000 edifici scolastici.
La riforma e lโampliamento dei dottorati.
Il rafforzamento della ricerca e la diffusione di modelli innovativi per la ricerca di base e applicata condotta in sinergia tra universitร e imprese.
Infine, il sostegno ai processi di innovazione e trasferimento tecnologico.
A questa Missione sono destinati quasi 32 miliardi, di cui uno finanziato con risorse nazionali tramite il Fondo complementare, e 31 con il Dispositivo europeo.
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La quinta Missione รจ destinata alle politiche attive del lavoro e della formazione, allโinclusione sociale e alla coesione territoriale. I fondi destinati a questi obiettivi superano nel complesso i 22 miliardi, ma ulteriori 7,3 miliardi di interventi beneficeranno delle risorse di REACT-EU. Sono previsti investimenti in attivitร di formazione e riqualificazione dei lavoratori. Si prevede lโintroduzione di una riforma organica e integrata in materia di politiche attive e formazione, nonchรฉ misure specifiche per favorire lโoccupazione giovanile. ย Sono introdotte misure a sostegno dellโimprenditorialitร femminile e un sistema di certificazione della paritร di genere che accompagni e incentivi le imprese ad adottare politiche adeguate a ridurre il gap di genere.
Si รจ scelto poi di destinare importanti risorse alle infrastrutture sociali funzionali alla realizzazione di politiche a sostegno delle famiglie, dei minori, delle persone con gravi disabilitร e degli anziani non autosufficienti. A queste si affiancano misure per la riqualificazione dei tessuti urbani piรน vulnerabili (periferie, aree interne del Paese) e interventi di potenziamento dellโedilizia residenziale pubblica.
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La Missione 6 riguarda la Salute, un settore critico, che ha affrontato sfide di portata storica nellโultimo anno. ย La pandemia da Covid-19 ha confermato il valore universale della salute, la sua natura di bene pubblico fondamentale e la rilevanza macro-economica dei servizi sanitari pubblici. Le riforme e gli investimenti proposti con il Piano in questโarea hanno due obiettivi principali: rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio e modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario per garantire un equo accesso a cure efficaci.
Una osservazione che volevo dire a proposito delle prestazioni erogate sul territorio รจ che รจ previsto un significativo incremento delle prestazioni in assistenza domiciliare fino a prendere in carico entro il 2026 il 10% di etร sopra i 65 anni, in particolare coloro che hanno patologie croniche o non sono autosufficienti.
Inoltre, il miglioramento delle prestazioni erogate sul territorio รจ perseguito attraverso il potenziamento e la creazione di strutture e presidi territoriali (come le Case della Comunitร e gli Ospedali di Comunitร ), il rafforzamento dellโassistenza domiciliare, lo sviluppo della telemedicina e una piรน efficace integrazione con tutti i servizi socio-sanitari.
A queste misure si affiancano progetti per il rinnovamento e lโammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti; per il completamento e la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico; per una migliore capacitร di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza. Rilevanti risorse sono destinate inoltre alla ricerca scientifica e a favorire il trasferimento tecnologico, oltre che a rafforzare le competenze e il capitale umano del Servizio Sanitario Nazionale. Nel piรน generale ambito sociosanitario, introduciamo unโimportante riforma per la non autosufficienza, con l’obiettivo primario di offrire risposte ai problemi degli anziani. Questa misura affronta in maniera coordinata i diversi bisogni che scaturiscono dalle conseguenze dell’invecchiamento.
Vogliamo che i nostri anziani possano essere messi in condizione di mantenere o riguadagnare la massima autonomia possibile, in un contesto il piรน possibile de-istituzionalizzato. Dopo le sofferenze e le paure di questi mesi di pandemia, non possiamo certo dimenticarci di loro.
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Vediamo ora lโimpatto del Piano su donne, giovani e sud. Eliminare gli ostacoli che limitano la partecipazione delle donne al mercato del lavoro รจ fondamentale per la ripresa dellโItalia. Il Piano interviene sulle molteplici dimensioni del divario di genere e si inserisce nel percorso di riforma avviato con il Family Act. ย Il Governo intende lanciare entro il primo semestre 2021 la Strategia nazionale per la paritร di genere 2021-2026.Il PNRR sviluppa le prioritร di questa Strategia nazionale e le articola in un ampio programma.
4,6 miliardi sono destinati a costruire nuovi asili nido, scuole materne e servizi di educazione e cura per la prima infanzia.
Quasi un miliardo va a finanziare lโestensione del tempo pieno nelle scuole primarie per permettere alle famiglie โ e alle madri in particolare – di conciliare meglio la loro vita professionale e lavorativa.
Il Piano prevede 400 milioni per favorire lโimprenditorialitร femminile, e stanzia oltre 1 miliardo per la promozione delle competenze in ambito tecnico-scientifico, soprattutto per le studentesse.
Infine, grazie allโazione di questo Parlamento, lโassegno unico diventerร lo strumento centrale e onnicomprensivo per il sostegno alle famiglie con figli, in sostituzione delle misure frammentarie fino ad oggi vigenti.
ร una riforma che rappresenta un cambio di paradigma nelle politiche per la famiglia e a sostegno della natalitร .
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Un Piano che guarda alle prossime generazioni deve infatti riconoscere la nostra realtร demografica.
Siamo uno dei paesi con la piรน bassa feconditร in Europa quasi meno di 1,3 figli per ciascuna donna contro quasi 1,6 della media Ue.
Per mettere i nostri giovani nella condizione di formare una famiglia – e questo รจ dimostrato da indagini recenti – ย dobbiamo rispondere a tre loro richieste: un welfare adeguato, una casa e un lavoro sicuro.
Oltre al piano agli asili nido i giovani beneficiano dalle misure per le infrastrutture sociali e le case popolari.
E in un prossimo decreto, di imminente approvazione, sono previste altre risorse per aiutare i giovani a contrarre un mutuo per acquistare una casa. E in particolare, oltre a significative agevolazioni fiscali, per pagare un anticipo, grazie allโintroduzione di una garanzia statale.
1,8 miliardi vanno ad accrescere la competitivitร delle imprese turistiche, di cui una parte importante รจ destinata a incentivare la creazione di nuove imprese da parte di chi ha meno di 35 anni.
Potenziamo il โServizio Civile Universaleโ per i giovani tra i 18 e i 28 anni, al quale destiniamo 650 milioni per il periodo 2021-2023.
Si tratta di una forma di cittadinanza attiva che รจ, allo stesso tempo, uno strumento di formazione e un motore di inclusione e coesione sociale.
I giovani possono orientarsi rispetto allo sviluppo della propria vita professionale e, allo stesso tempo, rendere un servizio nobile alla propria comunitร e allโItalia. Sempre per i giovani, investiamo 600 milioni di euro per rafforzare il sistema duale e rendere i sistemi di istruzione e formazione piรน in linea con il mercato del lavoro.
Questo intervento agevola lโoccupazione giovanile e allo stesso tempo viene incontro alle esigenze delle imprese in termini di competenze.
Tra le altre misure legate allโistruzione, ribadiamo la centralitร dello sport nel percorso formativo dei ragazzi e delle ragazze.
Il Piano dedica un miliardo alle strutture sportive per i giovani, in parte dedicato a nuove palestre e attrezzature sportive nelle scuole, in parte a rafforzare il ruolo dello sport come strumento di inclusione sociale e di contrasto alla marginalizzazione.
Piรน in generale, i giovani saranno tra i principali beneficiari di tutto il Piano. Gli investimenti e le riforme sulla transizione ecologica creeranno principalmente occupazione giovanile.
La creazione di opportunitร per i giovani nel mondo del lavoro sarร anche lโeffetto naturale degli interventi sulla digitalizzazione che, tra lโaltro, consentiranno di completare la connettivitร delle scuole.
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Il Piano prevede una specifica attenzione per le persone con disabilitร , nellโambito degli interventi per ridurre i divari territoriali nella scuola secondaria di secondo grado. ย Gli interventi per la mobilitร , il trasporto pubblico locale e le linee ferroviarie favoriscono il miglioramento e lโaccessibilitร di infrastrutture e servizi per tutti i cittadini. ร previsto un investimento straordinario sulle infrastrutture sociali, nonchรฉ sui servizi sociali e sanitari di comunitร e domiciliari, per migliorare lโautonomia delle persone con disabilitร .
Il miglioramento di servizi sanitari sul territorio favorisce un accesso realmente universale alla sanitร pubblica.
Si prevede, infine, di introdurre la Legge Quadro sulle disabilitร per semplificare lโaccesso ai servizi e i meccanismi di accertamento della disabilitร . Nel corso dellโattuazione del Piano, lโOsservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilitร controllerร che le riforme proposte siano adeguatamente inclusive.
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La crescita del Mezzogiorno rappresenta lโaltro aspetto prioritario trasversale al Piano. ย Il potenziale del sud in termini di sviluppo, competitivitร e occupazione รจ tanto ampio quanto รจ grande il suo divario dal resto del Paese. ย Non รจ una questione di campanili: se cresce il sud, cresce lโItalia.
Piรน del 50 per cento del totale degli investimenti in infrastrutture โ soprattutto lโalta velocitร ferroviaria e il sistema portuale โ รจ diretto al sud. Gli interventi su economia circolare, transizione ecologica, mobilitร sostenibile e tutela del territorio e della risorsa idrica destinano al Mezzogiorno 23 miliardi. A questi investimenti si accompagnano la riforma delle Zone economiche speciali e un robusto finanziamento della loro dotazione infrastrutturale.
Stimiamo che lโincremento complessivo del PIL del Mezzogiorno negli anni 2021-2026 sarร pari a quasi 1,5 volte lโaumento del PIL nazionale. Lโobiettivo รจ rendere il Mezzogiorno un luogo di attrazione di capitali privati e di imprese innovative.
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Come dicevo, il PNRR non รจ soltanto un piano di investimenti, ma anche e soprattutto di riforme. La riforma della giustizia affronta i nodi strutturali del processo civile e penale. Nonostante i progressi degli ultimi anni, permangono ritardi eccessivi.
In media sono necessari oltre 500 giorni per concludere un procedimento civile in primo grado, a fronte dei circa 200 in Germania.
Il Piano rivede lโorganizzazione degli uffici giudiziari e crea lโUfficio del processo, una struttura a supporto del magistrato nella fase โconoscitivaโ della causa.
Nel campo della giustizia civile si semplifica il rito processuale in primo grado e in appello, e si dร definitiva attuazione al processo telematico, come richiesto nei mesi scorsi dal Senato.
Il Governo intende ridurre lโinaccettabile arretrato presente nelle aule dei tribunali, e creare i presupposti per evitare che se ne formi di nuovo. ย Questo รจ uno degli impegni piรน importanti ed espliciti che abbiamo preso verso lโUnione europea.
Lโobiettivo finale che ci proponiamo รจ ambizioso, ridurre i tempi dei processi del 40 per cento per il settore civile e almeno del 25 per cento per il penale.
Tutti noi vogliamo un sistema giudiziario strutturalmente piรน efficiente. Tutti noi vogliamo elevare la qualitร della risposta del sistema.
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La seconda riforma di sistema riguarda la Pubblica amministrazione, sulla cui capacitร di rispondere in modo efficiente ed efficace incidono diversi fattori. Tra questi: la stratificazione normativa, la limitata e diseguale digitalizzazione, lo scarso investimento nel capitale umano dei dipendenti, lโassenza di ricambio generazionale e di aggiornamento delle competenze.
La riforma interviene su quattro ambiti principali:
Assunzioni e concorsi, mediante una razionalizzazione delle procedure di assunzione e una programmazione degli organici mirata a fornire servizi efficienti a imprese e cittadini.
Buona amministrazione, grazie a una semplificazione del quadro normativo e procedurale.
Rafforzamento delle Competenze, tramite una revisione dei percorsi di carriera, la formazione continua del personale e lo sviluppo professionale.
La Digitalizzazione, con investimenti in tecnologia, la creazione di unitร dedicate allA semplificazione dei processi e la riorganizzazione degli uffici.
Inoltre, entro maggio presentiamo un decreto che interviene con misure di carattere prevalentemente strutturale volte a favorire lโattuazione del PNRR e del Piano complementare.
Oltre a importanti semplificazioni negli iter di attuazione e di valutazione degli investimenti in infrastrutture, si procede a una semplificazione delle norme in materia di appalti pubblici e concessioni.
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Il Piano vuole anche impegnare Governo e Parlamento a una continuativa e sistematica opera di abrogazione e modifica delle norme che frenano la concorrenza, creano rendite di posizione e incidono negativamente sul benessere dei cittadini.
Questi principi sono essenziali per la buona riuscita del Piano: dobbiamo impedire che i fondi che ci accingiamo a investire finiscano soltanto ai monopolisti.
A questo fine assume un ruolo cruciale la Legge annuale sulla concorrenza โ prevista nellโordinamento nazionale dal 2009, ma realizzata solo una volta nel 2017.
Intendiamo varare norme volte ad agevolare lโattivitร dโimpresa in settori strategici come le reti digitali e lโenergia.
Alcune di queste norme sono giร individuate nel Piano, ad esempio il completamento degli obblighi di gara per i regimi concessori oppure la semplificazione delle autorizzazioni per la realizzazione degli impianti di gestione dei rifiuti.
Il Governo si impegna a mitigare gli effetti negativi che alcune di queste misure potrebbero produrre, rafforzando i meccanismi di regolamentazione e la protezione sociale.
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Devo ringraziare questo Parlamento per lโimpulso politico che anima tutto il Piano: lโattenzione a ambiente, giovani, donne, mezzogiorno che informa ogni intervento รจ prima di tutto frutto della vostra azione.
Sono certo che riusciremo ad attuare questo Piano. Sono certo che lโonestร , lโintelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupiditร e gli interessi costituiti.
Questa certezza non รจ sconsiderato ottimismo, ma fiducia negli Italiani, nel mio popolo, nella nostra capacitร di lavorare insieme quando lโemergenza ci chiama alla solidarietร , alla responsabilitร .
ร con la fiducia che questo appello allo spirito repubblicano verrร ascoltato, e che si tradurrร nella costruzione del nostro futuro, che presento oggi questo Piano al Parlamento.





