Forum in Previdenza 2021. Disegnare e costruire il welfare di domani

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Si è tenuta a Villa Miani a Roma l’undicesima edizione del Forum organizzato dall’Ente di previdenza dei Dottori commercialisti, un’occasione per riflettere sulla costruzione di nuove politiche di welfare, puntando su tutele crescenti e sviluppo di competenze per i lavoratori in generale – e per il mondo delle professioni, in particolare – ispirandosi a principi di inclusione, equità, crescita professionale e attenzione allo sviluppo dei territori.

L’occasione per il presidente Distilli di annunciare il via libera dai ministeri vigilanti alla “delibera votata dall’Assemblea dei delegati il 6 ottobre scorso che porta dal 2% al 5% la quota dell’avanzo di amministrazione destinabile al fondo per lo sviluppo di iniziative assistenziali con l’obiettivo di incrementare gli strumenti di welfare, di sostenere gli iscritti nella fase attiva della loro attività professionale e di offrire nuove forme di assistenza utili a fronteggiare i rischi connessi all’avanzare dell’età anagrafica”.

Durante il forum è stato presentato anche il “Reputational Report 2020” con le azioni messe in campo dalla Cassa per i propri iscritti nell’anno della pandemia.

“Nel dibattito sull’evoluzione verso un modello di welfare più adeguato ai bisogni collettivi e alle evoluzioni in corso su cui abbiamo incentrato questo Forum in Previdenza – ha commentato Stefano Distilli, presidente di Cassa Dottori Commercialisti, aprendo i lavori – in una prospettiva diversa da quella immaginata fino a poco tempo fa, sono diversi gli spunti su cui puntare l’attenzione. In primis la risposta solidale dell’Europa che, tra sovvenzioni e prestiti agevolati, ha messo a disposizione anche numerosi miliardi in prestiti agevolati a cui l’Italia ha chiesto di accedere per il massimale consentito. Una posizione, che pone e porrà l’Italia in una situazione particolarmente delicata rispetto alle scelte e agli investimenti da adottare ed alle conseguenze future che ne deriveranno, soprattutto alla luce della condizione macroeconomica e demografica del nostro Paese, dei differenziali di partenza e della richiesta, rispetto ad altri, anche di prestiti agevolati.  Occorre saper distinguere, programmando attentamente ed efficientemente le spese relative agli oltre 27 miliardi di euro tra sussidi e prestiti del pacchetto per l’inclusione e la coesione previsto dal PNRR”.

“Occorre imboccare – ha aggiunto Distilli- la giusta strada verso un nuovo welfare strategico che contempli le diverse categorie attive, comprese anche le libere professioni, che svolgono un ruolo impegnato e di supporto alla ripartenza del Paese, rivendicando l’inclusione negli interventi governativi. Riteniamo fondamentale, in quest’ottica, ripensare il welfare affinché non sia visto solo come un costo ma come un vero investimento. Serve investire nel welfare per investire nel Paese e non lasciare sempre a carico dell’individuo o delle famiglie la gestione delle emergenze in situazione di bisogno e fragilità, al fine di evitare la chiusura di tante ‘partite iva’ e sostenere il circolo virtuoso ‘lavoro, reddito, fiscalità, previdenza, welfare”.

“Se da un lato stiamo indicando e ipotizzando il percorso di un nuovo modello di welfare, di risposte nuove ai bisogni emergenti, di forme di supporto alla professione in tutte le sue fasi, dall’altro scontiamo limiti e vincoli sistemici e normativi, sia a livello generale sia nell’ambito delle casse di previdenza e nello specifico della nostra professione. Il riferimento, in particolare, è alla necessità di poter utilizzare maggiori risorse per il welfare rispetto a quelle previste dall’attuale normativa posto che il pilastro assistenziale acquisirà un’importanza sempre maggiore per fattori demografici ed economici , anche in considerazione di gap di genere, bisogni e fragilità crescenti che questa crisi ha accentuato, acuito e polarizzato – ha concluso Distilli.

“Quest’edizione del Forum in previdenza – aggiunge Distilli – viene realizzata a un anno e mezzo dall’inizio dell’emergenza che ha evidenziato l’importanza strategica delle politiche di welfare non solo come tutela di lavoratori, famiglie, giovani, categorie disagiate, ma anche come opportunità di crescita e rilancio anche economico del Paese. È per questo che anche il welfare va ripensato, attualizzato e guardato da una diversa prospettiva, per renderlo sempre più uno strumento di crescita per l’intera comunità ed un collante virtuoso tra generazioni diverse, nella consapevolezza che il futuro di tutti noi dipende dal presente di tutti noi. E il welfare deve aiutarci a gestire i rischi e gli imprevisti, ma anche le sfide che ci troveremo ad affrontare”.

Alcuni dati

Oltre 1,6 milioni di euro di contributi agli iscritti con uno studio professionale in affitto (per quasi 2.400 domande deliberate), potenziamento da 3 a 4,2 milioni di euro di contributi a supporto della professione (per quasi 1.600 istanze pervenute), 450mila euro di contributi a supporto del finanziamento (oltre 800 domande), sospensione dei contributi e degli altri termini previdenziali e amministrativi dal 23 febbraio al 2 novembre 2020, una polizza copertura rischio Covid-19che ha gestito oltre 800 sinistri per oltre 2,8 milioni di euro.