Le duecento e più professioni dell’economia circolare

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“Le professioni del futuro si iscriveranno nell’economia circolare, la soluzione coerente per l’urgente transizione delle nostre società verso la sostenibilità. Ne abbiamo contate in questo rapporto circa duecento, ma sono molte di più e in continua crescita. Sono professioni che richiedono conoscenze approfondite in campi specialistici, ma anche conoscenze complementari: in questo senso sono “ibride”. Comportano l’apertura al cambiamento, la capacità di aggiornarsi continuamente e doti relazionali. Dipendono dal contesto lavorativo in cui operano e, ancor più che nei modelli tradizionali di organizzazione del lavoro, sono inconcepibili in isolamento” questo l’incipit dello studio pubblicato da Randstad Research, il centro di ricerca nato all’inizio del 2019 alla guida del quale c’è Daniele Fano, economista e segreteria tecnica dell’ex Ministro del lavoro, Enrico Giovannini.

“Nella nostra società della conoscenza – si legge nel rapporto – capitale e lavoro vanno a braccetto e le decisioni di investimento sono congiunte alla scelta delle persone che devono realizzarle e gestirle a tutti i livelli: dalle mansioni più operative a quelle di “design”, gestionali, di comunicazione, etc. Oggi non si può fare a meno di un minimo di familiarità con il digitale, con l’apprendimento di concetti nuovi, con una sensibilità ai temi dell’organizzazione e del bilancio. Sarebbe grave sottovalutare il collo di bottiglia che l’insufficienza di persone preparate può rappresentare per realizzare la transizione verso la sostenibilità. La difficoltà di reperimento di figure professionali affligge in maniera cronica il nostro paese e rischia di esasperarsi nei prossimi anni, proprio in relazione agli ambiziosi programmi di trasformazione che stiamo intraprendendo. C’è poi un’enorme sfida che riguarda la qualificazione, la riqualificazione e la riconversione attraverso la formazione continua”.

“È necessario sostenere lo sviluppo dell’economia circolare – avverte Daniele Fano, coordinatore del comitato scientifico di Randstad Research – evitando ‘colli di bottiglia’ nelle risorse umane. Nei prossimi mesi, in cui l’Italia sarà impegnata nella transizione sostenibile, è destinato ad aggravarsi il problema del ‘matching’, la difficoltà a riempire i posti vacanti che già oggi ci affligge. Il nostro sistema formativo deve attrezzarsi rapidamente per formare il capitale umano che nei prossimi anni dovrà programmare, realizzare e gestire tecnologie e servizi dell’economia circolare. Il Pnrr, con la forte spinta agli Its, come quelli erogati dalla Fondazione Tech Talent Factory di cui fa parte Randstad, può essere l’occasione per rilanciare tutti i percorsi tecnico-professionali di cui c’è urgente bisogno. Ma è necessario moltiplicare l’accesso dei giovani agli Its, insieme a un ampio piano ‘shock’ per la formazione e l’istruzione, dalla scuola materna alla formazione continua”.

“L’economia circolare è il paradigma chiave per una transizione alla sostenibilità ambientale e sociale, la sfida urgente e decisiva del post-Covid e di cui ormai sono sempre più consapevoli consumatori, imprese e gli operatori pubblici; è un paradigma in gran parte ancora da attuare, che punta a ridurre – fino ad eliminare – la produzione di scarti attraverso le innovazioni che ne consentano l’utilizzo e il riutilizzo”.

Designer circolare’, ‘gestore della logistica inversa’, ‘esperto di blockchain per la sostenibilità’, ‘tecnico di gestione della filiera’, ‘carrellista digitale’, passando per l’imprenditore e per gli ingegneri gestionali che dovranno guidare le aziende nell’innovazione, sono oltre 200 le nuove professioni dell’economia circolare, censite nella nuova indagine di Randstad Research.

Che cosa è l’economia circolare?

“L’economia circolare è il paradigma chiave per una transizione alla sostenibilità ambientale e sociale, la sfida urgente e decisiva del post-Covid e di cui ormai sono sempre più consapevoli consumatori, imprese e gli operatori pubblici; è un paradigma in gran parte ancora da attuare, che punta a ridurre – fino ad eliminare – la produzione di scarti attraverso le innovazioni che ne consentano l’utilizzo e il riutilizzo”.

Per gli esperti del centro studi  la definizione di economia circolare della Ellen MacArthur Foundation è probabilmente la più efficace ossia “Un’economia industriale che è concettualmente rigenerativa e riproduce la natura nel migliorare e ottimizzare in modo attivo i sistemi mediante i quali opera”.

Le costellazioni

Nel quadro delineato da Ranstad viene usata la metafora delle costellazioni per descrivere un nuovo modo di intendere il lavoro in cui la frammentazione delle mansioni lascia spazio ad una serie di connessioni tra le diverse professioni. Al di là delle competenze specifiche, infatti, ci sono i temi della circolarità e della sostenibilità a fare fa collante tra i diversi ambiti appartenenti alla stessa “costellazione”, che fanno sì che le professioni entrino in rapporto reciproco e si intreccino le une con le altre.

Di queste costellazioni Ranstad ne identifica 15, indicando per ogni professione qual è la costellazione di riferimento e quali sono le altre professioni e costellazioni con cui si ibrida nello svolgimento delle mansioni specifiche.