Questa è AdEPP

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Dagli Stati Generali della previdenza dei professionisti le Casse Adepp tracciano un bilancio di quanto fatto dal momento della privatizzazione. E lo fa il Presidente dell’AdEPP, Alberto Oliveti che, aprendo i lavori, chiama sul palco, ad uno ad uno, tutti i Presidenti delle Casse. Questa è AdEPP.

“Abbiamo pagato regolarmente prestazioni previdenziali e assistenziali – ha ribadito dal palco il Presidente Oliveti –  dimostrando anche in una situazione d’emergenza come il Covid di saper fare squadra per dare sollievo tempestivamente alle difficoltà dei professionisti.”

Basta scorrere il rapporto welfare per capire come le politiche di ogni Cassa si siano intrecciate con quelle dell’intero sistema, occupandosi dei propri iscritti rispondendo a nuovi bisogni dettati dalla  pandemia  e dalla paura di un futuro che aveva e ha troppe incognite.

Ed è lo stesso  Ministro del lavoro a sottolinearlo, nel messaggio inviato ad AdEPP.

“La pandemia ha evidenziato, qualora ve ne fosse bisogno, quanto sia importante un sistema pubblico di welfare robusto, anche perché non è un caso che i Paesi ad avere uno stato sociale forte sono quelli che stanno avendo le migliori performance di ripresa”.

Un messaggio che arriva in una platea affollata, attenta a cogliere informazioni e ad assistere a più confronti costruttivi.

“Lo Stato ci consegnò quattro autonomie: gestionale, organizzativa, amministrativa e contabile mentre non ci venne data autonomia politica e fummo privati della possibilità di ricevere finanziamenti pubblici – ricorda il presidente dell’Adepp Alberto Oliveti –. Con l’autonomia e con questi mezzi abbiamo tutelato il lavoro dei nostri iscritti e creato valore finanziario ed economico, tanto che il patrimonio è passato negli ultimi dieci anni da 53 a oltre 100 miliardi, come risultato di contributi accumulati e frutti di investimenti”.

Alla Presidente Enpab Tiziana Stallone, raccontare le azioni delle Casse, e alle due ricerche presentate nell’arco della giornata tracciare i confini di categorie che per il Censis non rapresentano più la “casta”  e per la Luiss devono essere pronte a reinventarsi, usando a proprio vantaggio quella transizione tecnologica che nessuno può più arrestare,

Il pomeriggio è il mondo finanziario, bancario e assicurativo a confrontarsi con quello dei liberi professionisti e delle Casse di Previdenza.

Spetta a Carlo Messina, Ceo di Intesa Sanpaolo,  rispondere alla domanda “Come sta in salute il nostro Paese”. Per Messina “la mia visione di quello che sta accadendo in Italia è una visione positiva, di forte recupero per 2021 e 2022. La condizione strutturale delle imprese italiane in pandemia si è rivelata molto più forte e migliore rispetto alle crisi precedenti e le aziende hanno lavorato per ridefinirsi. Le famiglie hanno speso meno e risparmiato di più. E per quanto riguarda le Piccole e medie imprese italiane, a differenza di quello che si possa immaginare, hanno mantenuto la propria leadership e non solo europea ma mondiale”.

“Sarà importante che dal 2023 – ha detto Messina – il nostro paese riesca  a giocarsi a livello europeo la propria leadership. L’elemento di forza e non di debolezza sono proprio le Pmi. Attenti pero alla disuguaglianza sociale perchè l’elemento della povertà non è accettabile”.

“Le famiglie italiane hanno un buon rapporto con il risparmio, nel senso che hanno accumulato un patrimonio nel corso degli anni che è stato un cuscinetto protettivo importante durante le crisi che ci sono state – ha sottolineato Elena Patrizia Goitini amministratore delegato Bnl Gruppo Bnp Paribas. Guardando ai numeri, il patrimonio delle famiglie italiane è di circa 10mila miliardi che sono più o meno equamente distribuiti tra ricchezza immobiliare e finanziaria. Il patrimonio è stato utilizzato come cuscino ma in maniera diversa in base al tipo di crisi”.

Ad esempio, ha sottolineato l’ad di Bnl, “la crisi che stiamo vivendo è diversa da quella del 2008, quello che è avvenuto è stato un blocco dei consumi. La preoccupazione ha portato il tasso di risparmio dai livelli del 7-8% pre-pandemia a toccare picchi del 20%. E’ un valore che può essere messo a servizio” della ripresa. “La domanda è quali possono essere le modalità per usare il risparmio come  catalizzatore del momento che stiamo vivendo”.

Nel corso del suo intervento, Marco Sesana, Country Managr & Ceo di Generali Italia e Global Business Lines ha affrontato vari temi quali il welfare integrato, il bilanciamento fra sicurezza e rendimento, il salto culturale sul tema salute e i nuovi modelli di servizio che devono accompagnare il tema della non-autosufficienza: “Pensiamo di poter essere a fianco dei professionisti e delle loro Casse per due motivi apparentemente opposti: la nostra dimensione e la nostra velocità di innovazione. Credo che il nostro modello Health&Welfare possa essere una buona traccia anche per loro”. Per Generali Italia quello che può funzionare “è un welfare integrato, un sistema di protezioni che unisca previdenza, salute e assistenza, promosso e gestito da un ‘soggetto collettivo’. Adepp e le Casse professionali potrebbero essere protagoniste di questa estensione e arricchimento, passando da un sistema a due gambe – previdenza e salute – a uno a tre gambe – previdenza, salute e assistenza”.

“Questo convegno – puntualizza l’Ad di Coutry Italia – credo testimoni che lo sono anche per il mondo delle professioni. Al quale voglio dare il nostro sostegno, mettendo a loro disposizione sia la nostra dimensione aziendale, sia la nostra voglia di innovare”.

Per Luisa Todini, presidente Comitato Leonardo “La sostenibilità sostiene la ripresa, e’ a servizio della ripresa. Se gli imprenditori non sono realmente Esg e attenti ai temi dell’ambiente vengono ‘espulsi’ dal mercato” e sottolinea “il green deve essere orizzontale e non deve lasciare indietro nessuno”.