Commissione Ue. Pubblicato il rapporto finale sulla LTC

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La Commissione europea ha pubblicato il rapporto finale sulla “long term care” e le offerte presenti sul mercato negli Stati membri.

Con l’aumento dell’aspettativa di vita, sempre più persone raggiungono un’età in cui il declino della salute fisica e mentale le rende dipendenti da altri. Tale situazione impatta sulla spesa per l’assistenza a lungo termine, che è in rapido aumento nell’ambito della  spesa complessiva degli Stati membri per la salute e le pensioni.

Attualmente le famiglie, ma in particolare le donne, si fanno carico dell’attività di cura di lungo termine. Tuttavia, si prevede che l’offerta di assistenza “informale” diminuirà a causa del minor numero di figli nelle famiglie e del fatto che spesso questi ultimi possono vivere lontano dai genitori anziani, pertanto non essere in grado, o disposti, a fornire assistenza.

Di conseguenza, i sistemi di protezione sociale dovranno adeguare la loro offerta per provvedere alle esigenze di coloro che necessitano di assistenza a lungo termine. Non a caso il pilastro europeo dei diritti sociali pone tra i principi prioritari il “diritto a servizi di assistenza a lungo termine di buona qualità a prezzi accessibili, in particolare l’assistenza domiciliare e i servizi basati sulla comunità” (principio 18).

Attualmente solo pochi paesi dell’UE forniscono una protezione sociale totale, idonea a coprire il fabbisogno di assistenza in età avanzata.

Ricerche precedenti, hanno sottolineato che esiste una tendenza crescente verso la privatizzazione, la commercializzazione e la fornitura transnazionale di servizi formali di assistenza a lungo termine.

Il report della Commissione europea, quindi, ha il pregio di aver analizzato i sistemi dei 16 Paesi membri con particolare attenzione alle strutture dei fornitori (per l’assistenza residenziale, l’assistenza semiresidenziale e l’assistenza domiciliare).

“La crescente domanda di assistenza a lungo termine e di altri servizi sociali – si legge nell’abstract del report – deve essere soddisfatta e finanziata, considerando la progressiva riduzione della popolazione in età lavorativa. Per soddisfare la domanda di assistenza a lungo termine in modo sostenibile, gli Stati membri non devono concentrarsi non solo sulle modalità di finanziamento dell’assistenza, ma anche sul modo in cui viene fornita la cura. La gestione di successo dei cambiamenti necessari nei modelli di assistenza e di finanziamento diviene essenziale per sostenere e migliorare l’accesso a servizi di assistenza a lungo termine di qualità a prezzi accessibili per persone non autosufficienti nell’UE”.

Il nostro Paese

Demografia

Nel 2019 la popolazione italiana era di 60,4 milioni e si prevede che si ridurrà fino a 57,8 milioni entro il 2050. Allo stesso tempo, la proporzione di persone con più di 60 anni aumenterà. Questo cambiamento è ben visibile nell’indice di dipendenza della vecchiaia, ossia, il rapporto tra il numero di persone anziane con 65 anni e oltre e il numero di persone di età compresa tra 15 e 64 anni espresso per 100 persone in età lavorativa. Nel 2019, il tasso di dipendenza degli anziani era 35,7 e dovrebbe aumentare fino a 61,5 in 2050.

Nella scheda Italia è riportata una breve descrizione della configurazione della cura di lungo termine (LTC)

Il Servizio Sanitario Nazionale Italiano (SSN) pianifica e gestisce assistenza a lungo termine per anziani attraverso le ASL (Aziende Sanitarie Locali, A SL). Inoltre l’assistenza residenziale e semiresidenziale, assistenza domiciliare – la cosiddetta “assistenza domiciliare integrata”  (ADI) – svolge un ruolo importante nel sistema italiano di LTC. L’assistenza a lungo termine in Italia è erogata  da soggetti pubblici (es. ASL) e privati (senza ulteriore differenziazione in privato a scopo di lucro e privato senza scopo di lucro). Inoltre, nel settore dell’assistenza domiciliare esistono fornitori che operano in partenariato pubblico-privato.

Vantaggi e svantaggi del sistema italiano

Tra i principali vantaggi, il report evidenzia il fatto che la garanzia di prestazione del servizio è definita per legge. Inoltre, che i bisogni di cura sono valutati attraverso criteri oggettivi di multidimensionalità. Lo stesso quadro normativo generale richiede personale specifico specializzato. Altro elemento caratterizzante in senso positivo il sistema LTC italiano è che le persone bisognose di cure possono scegliere liberamente il fornitore di servizi. Infine, è indice di equità il fatto che la fornitura di assistenza sanitaria e assistenza a lungo termine per tutti i cittadini deve essere erogata secondo la qualità e gli standard di sicurezza che sono inseriti negli ordinamenti regionali di accreditamento.

Tra i principali svantaggi, è segnalato il processo di de-ospedalizzazione che non ha avuto un conseguente rafforzamento delle attività LTC domiciliari. L’eccessiva burocratizzazione nella valutazione dei servizi LTC adeguati, che impedisce risposta immediate ai bisogni di cura. Inoltre, la persistenza di lavoro non formale nella fornitura di LTC domiciliare spesso preferito in alternativa al servizio LTC pubblico e privato. E’ segnalata la criticità della grave carenza di professionisti della cura della persona non autosufficiente, nonostante l’introduzione di operatori sanitari stranieri. Infine, il focus lamenta la difficoltà di analisi e confronto tra LTC residenziale e semiresidenziale a causa della mancanza di dati completi sull’assistenza domiciliare.