Eppi. Azioni “per un assegno pensionistico più adeguato”

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Altri 22 milioni di euro, grazie alla distribuzione di quota parte del contributo integrativo, per consentire ai liberi professionisti periti industriali di godere, in futuro, di “un assegno pensionistico sempre più adeguato” al loro sostentamento perché, come sottolinea il presidente dell’Eppi, Valerio Bignami in un’intervista rilasciata a Italia Oggi “il tema dell’adeguatezza delle pensioni è sempre attuale ed è stato assolutamente centrale come nostro obiettivo in questi anni. Se nel 2014 il tasso di sostituzione, cioè il rapporto tra l’ultimo stipendio ed il primo assegno di pensione, era mediamente del 21% per i colleghi periti industriali, oggi, dopo le misure che sono state prese e qui descritte, supera il 40%, posti comunque 40 anni di versamenti previdenziali contributivi”.

E da qui la scelta del Consiglio di amministrazione di approvare il provvedimento ora al vaglio dei Ministeri vigilanti.

“È importante ribadire come il sistema di metodo contributo ponga al centro della costruzione del proprio futuro previdenziale anche il singolo professionista – ha detto il Presidente dell’Eppi –  È nostro compito di amministratori quindi anche aumentare tale consapevolezza tra gli iscritti, oltre che ridurre tutte quelle spese non direttamente a beneficio della previdenza e assistenza dei liberi professionisti, eliminando aspettative di utilizzo delle risorse versate per attività che nulla hanno a che vedere con il fine istituzionale che dobbiamo perseguire e a cui dobbiamo rimanere fedeli sempre”.

“In un Ente di previdenza di metodo contributivo puro come il nostro, la sostenibilità finanziaria e l’adeguatezza delle pensioni vengono percepiti spesso come due ambiti contrapposti – spiega nell’intervista Bignami – come se il raggiungimento del primo obiettivo, cioè la sostenibilità, vada necessariamente a danno del secondo. Ma così non è: sono entrambi pilastri di un’unica struttura, di quel metodo contributivo sul quale si basa la nostra Cassa e ormai tutto il sistema pensionistico, non solo italiano”.

Infine, il Presidente Bignami si rivolge allo Stato affinché “possa supportare questa doppia azione del libero professionista e della sua Cassa riducendo per esempio il prelievo fiscale sui rendimenti degli investimenti, eliminando quella ingiusta doppia imposizione sulle prestazioni pensionistiche, razionalizzando i necessari controlli, e molto altro ancora è possibile fare. Le casse sono pronte e hanno già dimostrato di essere aperte e disponibili a condividere buone pratiche e soluzioni già individuate”.