Riunione informale dei ministri responsabili della politica di coesione europea

504

Nei giorni scorsi, a Rouen, la Presidenza francese del Consiglio dell’UE ha tenuto una riunione ministeriale informale che ha riunito i 27 ministri dell’Unione europea responsabili della politica di coesione, il commissario europeo Elisa Ferreira, il Presidente del Comitato Europeo delle Regioni, Apóstolos Tzitzikóstas, il presidente della commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo, Younous Omarjee e il Presidente della Sezione per l’Unione economica e monetaria e la coesione economica e sociale del Comitato economico e sociale europeo, Stefano Palmieri.

Durante l’incontro i 27 Stati membri, riaffermando il loro impegno per rispondere all’emergenza e consentire a tutte le regioni dell’Unione europea di affrontare sfide a lungo termine, hanno sottolineato il loro impegno unanime nei confronti dei valori dell’Unione Europea e espresso la loro solidarietà e unità date le conseguenze dell’invasione russa dell’Ucraina. I 27 ministri responsabili della coesione riaffermano

I ministri hanno ribadito, inoltre, l’importanza della politica di coesione dell’UE e hanno sottolineato l’impatto positivo di tale politica sulla riduzione del divario di ricchezza tra i paesi dell’UE da un lato e sull’anticipazione delle trasformazioni in aree legate alle trasformazioni demografiche, climatiche o digitali dall’altro. Si sono impegnati a continuare a tenere conto delle principali transizioni che tutta l’UE deve affrontare nella definizione della futura politica di coesione, garantendo nel contempo che fornisca una risposta adeguata alle sfide locali e alle sfide specifiche di alcune parti dell’UE.

La Politica di coesione europea

La politica di coesione economica, sociale e territoriale, mira a colmare i divari di ricchezza tra le 242 regioni dell’Unione Europea e rappresenta il più grande bilancio dell’UE per il periodo 2021-2027, con

392 miliardi di euro. Date le migliaia di progetti che finanzia negli Stati membri, la politica di coesione è multisettoriale e locale. Offre gli strumenti adeguati per adattarsi alle specificità di ciascuna regione – urbana, rurale, d’oltremare, montana e transfrontaliera – in modo da rispondere al meglio ai bisogni dei cittadini.

Disuguaglianze persistenti in un contesto di grandi transizioni

Sebbene l’ottava relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale evidenzi i progressi compiuti a livello dell’UE per quanto riguarda lo sviluppo regionale, segnala tuttavia le lacune in alcuni territori. La nota integrativa dell’OCSE, presentata durante l’incontro, sostiene questa analisi, facendo luce sugli investimenti pubblici necessari per affrontare le grandi transizioni che hanno un impatto su queste regioni. Inoltre, il sostegno dei cittadini al progetto europeo è una condizione necessaria per il successo di questa politica di prossimità, ed è indissolubilmente legato alle disparità regionali.

Infine, la considerazione delle conseguenze legate ai cambiamenti climatici è risultata occasionalmente inadeguata, come rivela l’Ottavo Rapporto sulla coesione. Ciò ha spinto i ministri a considerare la priorità di attribuire questo problema nell’allocazione dei finanziamenti futuri.

Impegni a lungo termine in risposta alle sfide globali

La crisi sanitaria ed economica iniziata nel 2020 ha rivelato la necessità di politiche pubbliche flessibili. Nel fornire una risposta rapida, sia in termini di agevolazioni che di finanziamenti aggiuntivi, la politica di coesione è stata in grado di offrire soluzioni urgenti.

Allo stesso modo, per rispondere alle conseguenze della crisi in Ucraina, in particolare per i paesi vicini che vedono un afflusso di rifugiati, diversi Stati membri hanno chiesto flessibilità per quanto riguarda l’uso dei finanziamenti dell’UE.

A più lungo termine e a livello dell’Unione europea, i 27 ministri responsabili si sono impegnati a A più lungo termine ea livello dell’UE, i 27 ministri responsabili si sono impegnati a  mantenere le ambizioni di una politica orientata all’innovazione, pur approvando l’aumento del principio del “non arrecare danno materiale” a questi investimenti.

Hanno inoltre convenuto sulla capacità di questa politica europea di offrire ancora più soluzioni alle comunità locali, con l’obiettivo di tenere maggiormente conto delle diverse questioni regionali e sociali e di consentire a tutte le regioni, in particolare le più vulnerabili, di beneficiare delle competenze necessarie in per accedere ai finanziamenti dell’UE.