CDC. Sempre più a sostegno della professione “in rosa”

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Si è tenuta oggi a Roma la dodicesima edizione del Forum organizzato dall’Ente di previdenza e focalizzata su dinamiche demografiche e sostenibilità del welfare

Nel corso degli ultimi dieci anni la componente femminile tra gli iscritti della Cassa Dottori Commercialisti è cresciuta in maniera costante, passando da un’incidenza del 29,5% nel 2011 al 33,2% del 2021. Nonostante questo, il gender gap resta ancora sostanzioso e lo scorso anno ha fatto registrare 23.903 professioniste iscritte all’Ente, a fronte di un numero di colleghi uomini di 48.158. Allargando lo sguardo al mondo delle Casse dei Professionisti in generale, emerge come l’incidenza femminile sulla platea dei dottori commercialisti sia più bassa rispetto alla media dell’insieme delle altre professioni ordinistiche pari al 41% (fonte XI Rapporto Adepp sulla previdenza privata).

Sono questi alcuni dei trend che si registrano a livello professionale nel nostro Paese, da quelle demografiche a quelle di genere, dai gap influenzati dalla provenienza territoriale a quelli generazionali. Temi che, oltre a essere analizzati dai dati e dalle elaborazioni contenute nel Reputational Report 2021 di Cassa Dottori Commercialisti, sono stati al centro del Forum in Previdenza “GENERazioni – NUOVI EQUILIBRI PER SUPERARE I DIVARI”, focalizzato proprio su dinamiche demografiche e sostenibilità del welfare, in programma oggi a Roma presso lo Spazio Field di Palazzo Brancaccio.

La dodicesima edizione del Forum è stata, quindi, l’occasione per riflettere sui divari presenti in ambito professionale, da quello demografico a quello terriotoriale fino al gender gap, anche in ottica di una crescente presenza femminile.

“In Italia – commenta Stefano Distilli, presidente di Cassa Dottori Commercialisti – stiamo assistendo a un cambiamento in atto della professione del dottore commercialista che negli ultimi anni ha visto crescere in misura costante la componente femminile, pur mantenendo un certo divario sia a livello di presenza che per quanto riguarda i redditi. Proprio per esplorare le diverse dinamiche e ragionare insieme per identificare le giuste misure per venire incontro alle esigenze dei nostri iscritti abbiamo focalizzato il nostro Forum annuale sui nuovi equilibri da instaurare per ridurre tali divari”.

 “Il Reputational Report 2021 – prosegue Distilli – presentato in occasione del Forum, fornisce una prima fotografia, sia a livello della categoria professionale che del personale della Cassa, della situazione attuale in termini di incidenza e rappresentanza di genere, utile anche a monitorarne l’andamento nel tempo. Uno strumento da cui partire per sensibilizzare e partecipare al dibattito pubblico sulle tematiche legate alla parità di genere, sviluppare dati e statistiche gender sensitive, peraltro già numerosi nelle precedenti edizioni del Report, e sensibilizzare gli stakeholder sull’impegno necessario a promuovere lo sviluppo di inclusività, diversità e giustizia”.

A livello di reddito medio, le dottoresse commercialiste hanno visto un incremento da 42.900 euro del 2020 a 43.600 euro nel 2021 (+1,6%), seguendo un trend costante registrato negli ultimi 10 anni, partendo dai 36.900 euro del 2011, e segnando un aumento del 18,2% fino al 2021, a fronte di un incremento più contenuto, pari al 10,2% per i loro colleghi uomini.

Continua anche la crescita del volume d’affari delle professioniste, passato da 70.400 euro nel 2020 a 71.200 euro nel 2021 (+1,1%) che, ampliando l’analisi all’ultimo decennio, diventa +17,9% per quanto riguarda le dottoresse commercialiste, rispetto al +11,9% registrato dai loro colleghi.

A fronte di questo, le rilevazioni sull’ultimo decennio mostrano un incremento nella quota del Pil di categoria prodotta dalle dottoresse commercialiste, per le quali la percentuale di reddito prodotto nell’anno passa dal 17,4% del 2011 al 21,4% del 2021 che si riflette in un aumento dell’incidenza sul volume d’affari complessivo della categoria che vede le professioniste passare dal 16,2% al 19,7%.

Emerge, quindi, un trend di crescita reddituale delle iscritte che prosegue a un ritmo più sostenuto rispetto a quello degli uomini, nonostante rimanga ancora elevato il gender pay gap interno alla categoria, che nel 2021 ha visto le dottoresse commercialiste registrare un reddito medio e un volume d’affari inferiori rispettivamente del 45,6% e del 50,8% rispetto a quelli dei colleghi.

Nel 2021 la Cassa ha ulteriormente potenziato le iniziative a supporto degli Associati finalizzate anche ad agevolare coloro che devono conciliare impegni di lavoro con la gestione delle esigenze familiari. Tra queste, la novità principale nell’ambito della conciliazione professione – famiglia, è il bando destinato all’erogazione di contributi a favore delle mamme e dei papà dottori commercialisti fino a 40 anni di età, per l’iscrizione dei figli ad asili nido e scuole dell’infanzia per l’anno educativo dal 1° settembre 2021 al 31 luglio 2022, nella convinzione che iniziative di questo tipo possono anche offrire un contributo al superamento dei divari interni alla categoria.

Alla dodicesima edizione del Forum in Previdenza di Cassa Dottori Commercialisti hanno partecipato Elena Bonetti, Ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Andrea De Bertoldi, Senatore della Repubblica, Claudia de Lillo, giornalista, scrittrice, conduttrice radiofonica, Elbano de Nuccio, Presidente Consiglio Nazionale dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili, Stefano Distilli, Presidente Cassa Dottori Commercialisti, Giovanna Melandri, Presidente di Human Foundation e Social Impact Agenda per l’Italia, Francesco Profumo, Presidente Fondazione Compagnia di San Paolo, Alessandro Rosina, Professore ordinario di Demografia e Statistica sociale, Università Cattolica di Milano, Silvia Scozzese, Vice Sindaco Comune di Roma, Francesco Paolo Sisto, Sottosegretario di Stato, Ministero della Giustizia, Cristina Tajani, Consigliera Esperta del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.