Enpap e il progetto “Vivere meglio”

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“Il progetto complessivo fornirà una mole importante di dati e sarà oggetto di uno dei più ampi studi realizzati in Italia sul trattamento di ansia e depressione. La valutazione di impatto, poi, ci consentirà di verificare e comunicare i benefici che offrirà ai suoi fruitori e alle loro comunità, sia in termini di risparmio di costi che in termini di risorse – personali, sociali ed economiche – rimesse a disposizione della collettività grazie ai trattamenti. Inoltre, sebbene la parte operativa del progetto duri circa sei mesi (da ottobre 2022 a marzo 2023) e si valuta riuscirà a prendere in carico circa 10.000 cittadini, il portale e i materiali realizzati per l’occasione, come la procedura informatica di screening psicologico e gli opuscoli informativi di auto-aiuto, sono stati creati per restare patrimonio italiano ed essere utilizzati a lungo. La stessa struttura progettuale può essere eventualmente ampliata e prolungata, se si riuscirà ad ottenere finanziamenti ulteriori, oltre a quello iniziale di ENPAP”, così il Presidente dell’Enpap, Felice Damiano Torricelli, presentando la nuova sfida che vanta nomi conosciuti come testimonial. Da Aurora Ramazzotti a Lino Guanciale e Lucia Vasini.

“Supporto il progetto ENPAP “Vivere meglio” perché trovo che ci sia un grande bisogno di accompagnare le persone nel percorso della salute mentale – ha detto Aurora Ramazzotti spiegando la propria motivazione –  Viviamo ancora in un tempo in cui, nonostante se ne parli di più (meno male, mi sento di dire), per molti è ancora una strada da percorrere ai limiti del malessere (il famoso “Non ne ho bisogno”, ma in realtà tutti ne abbiamo bisogno) e anche quando si ha la volontà di impugnare, finalmente, gli strumenti per la gestione di eventuali situazioni spiacevoli o anche solo per comprenderci meglio, l’accesso alla terapia sembra essere difficoltoso. Questo avviene per questioni economiche e sociali molto definenti. Sono iniziative come queste che garantiscono l’avvicinamento delle persone a questo mondo spesso poco conosciuto e circondato da un alone di pregiudizi da smontare ma incredibilmente salvifico”. 

“Mi faccio portavoce di iniziative che avvicinano le persone al mondo della terapia psicologica anche perché ne conosco i benefici. La prima volta che ho visto uno psicologo ero piccola. Ricordo poco, se non che mi facesse piacere ritrovarmi in un ambiente privo di giudizio per una volta nella mia vita. Dopodiché, come tutti, ho trovato la mia strada in età un po’ più adulta, anche se col senno di poi credo che in adolescenza mi sarebbe servito tanto. Non sempre siamo pronti ad affrontare l’introspezione, il viaggio all’interno di noi stessi, a volte sembra più facile posticipare quel momento. Ma bisogna essere consapevoli che prima o poi faremo a patti col nostro vissuto, quindi tanto vale affrontarlo in divenire, assieme a qualcuno che può davvero aiutarci a gestire determinate situazioni e che ci ascolta anche privo di condizionamenti. Non significa che sia necessario andarci per tutta la vita. Ad esempio adesso sto ricominciando dopo un bel periodo di pausa dettata anche dal fatto che non avessi ancora trovato qualcuno che mi fosse davvero utile, non per mancanza di competenza anzi, ma perché ognuno ha bisogno di metodi diversi, anche in base al periodo della vita che si sta vivendo. E questa è un’altra delle ragioni per cui molti mollano prima di trovare la chiave vera ritrovando a dire: “Non mi serve”, “Non mi tirava fuori niente”, “Stavo solo perdendo tempo e soldi”. La terapia deve, a mio avviso, cambiare con noi. Così come si vivono fasi della vita diversa, così anche i percorsi di conoscenza di noi stessi possono cambiare, e non bisogna aver paura di sperimentare”. 

Lino Guanciale invece ha deciso di supportare il progetto “perché ritengo che il benessere psicologico non debba essere sottovalutato. Bisogna combattere l’idea che rivolgersi a uno psicologo sia inutile o ancora peggio ci si debba vergognare. La Riservatezza non deve coincidere con il rifiuto dell’aiuto. Ho fatto un mio percorso di analisi che ha contribuito in modo molto importante alla mia maturazione di uomo e di artista. La consapevolezza di sé è alla base del proprio benessere”. 

“Nella mia vita ho sempre ricorso a supporto psicologico. Prima di intraprendere questo percorso pensavo che non servisse a niente parlare con uno psicologo. Pensavo di non avere problemi che non potessi risolvere da sola o parlando con un amico o un’amica. Non era così. Fortunatamente, mi sono resa conto che affidarsi alle cure di uno psicologo o di una psicologa può essere d’aiuto nell’affrontare le difficoltà quotidiane, che tutti abbiamo. Ci sono momenti del nostro vissuto che vanno “riletti” anche con l’aiuto di un professionista della salute mentale. Non solo il corpo ha bisogno di cure, ma anche la mente ne ha bisogno – ha detto Lucia Vasini – Questo è un momento difficilissimo per tanti. A seguito della pandemia vedo molti ragazzi che si sono isolati. È percettibile il disagio sociale, non solo dei giovani. Sono felicissima che ENPAP abbia realizzato il progetto Vivere Meglio, perché credo che possa aiutare tanti a occuparsi del proprio benessere psicologico. Quando si può fare del bene a qualcuno, sento di volerci essere, per questo sostengo questo bellissimo progetto, che mi auguro possa andare avanti a lungo”.

Il progetto

La pandemia e le molte incertezze di questo momento storico hanno contribuito a far aumentare i casi di ansia e depressione. Il 10% circa della popolazione, ossia più di 6milioni di persone nella sola Italia, ne soffre. Tra i soggetti più a rischio, secondo i dati statistici, ci sono i disoccupati, la fascia della popolazione a basso livello d’istruzione, i giovani e le donne, le più colpite. E tra questi, molti arrivano a trattarle in ritardo, per diverse ragioni, non ultima quella del costo delle sedute.

Per farvi fronte, ENPAP (Ente di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi), a partire dal 1° ottobre dà il via a “Vivere Meglio”, progetto interamente finanziato dall’Ente e realizzato in collaborazione con SCUP (il Centro di Ateneo per i Servizi Clinici Universitari Psicologici) dell’Università di Padova, AIP (Associazione Italiana di Psicologia) e con le più prestigiose Università italiane, volto a promuovere l’accesso gratuito alle terapie psicologiche e al trattamento per ansia e depressione grazie a una serie di servizi online e alla disponibilità di 1000 psicologi, in tutt’Italia, selezionati da ENPAP.

Come fare? Basterà accedere al sito viveremeglio.enpap.it per effettuare, senza alcun costo, un test scientificamente validato e finalizzato a valutare se sono presenti le condizioni per intraprendere un percorso, anch’esso gratuito, che andrà da 10 a un massimo di 14 incontri con psicologi e/o psicoterapeuti selezionati da ENPAP e formati all’utilizzo di protocolli, aggiornati ed efficienti, con un solido impianto scientifico. Sul sito viveremeglio.enpap.it si troverà anche una serie di opuscoli informativi di auto-aiuto, creati ad hoc sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche, che forniranno consigli e indicazioni efficaci per gestire i segnali iniziali di disagio psicologico.