di Giuseppe Santoro *
Ci risiamo. In questa torrida estate, tra stucchevoli promesse, inutili proclami, capricci e piagnistei, dispetti e dispettucci, รจ ripartita lโennesima e, va detto, quantomai indesiderata campagna elettorale. Stavolta, a farla da padrone non รจ la politica, ma il piรน becero dei populismi che, nel suo vuoto cosmico, rigurgita โ tra un Calippo e un drink โ lโarduo tema delle pensioni, per mancanza di idee. Chi conosce la materia, come le Casse di previdenza dei liberi professionisti, sa che รจ solo fumo negli occhi degli elettori, perchรฉ i problemi sono altri e dovranno essere affrontati in sedi assai piรน adeguate. Volendo a tutti i costi cimentarsi su questi argomenti, i molti partiti in corsa dovrebbero impegnarsi a rendere meno incompatibili i rapporti tra versamenti contributivi, tra domanda di previdenza e assistenza, capacitร di assorbimento del mercato del lavoro e invecchiamento della popolazione.
Un cerchio difficile da far quadrare se pensiamo che ogni governo tende sempre a riformare le riforme. Una tela di Penelope che ci costringe a rivedere funzioni, competenze e impegni per contrastare bizzarrie normative previdenziali e rottamazioni estemporanee di tutele sociali nella sanitร e nella sicurezza del lavoro.
Lo sa bene il prof. Cassese che, qualche settimana fa, ha ripercorso la storia legislativa della nostra privatizzazione mettendo in luce, una volta per tutte, i molteplici tentativi dello Stato di attrarre le Casse nel sistema pubblico, rosicchiandone lโautonomia per aggredirne i patrimoni, โcostituiti con i contributi di privati professionisti e destinati a uno scopo specifico, senza incidere sui saldi di finanza pubblicaโ.
Le Casse di previdenza โ ha spiegato il giurista โ sono tra gli esempi piรน significativi di quei corpi intermedi, come le fondazioni, le banche e le assicurazioni, il cui ruolo istituzionale e sociale รจ consacrato nei principi costituzionali. Come tali, avremmo dovuto essere sostenuti nella nostra autonomia, non osteggiati e ridimensionati come invece รจ avvenuto con gli interventi normativi degli ultimi trentโanni. Siamo stati ritenuti โorganismi di diritto pubblicoโ senza tuttavia esserlo. E siamo stati assimilati alla pubblica amministrazione applicando, ad esempio, le norme sulla spending review e sulle procedure di evidenza pubblica. Come se non bastasse, ora rischia di aggiungersi il nuovo Regolamento sugli Investimenti, che il prof. Cassese ha definito โpericolosoโ poichรฉ, non tenendo conto della specificitร dei singoli enti, potrebbe compromettere lโefficienza gestionale a esclusivo beneficio di una traboccante e tentacolare burocrazia capace solo di generare immobilismo.
โFesserieโ diranno i baldi candidati responsabili di questa folle e improvvida tornata elettorale, per liquidare impegni troppo seri da affrontare, optando, col ciuffo al vento, per la rincorsa a ben piรน facili consensi. Per noi, invece, la gestione della previdenza รจ cosa seria, anzi serissima. Dobbiamo e vogliamo uscire dal guado, avendo da un lato la sponda pubblica e dallโaltro lโimpossibilitร di raggiungere quella privata. E faremo sentire forte la nostra voce per recuperare quella piena autonomia che fu appositamente voluta dal legislatore. Perchรฉ, come ha ricordato il prof. Cassese, โla gestione della previdenza dei liberi professionisti oltre a essere di rilievo costituzionale, รจ di importanza primaria per lo Stato e per questo non puรฒ comportare la conseguenza di rendere le Casse enti pubblici, cosรฌ come non sono pubbliche le banche, che gestiscono il credito e il risparmio dei cittadiniโ.
Siamo investitori di lungo periodo e, in quanto tali, non vogliamo vivere di regole contingenti. Siamo soggetti privati e la nostra autonomia decisionale รจ il piรน importante presidio della bontร delle nostre politiche. Siamo un ente che produce welfare, che amministra e garantisce la previdenza e lโassistenza dei nostri associati. La garanzia di questa funzione e degli asset che la presidiano non potrร essere subordinata a iniziative non compatibili con le nostre finalitร . Regole certe, una governance fondata su trasparenza e correttezza, sani e prudenti investimenti con adeguati criteri di rischio e remunerazione.
Solo su queste basi e a queste condizioni Inarcassa offrirร in dote al prossimo governo il proprioย know howย e sarร pronta a concorrere con rinnovata determinazione, al raggiungimento dei migliori obiettivi in tutti i settori della politica, dellโeconomia e della cultura
*Presidente Inarcassa
L’editoriale del Presidente Santoro รจ pubblicato sulla rivista trimestrale della Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Ingegneri ed Architetti Liberi Professionistiย ‘Inarcassa welfare e professione’: https://rivista.inarcassa.it





