Comitato Europeo Regioni. Pubblicato il rapporto annuale

316

I 27 Stati membri dell’Unione europea contano oltre un milione di politici eletti a livello subnazionale che sono rappresentanti di una serie molto eterogenea di circoscrizioni a vari livelli di governo, tra cui Stati federali, regioni, province, contee, distretti o comuni. L’indagine Eurobarometro Flash appena pubblicata fa emergere quali siano le loro priorità a livello dell’UE, quanto siano consapevoli delle iniziative intraprese a tale livello e delle opportunità di finanziamento offerte dall’UE, che cosa pensino del futuro dell’Europa e quali siano le loro risposte all’emergenza causata dalla guerra in Ucraina. 

Risultati principali 

  • Il 76 % dei rappresentanti politici locali ha dichiarato che il loro ente regionale o locale accoglie rifugiati provenienti dall’Ucraina, e almeno la metà dei rispondenti ha indicato che il suo ente regionale o locale invia aiuti materiali all’Ucraina.
  • Due rispondenti su quattro hanno affermato che il modo più efficace per ricostruire l’Ucraina è quello di coinvolgere le regioni dell’UE nel piano di ricostruzione.
  • L’88 % dei rappresentanti politici locali interpellati si è detto pienamente d’accordo o tendenzialmente d’accordo sul fatto che la “coesione” dovrebbe essere uno dei valori fondamentali dell’Unione europea; tale percentuale varia dal 68 % della Finlandia del 100 % del Portogallo.
  • Alla domanda sul valore aggiunto apportato dalla politica di coesione rispetto ad altri flussi di finanziamento (nazionali o regionali), oltre sei rispondenti su dieci hanno indicato che i fondi di coesione sono stati utilizzati per sostenere tipi specifici di progetti (62 %). Quasi un rappresentante politico locale su tre ha affermato che i finanziamenti per la coesione sono utilizzati per integrare la politica dell’UE nelle strategie sviluppate a livello regionale (31 %), mentre circa un rispondente su cinque ha dichiarato che tali finanziamenti sostengono il partenariato tra gli attori a tutti i livelli istituzionali (20 %) e la stabilità dei finanziamenti nel lungo periodo (16 %).
  • Per quanto riguarda la consapevolezza di eventuali finanziamenti dell’UE (nell’ambito della politica di coesione o di NextGenerationEU) ricevuti dalla loro città o regione negli ultimi due anni, il 35 % dei rappresentanti politici locali ha dichiarato di essere a conoscenza di possibili finanziamenti dell’UE.
  • Un rispondente su dieci ha dichiarato di essere stato coinvolto pienamente (1 %) o in parte (9 %) nell’elaborazione del piano nazionale per la ripresa e la resilienza del suo paese.
  • Il 51 % dei rispondenti ha indicato che l’obiettivo principale dei finanziamenti dell’UE dovrebbe essere quello di sostenere la transizione verde dell’economia.
  • Il 77 % dei rispondenti ha affermato che l’impatto sociale ed economico della guerra richiede un adeguamento delle politiche e dei finanziamenti dell’UE.
  • L’89 % dei partecipanti alla consultazione conviene sulla necessità che le regioni e le città abbiano un’influenza maggiore sul futuro dell’Unione europea.
  • Più di sei rispondenti su dieci (65 %) hanno affermato che per un più efficace coinvolgimento delle regioni e delle città nel dibattito sul futuro dell’Europa occorre garantire uno scambio continuo su questo tema a livello regionale e locale.

Il sondaggio sui rappresentanti politici locali dell’UE e il futuro dell’Europa è stato condotto dall’IPSOS tra il 25 luglio e l’11 settembre 2022, mediante 2 698 intervistea rappresentanti politici locali e regionali dell’UE. I dati raccolti vanno a integrare le conclusioni della relazione annuale 2022 dell’UE sullo stato delle regioni e delle città pubblicata dal Comitato europeo delle regioni.