Cop 27 in Egitto il prossimo Novembre. La posizione del Consiglio Europeo

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Il Consiglio Ue ha approvato , nei giorni scorsi, le conclusioni che fungeranno da posizione negoziale generale dell’UE per la 27ª conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 27) che si svolgerà a Sharm el-Sheikh, Egitto, dal 6 al 18 novembre 2022.

Nelle sue conclusioni il Consiglio sottolinea le opportunità che un’azione ambiziosa per il clima apporta al pianeta, all’economia globale e alle persone e l’importanza di garantire una transizione giusta verso economie e società sostenibili e resilienti ai cambiamenti climatici, che non lasci indietro nessuno.

Per Anna Hubáčková, ministra ceca dell’ambiente “Tutti gli occhi saranno puntati sulla nostra riunione di Sharm el-Sheikh. L’UE è sempre stata in prima linea nell’azione per il clima e continueremo a dare l’esempio. Proteggere il nostro pianeta per le future generazioni richiede un’azione globale comune forte. Sono lieta che oggi l’UE abbia dimostrato la serietà delle sue ambizioni”.

Gli Stati membri sottolineano l’esigenza di innalzare considerevolmente il livello di ambizione globale affinché l’obiettivo di 1,5 ºC rimanga raggiungibile, in linea con l’accordo di Parigi. Sottolineano che, collettivamente, i contributi determinati a livello nazionale (NDC) e i relativi aggiornamenti sono attualmente insufficienti. Pertanto, tutti i paesi dovrebbero proporre politiche e obiettivi ambiziosi e le grandi economie in particolare dovrebbero rivedere e rafforzare i rispettivi NDC in tempo per la COP 27.

I lavori in corso sul pacchetto “Pronti per il 55%” consentiranno all’UE di attuare il suo NDC e di ridurre le sue emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990, di conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 e, successivamente, di mirare a raggiungere un livello negativo di emissioni. Il Consiglio è pronto ad aggiornare quanto prima l’NDC dell’UE e dei suoi Stati membri in linea con l’esito finale del pacchetto “Pronti per il 55%”.

Il Consiglio riconferma inoltre l’impegno costante dell’UE e dei suoi Stati membri a favore del patto di Glasgow per il clima, che invita le parti ad accelerare la loro transizione energetica.

Il Consiglio riconosce che tutti i paesi devono intensificare gli sforzi di adattamento riducendo nel contempo con urgenza le emissioni. Sottolinea che è fondamentale realizzare chiari progressi verso il conseguimento dell’obiettivo mondiale di adattamento e pertanto che l’UE continuerà a sostenere il programma di lavoro biennale di Glasgow-Sharm-el-Sheikh sull’obiettivo mondiale di adattamento e a parteciparvi in modo costruttivo. L’obiettivo è inteso a giungere a una migliore comprensione di come migliorare la capacità di adattamento, rafforzare la resilienza e ridurre la vulnerabilità per proteggere le persone, i mezzi di sussistenza e gli ecosistemi.

Il Consiglio invita tutti i paesi a intensificare gli sforzi per mobilitare finanziamenti da tutte le fonti al fine di sostenere l’azione per il clima e integrare il clima in tutti i flussi finanziari. Ricorda che l’UE e i suoi Stati membri sono il principale erogatore di fondi pubblici internazionali destinati alla lotta ai cambiamenti climatici. Rinnova il forte impegno assunto dall’UE e dai suoi Stati membri a continuare ad aumentare i loro finanziamenti internazionali per il clima verso il conseguimento dell’obiettivo dei paesi sviluppati di mobilitare, quanto prima e fino al 2025, almeno 100 miliardi di USD all’anno provenienti da un’ampia gamma di fonti. Il Consiglio si aspetta che l’obiettivo sia raggiunto nel 2023.

Il Consiglio attende con interesse il proseguimento del dialogo di Glasgow al fine di discutere in merito alle modalità di finanziamento delle attività volte a evitare, ridurre al minimo e affrontare le perdite e i danni associati agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Ribadisce la propria disponibilità a dialogare in modo costruttivo con i paesi partner, anche inserendo in agenda un nuovo punto che consentirebbe di sfruttare appieno il dialogo di Glasgow per rafforzare tempestivamente le istituzioni esistenti che forniscono un sostegno volto a evitare, ridurre al minimo e affrontare il rischio di perdite e danni e per fornire soluzioni concrete alle sfide cui devono far fronte i paesi più vulnerabili.

In tale contesto, il Consiglio si compiace dell’iniziativa “Allarme rapido per tutti”, lanciata dal segretario generale delle Nazioni Unite con l’obiettivo di garantire che tutti gli abitanti della Terra possano beneficiare di sistemi di allerta rapida entro 5 anni. Si compiace altresì dell’impegno dei leader del G7 ad adoperarsi a favore di un Global Shield against Climate Risks (scudo mondiale contro i rischi climatici) per le persone e i paesi poveri e vulnerabili e si impegna a sostenere tali sforzi, anche attraverso il finanziamento e l’assicurazione nei settori del clima e del rischio di catastrofi.

Inoltre, l’UE è determinata a collaborare con tutte le parti per:

– promuovere la discussione sul futuro dell’UNFCCC

– discutere delle vie da seguire per attuare l’azione per il clima nel settore agricolo in modo sostenibile

– consentire l’attuazione ambiziosa del programma di lavoro di Glasgow per l’azione per la consapevolezza sul clima

– affrontare la dimensione di genere

Contesto

La COP 27 si svolgerà a Sharm el-Sheikh, Egitto, dal 6 al 18 novembre 2022. La presidenza egiziana ha fissato 4 obiettivi:

– mitigazione: attuazione del patto di Glasgow, ambizione riveduta sugli NDC

– adattamento: progressi in merito all’obiettivo globale sull’adattamento, adattamento posto in primo piano nell’azione globale

– finanziamento: seguito degli impegni esistenti, progressi nella mobilitazione dei 100 miliardi di USD annuali

– collaborazione: tra governi, settore privato e società civile

L’accordo di Parigi è stato adottato nel 2015 in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21) ed è entrato in vigore il 4 novembre 2016. Ad oggi conta 186 parti. L’accordo si prefigge un duplice obiettivo in termini di mitigazione (limitare l’incremento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e proseguire l’azione volta a limitare tale incremento a 1,5 °C) e di adattamento (aumentare la capacità delle parti di adattarsi agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e rendere i flussi finanziari coerenti con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente al clima).

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