Politica di coesione. Il Consiglio Ue approva le conclusioni

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Il Consiglio ha approvato oggi conclusioni sulla politica di coesione, che forniscono una valutazione generale del suo ruolo nella promozione dello sviluppo regionale nell’UE, nonché delle principali sfide in materia di attuazione e della via da seguire in futuro.

Nelle conclusioni il Consiglio ricorda che l’obiettivo della coesione sociale, economica e territoriale è al centro del progetto europeo, ponendo inoltre l’accento sull’importanza di tutelare gli interessi finanziari dell’UE.

Valore aggiunto della politica di coesione

Il Consiglio sottolinea che la politica di coesione è agile, moderna e a lungo termine e ha un importante effetto leva, generando, secondo le stime, 2,7 EUR di PIL supplementare a livello dell’UE per ogni euro speso. Migliora la qualità della vita dei cittadini dell’UE e sostiene la transizione verso un’economia climaticamente neutra, circolare, verde e digitale, garantendo nel contempo un mercato interno equilibrato e aumentando la competitività dell’UE su scala mondiale.

Il Consiglio pone altresì l’accento sugli effetti positivi per l’attuazione della politica di coesione della modalità di gestione concorrente, che contribuisce a un coinvolgimento adeguato a livello regionale e locale, a una migliore amministrazione pubblica e al collegamento tra la programmazione dal basso verso l’alto e le nuove tendenze globali.

Periodo di programmazione 2014-2020

Per quanto riguarda il periodo di programmazione 2014-2020, il Consiglio sottolinea la necessità di concentrarsi sulla conclusione efficace dei programmi e chiede che tutti i soggetti coinvolti si adoperino per diffondere ampiamente tra il pubblico i risultati e i benefici della politica di coesione.

Politica di coesione e crisi recenti

Rilevando che la politica di coesione ha contribuito ad attenuare gli effetti delle recenti crisi, il Consiglio ritiene che la politica debba essere in grado di adattarsi ai nuovi sviluppi senza compromettere i suoi obiettivi strutturali e a lungo termine. La Commissione è invitata a monitorare attentamente gli effetti economici e sociali della guerra russa in Ucraina e a esaminare ulteriori misure per garantire un’attuazione efficace dei programmi della politica di coesione, se necessario.

Periodo di programmazione 2021-2027

Il Consiglio si compiace inoltre del fatto che il quadro legislativo 2021-2027 preveda norme di attuazione più semplici e flessibili e presenta la sua valutazione di alcuni dei suoi elementi chiave. Gli Stati membri e la Commissione sono invitati a garantire un rapido avvio dell’attuazione dei programmi 2021-2027.

Nel contesto dell’attuazione, le conclusioni sottolineano l’importanza di prevenire e combattere la frode e la corruzione. La Commissione è invitata a verificare regolarmente l’incidenza della politica di coesione, a determinarne l’impatto e ad analizzarne i molteplici risultati.

Aspetto territoriale della politica di coesione

Per quanto riguarda l’aspetto territoriale della politica di coesione, il Consiglio sottolinea l’importanza di tenere conto delle specificità delle regioni, prestando particolare attenzione alle regioni che risentono di vari squilibri strutturali o permanenti. Gli Stati membri e la Commissione sono invitati a garantire un’attuazione tempestiva del Fondo per una transizione giusta, che consente alle regioni di affrontare le ripercussioni socioeconomiche della transizione verde dell’UE.

Politica di coesione post 2027

Nelle sue conclusioni, il Consiglio fornisce inoltre alcuni orientamenti per la politica di coesione dopo il 2027, sottolineando la necessità di continuare a rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale nei prossimi anni e ponendo l’accento sul fatto che la politica di coesione è una politica per tutte le regioni.

Nel preparare il prossimo quadro legislativo, la Commissione è invitata a esplorare le opportunità offerte dal rimborso basato sui risultati e a sfruttarlo al massimo, a proseguire gli sforzi per semplificare le norme e armonizzarle nell’ambito dei programmi dell’UE, nonché a valutare gli strumenti politici esistenti dell’UE prima di introdurne di nuovi, in modo da evitare sovrapposizioni tra di essi.

Il Consiglio sottolinea inoltre l’importanza di concentrarsi sull’obiettivo dello sviluppo sostenibile dell’UE e delle sue regioni nel prossimo periodo di programmazione, nonché di prendere in considerazione le specificità delle regioni, in particolare delle regioni che si trovano in una trappola dello sviluppo e delle regioni alle frontiere esterne dell’UE, nonché delle regioni ultraperiferiche e delle regioni che si trovano ad affrontare varie sfide demografiche.