“Dal 2007ย la rappresentanza delle professioniste รจ notevolmente aumentata allโinterno del sistema Casse, passando dal 30% del 2007 al 42% di oggi, ma con redditi sempre inferiori rispetto agli uomini. Si parte da un 5% in meno non appena si iscrivono alla cassa di appartenenza, percentuale che sale al 20% verso i 30 anni, al 37% tra i 30 e i 40 anni, per poi attestarsi mediamente intorno al 45%”. Cosรฌ la presidente dell’Enpab e Vice presidente AdEPP con delega al welfare, Tiziana Stallone, partecipando allโincontro promosso dal Cug Inail in collaborazione con la Rete Nazionale dei Cug dal titolo โil bilancio di genere: un’opportunitร per un futuro equo, giusto e sostenibileโ.
“LโAssociazione degli Enti Previdenziali Privati AdEPP, presieduta dal Dottor Alberto Oliveti,ย – ha sottolineato la Presidente Stallone – ha attivato il proprio centro studi per cercare di analizzare piรน specificatamente il fenomeno e le cause che possono essere allโorigine delle disparitร . Sono stati intervistati direttamente gli iscritti, valutando e distinguendo delle variabili che sono proprie del mercato del lavoro libero-professionale, con il riscontro da parte di una platea di circa 107.000 iscritti di cui 45.000 donne e 62.000 uomini, che rappresentano il 10% della totalitร degli iscritti”.
Ad emergere รจ stato innanzitutto che le donne hanno redditi inferiori rispetto agli uomini non perchรฉ ricevono compensi piรน bassi, ma perchรฉ, riuscendo a dedicare meno tempo alla libera professione, guadagnano di meno.
“A fronte del 59% degli uomini che dedicano al lavoro piรน di 8 ore al giorno โ ha aggiunto la presidente Stallone โ le donne si fermano al 40%”.
La difficoltร di conciliare la gestione della famiglia con il lavoro rimane una delle principali problematiche per le donne, da cui spesso segue la scelta di svolgere lโattivitร libero professionale in maniera piรน simile ad un lavoro dipendente (spesso le donne sono libere professioniste in qualitร di collaboratrici di un altro libero professionista, dando vita al fenomeno delle finte partite Iva) o addirittura di abbandonare la professione (il tasso di abbandono intorno ai 40 anni รจ ancora molto alto).
Vi รจ poi la variabile geografica. Le donne si spostano piรน degli uomini: a fronte del 15% degli uomini del Sud che si trasferisce al Nord e del 10% che si trasferisce al Centro, si registra una percentuale ben piรน elevata delle donne che cambiano regione, con il 21% delle donne del Sud che si spostano al Nord e il 18% al Centro.
Una professionista che esercita la sua attivitร al Nord ha a disposizione un maggiore supporto nella gestione della famiglia da parte di figure esterne allโambito familiare โ ad esempio gli asili e i centri ricreativi per lโinfanzia โ ma i costi delle strutture sono spesso proibitivi. Al Sud, poichรฉ le infrastrutture sociali sono meno presenti e inevitabilmente i servizi piรน carenti, lโaiuto della famiglia risulta ancora indispensabile per garantire la conciliazione vita-lavoro.
Le Casse di previdenza sono in prima linea per offrire alle donne lโaiuto di cui hanno bisogno con un welfare puntiforme, garantendo tante forme di assistenza legate alla nascita e ai primissimi anni di vita dei figli degli iscritti che in parte sopperiscono alle carenze legate al sistema Paese.
“La nuova sfida โ ha aggiunto la presidente Stallone โ รจ la copertura del welfare su tutta la vita lavorativa, perchรฉ le difficoltร delle professioniste si sviluppano durante tutto il percorso professionale. Abbiamo bisogno di infrastrutture che colmino il gap geografico, รจ necessario potenziare e trasferire agli iscritti nuovi strumenti, come ad esempio le piattaforme telematiche professionali specializzate che consentano di svolgere la libera professione anche da remoto, con garanzie di alti standard di sicurezza, privacy e qualitร del servizio”.
La presidente Stallone ha concluso lโintervento raccontando la propria esperienza allโinterno Enpab. “Quando sono stata eletta presidente Enpab โ ha ricordato Stallone โ la governance della mia cassa era completamente maschile (1 sola donna su 14 membri dei consigli riuniti). Sono passati 10 anni e adesso le donne nei consigli Enpab sono 13 su 21, raggiungendo il 62%: รจ un passo importante per quel che riguarda la paritร di genere, ma anche per la rappresentanza piรน conforme alla platea degli iscritti (il 74% degli iscritti Enpab sono donne)”.





