Enpapi. Crescono i redditi. “Dato incoraggiante”

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“La situazione macroeconomica globale, come ormai ampiamente noto, risente di una congiuntura estremamente sfavorevole che ha colpito tutti i mercati finanziari. In un’ottica interna, più strettamente legata agli iscritti ed alle loro dinamiche retributive, nel corso dell’anno è stato possibile osservare un andamento dei redditi e dei volumi di affari dichiarati in generale crescita” così la Cassa presieduta da Luigi Baldini che sottolinea come “Dal punto di vista della numerosità della platea, è stato possibile riscontrare un aumento degli iscritti contribuenti in Gestione Principale mentre, per quanto riguarda la Gestione Separata, i dati dei collaboratori, dopo due anni di forte incremento (dovuto principalmente alla prima fase di emergenza ospedaliera ed alle successive campagne vaccinali), stanno affrontando una fase calante fortunatamente meno marcata rispetto alla crescita precedente”.

“Sotto questo punto di vista – continua Enpapi – l’auspicio è ovviamente quello che la fase pandemica possa aver fatto comprendere l’importanza del ruolo della professione infermieristica e che tale assunto si possa tradurre concretamente in occupazione e che quest’ultima sia adeguatamente retribuita”.

Anche sul fronte degli incassi, l’anno appena chiuso ha rappresentato un andamento fortemente positivo rispetto alle previsioni, “effettuate seguendo sempre logiche prudenziali”.

I dati effettivi hanno, infatti, riportato un incremento degli incassi in entrata nell’ultimo anno (2023) pari al 6,20% rispetto a quello precedente (2022).

“Tale crescita rappresenta senz’altro un dato incoraggiante – concludono dalla Cassa di previdenza degli infermieri – ed è indice non solo di una condotta corretta da parte di coloro che, nonostante le difficoltà economiche, non hanno smesso di riconoscere l’importanza dell’Ente e dell’obiettivo di tutela previdenziale e assistenziale che esso persegue, ma in particolar modo di una rinnovata fiducia. Gli ottimi risultati ottenuti, in tal senso, sono, pertanto, direttamente proporzionali alla stima e alla fiducia recuperate nei confronti del proprio Ente di Previdenza, riconducibili, senz’altro, ad un attento e accurato lavoro svolto con determinazione e prudenza da parte degli attuali Organi”.