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Case green. Tra costi che lievitano e bollette che diminuiscono

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Migliorare di 2 classi energetiche il patrimonio edilizio residenziale italiano costerebbe tra i 260 e i 320 miliardi di euro. Di contro, il miglioramento di 2 classi ridurrebbe del 40% la bolletta e incrementerebbe mediamente del 44,3% il valore della casa, incremento che arriverebbe al 50,8% fuori dalle aree metropolitane in luoghi non turistici.

Lโ€™attuazione della Direttiva Case Green – che prevede la riduzione del consumo medio dellโ€™intero patrimonio edilizio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 – richiederร  bonus adeguati e rimodulati anche in base alla qualitร  tecnica degli interventi.

รˆ quanto emerge dalย Rapporto โ€œIl valore dellโ€™abitare. La sfida della riqualificazione energetica del patrimonio edilizio italianoโ€ promosso da CRESME, Fondazione Symbola, Assimpredil Ance e European Climate Foundation (ECF) e presentato, nei giorni scorsi.

Obiettivo, “fornire un supporto del complesso percorso di decarbonizzazione del patrimonio edilizio che il settore delle costruzioni dovrร  affrontare nei prossimi anni e che richiederร  soluzioni e strumenti innovativi, concretezza e fattibilitร , conoscenza e competenza, soprattutto per intervenire su un patrimonio edilizio storico come quello italiano”.

Nonchรฉ gettare le basi per una riflessione sulle possibili linee di intervento per lโ€™attuazione in Italiaย dellaย Direttiva Case Greenย e sulle opportunitร  di medio-lungo periodo per il Paese in termini di riduzione della dipendenza energetica, potenziamento della filiera delle costruzioni e delle competenze, riduzione della bolletta energetica delle famiglie, specialmente quelle piรน fragili.

I temi e i numeri

La decarbonizzazione del patrimonio edilizio รจ una delle grandi sfide che il settore delle costruzioni dovrร  affrontare nei prossimi anni. Un percorso complesso che richiederร  soluzioni e strumenti innovativi, concretezza e fattibilitร , conoscenza e competenza, soprattutto per intervenire su un patrimonio edilizio storico come quello italiano. A supporto di questo percorso Assimpredil Ance, Fondazione Symbola, CRESME e European Climate Foundation ha realizzato uno studio che getta le basi per una riflessione sulle possibili linee di intervento per lโ€™attuazione in Italia della nuova direttiva europea recentemente approvata e sulle opportunitร  di medio-lungo periodo per il Paese in termini di riduzione della dipendenza energetica, potenziamento della filiera delle costruzioni e delle competenze, riduzione della bolletta energetica delle famiglie, specialmente quelle piรน fragili.

Lo stock edilizio nazionale, stimato al 2022, รจ di 12.539.173 edifici residenziali che ospitano un totale di 32.302.242 abitazioni di cui il 78,4% circa (25.324.854 abitazioni) รจ occupato da famiglie residenti. Un numero considerevole che rende lโ€™Italia primo paese in Europa per numero di case per 1000 abitanti: se usiamo i dati dello stock abitativo dellโ€™ISTAT, in Italia risultano 599 abitazioni ogni mille abitanti contro una media europea di 506, seguono Portogallo (582), Norvegia (579), Finlandia (576) e Francia (566). Un primato che evidenzia la centralitร  delle politiche per la casa nel nostro Paese, soprattutto alla luce di una graduale perdita di valore dello stock edilizio, specialmente nelle aree periferiche, dovuta al fatto che il 72% degli edifici ha piรน di 43 anni ed รจ stato costruito prima della legge sullโ€™efficienza energetica (L. n.373/76) e che il 68,5% delle abitazioni hanno una classe energetica compresa tra la E e la G.

Il report dimostra che basterebbe far salire di sole 2 classi energetiche il patrimonio edilizio residenziale per consentire la riduzione media del 40% della bolletta di una famiglia, pari a un risparmio annuo di 1.067 euro ai costi del 2022 e allo stesso tempo un incremento del valore delle abitazioni.ย Una casa ristrutturata, come evidenziato nella ricerca, vale infatti mediamente il 44,3% in piรน di una casa da ristrutturare. Incremento che arriva al 50,8% fuori dalle aree metropolitane in luoghi non turistici, mentre nelle periferie, nelle corone delle aree metropolitane le case ristrutturate valgono il 40,5% in piรน di quelle non ristrutturate. Si tratta di aree dove si concentra la fascia piรน debole dal punto di vista energetico del patrimonio edilizio ed economicamente piรน fragile della popolazione.

La forte crescita degli investimenti attivati dagli incentivi fiscali dellโ€™ultimo triennio ha di fatto determinato la crescita occupazionale nellโ€™edilizia, attivando una media annua di oltre 639 mila occupati diretti, che salgono a oltre 959 mila considerando anche lโ€™indotto. I soli lavori di riqualificazione energetica hanno generato una media annua di 371 mila occupati diretti e 556 mila occupati nella filiera.ย Nello stesso periodo le costruzioni, settore storicamente basso nelle classifiche sulla competitivitร , hanno sperimentato lโ€™aumento maggiore della produttivitร  oraria nel quadro economico: rispetto alla media del triennio pre-crisi (2017-2019), il dato del 2022 certifica una crescita della produttivitร  oraria del +9,2%, mentre il totale dellโ€™economia segna un incremento di โ€œappenaโ€ il +2,8%.

Il settore delle costruzioni coinvolge e attiva numerosi altri soggetti che definiscono la filiera โ€œlungaโ€ o allargata delle costruzioni. In primo luogo tutti i soggetti che svolgono servizi progettuali, ovvero studi di architettura, di ingegneria e di altre attivitร  tecniche attinenti. Nel 2021 se ne contano oltre 226 mila e i relativi addetti sono piรน di 321 mila.

A questi si aggiungono i produttori dei materiali utilizzati nel processo realizzativo o nelle attivitร  di manutenzione del manufatto, quantificati, nel 2021, in 37.710 imprese e oltre 225 mila addetti; le imprese attive nella commercializzazione dei prodotti, allโ€™ingrosso e al dettaglio, pari a piรน di 37 mila, con una capacitร  occupazionale di poco meno di 153 mila addetti in media annua; e ancora il vasto insieme degli intermediari, che comprende i soggetti che svolgono attivitร  di mediazione immobiliare, amministratori di condomini, studi notarili, quantificati in piรน di 248 mila imprese e quasi 308 mila addetti.

Infine si possono considerare facenti parte della filiera anche le attivitร  di noleggio di macchine e attrezzatture per lavori edifici e infrastrutturali, i servizi integrati di gestione agli edifici e altre attivitร  specializzate per la cura di edifici, impianti, paesaggio, ovvero oltre 23 mila imprese e 171 mila addetti. Nel complesso si definisce un sistema dellโ€™offerta quantificato in piรน di 1 milione di imprese e oltre 2,6 milioni di addetti, che corrispondono al 24% e 15% del complessivo sistema dellโ€™offerta nazionale.

Lโ€™obiettivo sfidante di far scendere il consumo medio dellโ€™intero patrimonio edilizio del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035 deve rappresentare per il Paese una occasione per creare lavoro, sviluppare nuove competenze e dare nuovo impulso alla filiera edilizia, motore della crescita economica interna. Si stima infatti che ogni miliardo di euro di investimenti in costruzioni produca un valore aggiunto di un miliardo e 100 milioni e un effetto diretto e indiretto sullโ€™occupazione di 15.132 nuovi posti di lavoro.

In questo senso, gli obiettivi dellโ€™EPBD costituiscono uno stimolo importante per lo sviluppo della filiera delle costruzioni, la diffusione di soluzioni impiantistiche come le pompe di calore elettriche anche in abbinamento con geotermico e fotovoltaico e nel mondo della progettazione la crescita del ruolo della termotecnica nella definizione delle scelte progettuali e costruttive. Lโ€™elettrificazione dei consumi favorirร  il processo di crescita delle comunitร  energetiche e la creazione di figure professionali necessarie allโ€™industria edilizia e dellโ€™efficienza energetica.

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