Il 78,9% degli intervistati, ritiene che i temi connessi alla sostenibilitร ambientale
(cambiamento climatico, inquinamento, riduzione risorse naturali) rappresentino una
reale emergenza per il pianeta (82,5% tra le giovani coppie under 35). E’ uno dei dati contenuti nell’ultima ricercata targata Eures dal titolo “Economia circolare e consumi sostenibili”.
Dalla mobilitร ai consumi, le famiglie italiane sono sempre piรน attente ai temi legati allโambiente: 8 italiani su 10 considerano la sostenibilitร
ambientale un criterio di scelta nei comportamenti quotidiani, mentre ritengono che le questioni legate al cambiamento climatico e allโeconomia circolare siano una vera emergenza e che il livello di attenzione mostrato dalle istituzioni italiane verso queste tematiche negli ultimi dieci anni sia insufficiente.
Secondo Eures, i risultati emersi dallโindagine certificano “lโaffermazione di una nuova cultura della sostenibilitร e del valore dellโeconomia circolare, soprattutto tra i giovani e nelle famiglie con figli, dove lโattenzione al futuro del pianeta diviene una responsabilitร collettiva di cui farsi carico in prima persona. Il cambiamento culturale appare tuttavia ancora frenato, nel quotidiano, da numerosi ostacoli esterni, quali la mancanza di servizi e infrastrutture adeguate, la scarsa disponibilitร e trasparenza delle informazioni e i costi che il consumatore รจ chiamato a sostenere per adeguare i propri comportamenti. Ciรฒ sarร sempre piรน possibile quanto piรน il consumatore sarร adeguatamente informato e consapevole del ruolo di attore del cambiamento che รจ chiamato a giocare”.
I DATI
Raggiungonoย lโ88,3% le famiglie convinte che il comportamento umano sia responsabile, in misura prevalente (52,1%) o totale (36,2%) del cambiamento climatico del pianeta.
Lโattenzione alla sostenibilitร e all’economia circolare sembra connotarsi come un
tratto culturale diffuso tra le famiglie italiane, che nel 72,8% dei casi affermano di discutere e di confrontarsi su tali tematiche (74,3% tra le famiglie con figli).
A fronte di tale crescente sensibilitร delle famiglie italiane alle questioni ambientali (sostenibilitร , cambiamento climatico, economia circolare, ecc.), il 78% del campione giudica insufficiente livello di attenzione mostrato dalle Istituzioni italiane verso
queste tematiche negli ultimi dieci anni. Sul fronte opposto, il 16,7% lo definisce โadeguatoโ e un marginale 5,3% โeccessivoโ.
Il tema sul quale le famiglie italiane si confrontano in misura maggiore (probabilmente anche per lโimpatto sullโintero ecosistema nonchรฉ per lโattenzione dei media al riguardo) รจ quello relativo al cambiamento climatico (56,9% delle indicazioni), seguito dal ciclo dei rifiuti (49,4%) e dallo spreco alimentare (48,8%).
Circa un terzo delle famiglie discute inoltre frequentemente di inquinamento ambientale (33,6%), di mobilitร sostenibile (33,3%) e di vivibilitร /qualitร della vita urbana (31,5%). Meno diffusa, ma non marginale, รจ inoltre la percentuale delle famiglie che si confronta sul tema dellโuso eccessivo degli imballaggi e della shrinkflation (19,3%), mentre meno di una famiglia su 10 si trova a discutere di etica/impatto sociale dei processi produttivi (9,7%) o di finanza sostenibile, finanza
etica e investimenti green (8,2%).
Lโ84,5% delle famiglie intervistate dichiara di prestare attenzione al corretto conferimento dei rifiuti (il 24,5% โmoltoโ e il 60% โabbastanzaโ): si tratta di una posizione trasversalmente condivisa, che raccoglie oltre lโ80% delle adesioni in tutte le
componenti del campione. Coerentemente, lโ89,5% delle famiglie dichiara di differenziare correttamente i rifiuti (sempre o spesso), contro un marginale 0,6% che non lo fa mai e il 9,8% che lo fa sporadicamente; lโ87,6% afferma di schiacciare lattine e bottiglie di plastica prima di conferirle; lโ81,1% di svuotare i residui dagli imballaggi prima di conferirli; il 77,8% si informa sul sistema di raccolta dei rifiuti del Comune e il 71,6% cerca di ridurre la quantitร di rifiuti prodotti.
I comportamenti virtuosi risultano meno frequenti per quanto riguarda il recupero/riutilizzo di prodotti e materiali (adottato sempre/spesso dal 64% delle
famiglie) e lโacquisto di prodotti sfusi per ridurre gli imballaggi (51,4%).
In termini quantitativi, le famiglie intervistati indicano di conferire/differenziare correttamente il 60,8% dei rifiuti prodotti (62,5% tra le famiglie giovani e 54,8% tra quelle anziane), a fronte del 39,2% conferito in maniera scorretta.
Ad ostacolare maggiormente il corretto conferimento dei rifiuti sono la scarsanchiarezza sulla composizione/materiali degli imballi (55,7%) e lโinadeguata gestione del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti da parte delle Istituzioni (52,4%, che raggiunge il 64,9% delle citazioni al Centro, scendendo al 39,1% al Nord) e la mancanza di infrastrutture adeguate (49,4%, che sale al 57,3% al Centro, contro il 40,6% al Nord).
Per incentivare il corretto smaltimento dei rifiuti il 62,4% delle famiglie chiede di aumentare i vantaggi in bolletta per le famiglie virtuose, con scarti molto significativi rispetto agli altri possibili interventi proposti.
Opinioni e comportamenti delle famiglie in materia di “mobilitร sostenibile”
Il 52,1% delle famiglie dichiara di essere โmoltoโ (9,9%) o โabbastanza attentoโ (42,2%) alle tematiche connesse alla mobilitร sostenibile, ma il 47,9% afferma di esserlo โpocoโ o โper nienteโ.
Il livello di attenzione risulta piรน elevato al Nord (53,2%) e soprattutto tra le famiglie giovani (55,9%), scendendo al valore minimo di 42,2% tra le famiglie anziane.
I comportamenti โsostenibiliโ piรน diffusi sono quello di spostarsi a piedi laddove possibile
(68,2%) e di adottare uno stile di guida efficiente (60,2%). Inoltre, poco meno della metร del campione ha scelto i servizi (scuola, sportโฆ) nel quartiere, mentre soltanto poco piรน di un terzo delle famiglie (38,3%) utilizza regolarmente (spesso o sempre) i mezzi di trasporto pubblico (43,3% al Nord e 41,4% tra le famiglie giovani), mentre il 46,3% li utilizza solo sporadicamente e il 15,5% non li utilizza mai. Ancora inferiore la percentuale di famiglie che utilizza regolarmente veicoli a basse emissioni (27,2%), biciclette (21,1%) o servizi di car pooling o car sharing.
Complessivamente soltanto il 38,1% degli spostamenti deriva da una scelta di mobilitร
sostenibile (41,9% al Nord e 40% tra le famiglie giovani, scendendo ai valori piรน bassi al Sud e tra le famiglie anziane, pari rispettivamente al 34,7% e al 36,3%), mentre il 61,9% รจ determinato da altre โprioritร โ.
A limitare maggiormente una mobilitร โsostenibileโ sono fattori strutturali, quali un’offerta di trasporti pubblici inadeguata (78,8%), la necessitร di effettuare quotidianamente spostamenti lunghi nel minor tempo possibile (76%), i tempi piรน lunghi per gli spostamenti con i mezzi pubblici, in bicicletta o a piedi (75,5%) e la mancanza di infrastrutture e servizi adeguati (71,1%).
Il 69,6% riconosce inoltre un fattore ostativo negli elevati costi per adeguare il parco mezzi; il 51,4% non vuole rinunciare allโautomobile, e soltanto il 35,5% non adotta comportamenti di mobilitร sostenibile perchรฉ non conosce o perchรฉ non si pone il problema.
Coerentemente, la principale โsoluzioneโ, indicata dal 63,5% delle famiglie, รจ quella di rendere piรน efficiente il trasporto pubblico locale (76,3% tra le famiglie del Centro Italia), mentre il 59,7% auspica che vengano aumentati i finanziamenti per lโacquisto di mezzi a basso impatto ambientale.
Opinioni e comportamenti della famiglia in materia di spreco alimentare e alimentazione sostenibile
Lโ83% delle famiglie evidenzia un livello di attenzione elevato (il 29,4% โmoltoโ e il 53,6% โabbastanzaโ) verso le tematiche connesse alla riduzione dello spreconalimentare e all’alimentazione sostenibile, conservando (spesso o sempre) in maniera attenta e corretta gli alimenti (88,9%), acquistando preferibilmente prodotti
di stagione (81,3%) o utilizzando gli avanzi per la preparazione di altri piatti (79,3%).
Il 72,5% acquista inoltre regolarmente quantitร di cibo necessarie al consumo giornaliero e il 54,9% acquista prodotti a Km0.
Soltanto un terzo delle famiglie invece acquista regolarmente prodotti “etici” e “sostenibili” (33,9%) o dona cibo in eccesso a familiari, amici, vicini, persone bisognose (33,3%).
Complessivamente le famiglie intervistate stimano di sprecare mediamente il 10,1% del cibo acquistato, con una complessiva riduzione rispetto a quanto rilevato da indagini precedenti.
Ad ostacolare maggiormente lโadozione di comportamenti alimentari โsostenibiliโ,
secondo le famiglie intervistate, sono soprattutto i prezzi piรน elevati dei prodotti alimentari sostenibili (69,9% di indicazioni); piรน distanti tutte le altre motivazioni, quali la mancanza di tempo e di offerte adeguate (46,7% delle indicazioni), la scarsa conoscenza/attenzione verso questa tematica (31,3%), lo scarso valore economico
derivante dalla riduzione dello spreco alimentare (27%), la mancanza di adeguate competenze culinarie in casa (25,9%) o di strumenti e spazi adeguati ad una corretta conservazione degli alimenti (25,5%).
Coerentemente, i principali interventi per sostenere la diffusione di comportamenti alimentari sostenibili sono indicati nella riduzione/azzeramenti delle imposte sui prodotti sostenibili (57,2%) e nella scontistica sui prodotti vicini alla scadenza (48,5%).
Circa un terzo degli intervistati ritiene inoltre utili campagne di comunicazione e informazione attraverso i mass media (34,1%) o nelle scuole/luoghi di lavoro (33,8%).
Opinioni e comportamenti della famiglia in tema di packaging intelligente, packaging sostenibile e “shrinkflationโ
Un quarto delle famiglie italiane intervistate (24,2%) dichiara di non averne alcuna
conoscenza del packaging intelligente/sostenibile e della “shrinkflation”; il 45,9% ne ha sentito parlare ma non sa esattamente di cosa si tratti, mentre soltanto il 29,9% afferma di avere una conoscenza esatta di questi temi.
Coerentemente, soltanto una minoranza delle famiglie intervistate adotta regolarmente i
diversi comportamenti โsostenibiliโ al riguardo. Tra questi, tuttavia, il piรน seguito riguarda la scelta di confezioni con il miglior rapporto tra quantitร di prodotto e imballaggio (il 46,6% lo fa regolarmente, a fronte del 43,9% che effettua tale scelta sporadicamente e del 9,5% che non lo fa mai), mentre quello relativamente si riferisce alla scelta di prodotti con marchio ECOLABEL UE (comunque adottato regolarmente nel 30,1% dei casi).
I diversi ostacoli ai comportamenti virtuosi sono in questo caso soprattutto โesogeniโ rispetto alla volontร delle famiglie, e riguardano il costo piรน alto dei prodotti con certificazione ambientale (77,8%), la minore diffusione sul mercato di prodotti con
packaging intelligente/sostenibile/con certificazione ambientale (76,9%), la difficoltร di
individuare la shrinkflation (75,6%), la difficoltร di riconoscere i prodotti con un packaging
intelligente (72,2%), la difficoltร di riconoscere i prodotti con certificazione ambientale (70,9%) e la scarsa conoscenza di questo tema (61,5%).
Lโunico fattore non considerato un ostacolo dalla maggioranza delle famiglie riguarda lo scarso interesse verso questo tema (ostativo soltanto per il 41,2, a fronte del 58,8% di opinione contraria), evidenziando unโattenzione delle famiglie anche in questo ambito.
Anche sul fronte delle iniziative che potrebbero incentivare l’adozione da parte delle famiglie di comportamenti orientati all’acquisto di prodotti imballati con “packaging intelligente” e “sostenibile” e che non adottano la “shrinkflation”, le tre principali proposte emerse al riguardo sono quella di ridurre la tassazione sui prodotti con etichettatura green/con marchio Ecolabel (46,7%), quella di realizzare campagne di informazione,
comunicazione e formazione attraverso mass media, materiali cartacei, eventi (45,7%) e quella di aumentare i finanziamenti e gli incentivi fiscali per le aziende che realizzano imballaggi “intelligenti” e/o sostenibili (43,7%).
Opinioni e comportamenti della famiglia in tema di investimenti green e finanza sostenibile
Anche per quanto riguarda investimenti green e finanza sostenibile soltanto un quarto degli intervistati si dice informato (il 26,3%), mentre il 51% ne ha soltanto sentito parlare e il 22,7% non ha alcuna conoscenza di tali tematiche (27,8% tra gli
anziani).
Tra le ragioni che ostacolano le famiglie nellโinvestire in prodotti finanziari green ensostenibili (di cui le famiglie apprezzano soprattutto i benefici “a lungo termine”, e la possibilitร per l’investitore di conoscere finalitร e forme degli investimenti effettuati) al primo posto si colloca la scarsa promozione delle banche a vendere/sponsorizzare tali prodotti (76,1%) o comunque lโassenza di grandi gruppi bancari attenti al tema della finanza sostenibile (71,8%), associata alla scarsa conoscenza di questo tema
(73,9%).
Seguono fattori ostativi che entrano nel merito dei prodotti finanziari, come la scarsa fiducia nellโeffettiva attenzione a sostenibilitร degli investimenti (68,7%) o la scarsa propensione a investimenti con benefici a lungo termine (64,9%); il timore di una minore redditivitร (64,3%) o lo scarso interesse verso questo tipo di investimenti
(57%).
Per incentivare la scelta delle famiglie verso gli investimenti green il 46,1% delle famiglie riterrebbe utile la realizzazione di campagne di comunicazione, formazione e informazione attraverso mass media ed eventi e il 39,9% nelle scuole e nei luoghi di lavoro, capaci di colmare quel gap conoscitivo che risulta tra i principali fattori ostativi.
Un ulteriore 45,3% riterrebbe inoltre un incentivo efficace quello di detassare gli utili derivanti da investimenti green e, secondariamente, quello di
aumentare le garanzie per gli investitori (35,4%) e di certificare le banche e le societร finanziarie che offrono prodotti sostenibili (28,3%).





