A quantificare l’entitร degli investimenti per tagliare il traguardo nel 2050 รจ lo studio targato CESEF di AGICI dedicato alle nuove soluzioni integrate di efficientamento energetico, presentato a Milano nei giorni scorsi.
In 10 anni, le aziende di efficienza energetica hanno visto un aumento dei ricavi da 7,6 a 12,2 miliardi di euro.
Per sostenere gli investimenti futuri della transizione energetica, occorre delineare un quadro di supporto pubblico piรน stabile che stimoli anche la finanza privata.
“Tra gli ambiziosi target europei di decarbonizzazione e la prolungata volatilitร dei mercati energetici, le logiche di gestione dellโenergia di tutti gli attori economiciย stannoย cambiando radicalmente. In questo quadro di crescente complessitร gli operatori dellโEfficienza Energetica agiscono sempre di piรน come system integrator capaci di prestare servizi ampi e diversificati, nellโottica di una gestione olistica dellโapprovvigionamento energetico. Unโevoluzione testimoniata dai risultati economici: negli ultimi 10 anni, i fatturati aggregati delle aziende del comparto sono aumentati del 62%, passando dai 7,6 miliardi di euro del 2014 aiย 12,2 miliardi del 2023″.
Sono queste alcune delle evidenze emerse dallo studioย AGICIย โEfficienza e Transizione Energetica โ Competitivitร di modelli integratiโ,ย che vede CVA come Partner Strategico.
Lo studio ha analizzato il potenziale di riduzione di consumi ed emissioni degli interventi di efficienza energetica (EE) integrati a fonti di energia rinnovabile (FER) quale percorso piรน efficace per la decarbonizzazione. Lโanalisi prende in considerazione quattro modelli di intervento associati aย quattro forme di consumo: residenziale unifamiliare, residenziale condominio, edifici pubblici e industria.
Dallo studio emerge che per il settore residenziale unifamiliare, la combinazione integrata di isolamento termico, fotovoltaico, pompa di calore e accumulo (batteria) consente, sul singolo edificio, unaย riduzione delle emissioni fino al 94%. Per il modello basato suย condomini, il report indica lโintegrazione tra coibentazione dellโinvolucro e teleriscaldamento come la soluzione piรน efficace, in grado diย ridurre lโ89% delle emissioni. Le tecnologie integrate risultano leย soluzioni miglioriย anche peril modello degliย edifici pubblici, tra cui scuole e ospedali, pur riscontrando riduzioni delle emissioni piรน modeste rispetto ai casi precedenti, legate principalmente a vincoli nella capacitร di spesa delle amministrazioni locali.
Il report, infine, individua gli impatti anche per ilย settore dellโindustria. Secondo il modello individuato da AGICI, lโintegrazione tra EE e FER permetterebbe unย abbattimento del 54%ย delle emissioni.
Queste soluzioni, evidenzia lo studio, richiedono ingenti investimenti, soprattutto alla luce della crescente ambizione delle policy comunitarie negli aggiornamenti delle Direttiva sullโEfficienza Energetica e della Direttiva EPBD (โCase Greenโ), recepite parzialmente nella revisioneย del Piano Nazionale Integrato per lโEnergia e il Clima (PNIEC).
Per centrare gli obiettivi della Direttiva EPBD al 2030, pari a un risparmio energetico del 16% rispetto ai livelli del 2020 per ilย settore residenziale,ย lโanalisi AGICI stimaย un fabbisogno di investimenti di 13 miliardi di euro allโannoย (78 miliardi complessivi in sei anni) per la realizzazione di interventi integrati โ che combinano cioรจ almeno un intervento edile e la sostituzione dellโimpianto termico โ per un totale di 2,2 milioni di interventi in sei anni. Per quanto riguardaย gli edifici pubblici,ย il fabbisogno risulta invece diย 2,5 miliardi allโannoย (15 miliardi in sei anni).ย Riguardo il settore delleย imprese, la stima di AGICI sul fabbisogno di investimenti รจ compreso tra iย 2,6 e 5,4 miliardi di euroย entro il 2030, pari aย 0,7 miliardiย ogni anno. Complessivamente, emerge dunque un fabbisogno di investimenti annuo pari aย 16,2 miliardi di euro.
In questo contesto, AGICI evidenzia come gli incentivi esistenti non siano sufficienti a stimolare gli investimenti privati necessari. A ciรฒ si aggiunge la crescente difficoltร delle finanze pubbliche di farsi carico delle spese richieste dalla transizione energetica. Per rispondere a tali esigenze, lo studio sottolinea dunque lโurgenza di unย quadro di supporto pubblico piรน chiaro e stabile, capace di coinvolgere in modo efficace il settore della finanza privata, tra cui banche di sviluppo, fondi di private equity e istituti bancari.
โIn questi anni abbiamo assistito a una profonda trasformazione del settore dellโefficienza energetica, che ha visto le aziende del comparto ricoprire sempre di piรน il ruolo di accompagnatori e abilitatori del processo di decarbonizzazione a tutto tondoโ, ha commentatoย Stefano Clerici,ย Consigliere Delegato di AGICI.ย โA fronte degli ambiziosi target comunitari, questo processo richiede unโaccelerazione degli investimenti, che al sostegno pubblico combini il coinvolgimento della finanza privata. Per farlo occorre dare continuitร pluriennale alle regole del gioco, e riconoscere la centralitร degli attori specializzati, in grado di apportare risorse economiche e competenzeโ.
โLa sfida odierna รจ quella di rendere anche economicamente sostenibili progetti di efficientamento e decarbonizzazione profondiโ, ha aggiuntoย Michele Perotti, Direttore dellโOsservatorio CESEF di AGICI.ย โUna leva fondamentale sono le forme contrattuali che permettono di contenere gli investimenti a carico dei consumatori (famiglie, imprese, amministrazioni). Due modalitร sempre piรน diffuse sono gli Energy Performance Contract e i Power Purchase Agreement, che in modi diversi permettono agli utenti di ridurre e stabilizzare i costi dellโenergia, oltre che ridurre il proprio footprint ambientale. Il riconoscimento della centralitร di questi meccanismi a livello normativo potrร essere un acceleratore notevole di investimenti in efficienza e transizione energetica.โ





