La Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica in vista della proposta di una Tessera europea di sicurezza sociale (European Social Security Pass – ESSPASS), che farà parte del Pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori previsto per l’autunno 2026. L’obiettivo è ambizioso: rendere più semplice e sicuro l’esercizio dei diritti di sicurezza sociale per i cittadini che vivono, lavorano o si spostano all’interno dell’Unione europea.
L’ESSPASS punta a introdurre una soluzione digitale capace di consentire la verifica rapida e sicura dei documenti di sicurezza sociale, riducendo procedure complesse e oneri amministrativi per cittadini, imprese e autorità nazionali, oltre a contrastare frodi ed errori. Bruxelles punta a costruire un sistema più semplice, equo e digitale, capace di accompagnare la mobilità dei lavoratori e dei cittadini europei in un mercato unico sempre più integrato.
La Commissione invita a partecipare alla consultazione tutta la popolazione, le autorità pubbliche, le imprese, i prestatori di assistenza sanitaria e tutti i portatori di interesse coinvolti. Il termine per l’invio dei contributi è fissato al 16 aprile 2026.
La futura tessera si fonda sui risultati dei progetti pilota annunciati nel piano d’azione sul pilastro europeo dei diritti sociali e si inserisce nel più ampio processo di modernizzazione e digitalizzazione del coordinamento della sicurezza sociale. L’iniziativa fa seguito alla comunicazione della Commissione del 2023 sulla digitalizzazione in questo ambito e alle conclusioni del Consiglio del novembre dello stesso anno. Il progetto è inoltre coerente con gli orientamenti politici per il periodo 2024-2029, che puntano a semplificare i processi e ridurre gli oneri burocratici per cittadini e imprese, rafforzando al contempo l’applicazione delle norme e la competitività del mercato unico, in linea con le raccomandazioni della relazione Draghi. Anche il Parlamento europeo ha più volte sollecitato la presentazione di una proposta sull’ESSPASS.
Nonostante esistano strumenti come il sistema elettronico di scambio di informazioni sulla sicurezza sociale (EESSI) e lo sportello digitale unico, dimostrare i propri diritti di sicurezza sociale in ambito transfrontaliero resta spesso un percorso complesso per i cittadini mobili nell’UE. In molti casi, ci si deve confrontare con procedure lente, la verifica in presenza dei requisiti legali, l’uso estensivo di documenti cartacei oppure di file elettronici di dati privi di sistemi di verifica, con la conseguente duplicazione delle pratiche.
Tra gli esempi più emblematici figura il documento portatile A1, solitamente rilasciato in formato pdf senza funzioni standardizzate di verifica a livello europeo, rendendo difficile controllarne autenticità e validità. Anche la tessera europea di assicurazione malattia (TEAM), fondamentale per accedere alle cure sanitarie all’estero, resta nella maggior parte dei Paesi una semplice tessera fisica (di plastica); nel 2023 ne circolavano circa 253 milioni. Questi ostacoli incidono su cittadini, imprese e autorità, rischiando di scoraggiare la libera circolazione delle persone e le attività economiche transfrontaliere.
Per affrontare queste criticità, la Commissione ha proposto per la consultazione pubblica quattro opzioni strategiche. La prima prevede il mantenimento dello scenario attuale, puntando sulla piena attuazione delle iniziative già esistenti senza nuovi interventi a livello UE. La seconda ipotizza l’aggiornamento dei documenti di sicurezza sociale con l’introduzione di elementi di sicurezza, come codici QR verificabili. La terza opzione guarda invece a una soluzione interamente digitale e interoperabile basata sull’identità digitale europea e sui portafogli digitali. La quarta combina l’approccio digitale con il miglioramento dei documenti esistenti. Ogni opzione potrà essere attuata su base volontaria o obbligatoria dagli Stati membri e include la possibilità di fissare termini vincolanti per il rilascio dei documenti. Particolare attenzione sarà riservata alla semplificazione delle procedure per il rilascio del documento A1 e all’eventuale integrazione delle dichiarazioni di distacco dei lavoratori.
La consultazione pubblica mira a raccogliere contributi sui problemi da affrontare, sugli obiettivi dell’iniziativa e sugli impatti delle quattro opzioni proposte, compresi quelli in termini di protezione dei dati personali, costi e semplificazione amministrativa. I risultati confluiranno nella valutazione d’impatto e in una relazione di sintesi che accompagnerà la proposta legislativa.
Maggiori informazioni sulla consultazione pubblica e su ESSPASS al seguente link





