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Lavoro equo e lotta alla povertà: i ministri del lavoro europei tracciano la rotta per un’Europa più giusta

A Cipro, i ministri europei del lavoro e degli affari sociali rilanciano la priorità dell’“occupazione equa” come pilastro della giustizia sociale, pur in un contesto segnato da instabilità globale, tensioni geopolitiche, prezzi energetici elevati, cambiamento climatico, declino demografico e rivoluzione tecnologica. È questo il messaggio emerso dalla riunione informale del Consiglio EPSCO del 13 febbraio 2026, ospitata a Nicosia sotto presidenza cipriota dell’UE. Al centro del confronto, la necessità di governare le trasformazioni in atto, in particolare, digitalizzazione e intelligenza artificiale, assicurando che le transizioni verde e digitale restino inclusive e non escludano nessuno.

La sessione mattutina, presieduta dal ministro del lavoro e della previdenza sociale della Repubblica di Cipro, Marinos Moushouttas, ha avviato un dialogo strategico sulle politiche nazionali più efficaci nel promuovere equità occupazionale e coesione sociale, ma anche sulla necessità di strumenti europei più incisivi. I ministri hanno ribadito che la giustizia sociale è il cuore del modello europeo: equità, pari opportunità, dignità sul lavoro e partecipazione devono guidare le risposte ai cambiamenti del mercato. Le nuove tecnologie, è stato osservato, offrono opportunità di aumento della produttività nonché nuove forme di impiego, ma senza adeguate tutele rischiano di ampliare le disuguaglianze, generare perdita di posti di lavoro e aumentare l’insicurezza dei redditi per lavoratori e lavoratrici. Le condizioni essenziali per una crescita sostenibile e una prosperità di lungo periodo sono state individuate dai ministri nel lavoro dignitoso, nella parità salariale a parità di lavoro svolto e nella possibilità di avanzamento professionale.  

Digitalizzazione, intelligenza artificiale, transizione verde e cambiamenti demografici stanno trasformando le nostre economie a una velocità senza precedenti. La risposta deve essere chiara e determinata: più occupazione equa per garantire più giustizia sociale”, ha dichiarato Moushouttas.

Un altro punto chiave del confronto ha riguardato l’adeguamento delle competenze. Le trasformazioni in corso stanno cambiando rapidamente i fabbisogni professionali e, secondo i ministri, aggiornamento e riqualificazione devono diventare una componente strutturale dei mercati del lavoro europei.

È stata inoltre ribadita l’importanza del dialogo sociale e della contrattazione collettiva come strumenti fondamentali per anticipare i cambiamenti, gestire le ristrutturazioni e garantire esiti equilibrati delle riorganizzazioni aziendali e produttive.

Il Consiglio informale ha accolto con favore le prossime iniziative dell’UE, tra cui il “Quality Jobs Act” e il “Fair Labour Mobility Package”, considerate occasioni cruciali per affrontare le sfide emergenti come la gestione algoritmica del lavoro, i rischi per la salute e sicurezza, le catene di subappalto e la mobilità equa dei lavoratori (professionale e geografica). L’obiettivo condiviso: un futuro del lavoro centrato sulla persona, sostenuto da un’azione coordinata a livello nazionale ed europeo.

Nel pomeriggio, la riunione si è concentrata sul rafforzamento della coesione sociale. A presiedere la sessione è stata la viceministra del Welfare cipriota, Clea Papaellina. La presenza della vicepresidente esecutiva della Commissione europea con delega ai diritti sociali e alle competenze, Roxana Mînzatu, e della presidente della commissione occupazione e affari sociali del Parlamento europeo, Li Andersson, hanno confermato il rilievo politico del dibattito. Al centro della discussione la prima Strategia europea per la lotta alla povertà, attesa nei prossimi mesi. I ministri hanno insistito sul rafforzamento delle politiche di protezione sociale e su una cooperazione più stretta tra gli Stati membri per la realizzazione di un’Europa più resiliente e più solidale.

Dall’infanzia all’età adulta: nessuno lasciato indietro, nessuno escluso. Combattere la povertà e garantire assistenza di lungo periodo e invecchiamento attivo. Per un’Europa sociale, resiliente e giusta”, ha affermato Papaellina.

Particolare attenzione è stata dedicata all’assistenza di lungo periodo che deve essere centrata sulla persona per favorire l’invecchiamento attivo e dignitoso. Investire in servizi di qualità, accessibili e sostenibili è un fattore decisivo per la solidarietà intergenerazionale e per un’Europa inclusiva.

Nel programma della Presidenza cipriota è dato particolare rilievo alla promozione di un’occupazione equa sia come imperativo sociale sia come necessità più strettamente economica. In un’Unione chiamata a conciliare competitività e coesione, la sfida è quella di costruire un futuro del lavoro in cui crescita e giustizia sociale avanzino di pari passo.

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