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Crisi degli alloggi in Europa: l’UE prepara nuove regole per affitti brevi e case a costi sostenibili (Affordable Housing)

La Commissione ha avviato il 6 marzo 2026 una consultazione pubblica sul tema dell’Affordable Housing (strategia presentata a fine 2025) rivolta alle autorità nazionali, regionali e locali, oltre ai principali stakeholder di settore per una valutazione di impatto: associazioni di proprietari e inquilini, piattaforme di affitto breve, organizzazioni turistiche, operatori del settore edilizio e rappresentanti della società civile. La scadenza per la presentazione dei contributi è fissata per il 3 aprile 2026. 

La crisi abitativa che colpisce soprattutto le grandi città e le principali destinazioni turistiche dell’UE preoccupa la Commissione europea. In molte aree urbane trovare un alloggio a prezzi accessibili è diventato difficile per un numero crescente di cittadini. Non a caso, secondo un’indagine Eurobarometro del giugno 2025, la mancanza di case a prezzi sostenibili rappresenta oggi la principale preoccupazione per gli europei che vivono nelle città.

Per affrontare questa situazione, il 16 dicembre 2025 la Commissione europea ha presentato un Piano europeo per gli alloggi a prezzi accessibili, con l’obiettivo di sostenere e coordinare le politiche abitative degli Stati membri, pur rispettando le competenze nazionali e locali. Il piano individua dieci aree di intervento in cui l’Unione può offrire un valore aggiunto, tra cui l’elaborazione di un nuovo atto legislativo sugli alloggi accessibili.

Uno degli elementi centrali dell’iniziativa riguarda il mercato delle locazioni a breve termine, sempre più diffuso nelle città europee grazie alle piattaforme digitali. In molti quartieri, soprattutto nelle aree turistiche, la crescita degli affitti brevi si è sommata alla già limitata disponibilità di abitazioni, contribuendo ad aumentare i prezzi sia degli affitti sia delle vendite immobiliari. Secondo studi citati dalla Commissione, in alcune città europee fino al 20% del patrimonio abitativo può essere destinato a locazioni a breve termine. Questo fenomeno, combinato con investimenti immobiliari di tipo speculativo e con una crescita dell’offerta di nuove abitazioni più lenta rispetto alla domanda, ha intensificato la competizione per un numero limitato di case.

Per migliorare la trasparenza del settore, entrerà pienamente in vigore da maggio 2026 il regolamento europeo sui servizi di locazione a breve termine. La normativa prevede, tra l’altro, l’armonizzazione delle regole di registrazione dei locatori e l’obbligo per le piattaforme digitali di condividere i dati sulle transazioni con le autorità nazionali. Queste informazioni dovrebbero aiutare le amministrazioni pubbliche a monitorare l’impatto degli affitti brevi sul mercato immobiliare locale.

Nonostante ciò, rimangono difficoltà nell’individuare misure efficaci e compatibili con il diritto europeo per contenere gli effetti negativi del fenomeno. Le decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea in materia esistono, ma sono ancora poche e spesso riguardano casi specifici, rendendo complicata la loro applicazione pratica da parte delle autorità locali. La Commissione ritiene quindi necessario definire un quadro europeo più chiaro, che aiuti Stati membri, regioni e città a intervenire nelle aree più colpite dalla crisi abitativa. L’obiettivo è consentire alle autorità pubbliche di individuare le cosiddette zone soggette a tensioni abitative e adottare misure mirate per proteggere l’accessibilità economica degli alloggi.

Il futuro intervento dell’UE dovrebbe basarsi su indicatori socioeconomici e su un cosiddetto “test di proporzionalità”, che permetta di stabilire quando eventuali restrizioni alle locazioni a breve termine siano giustificate da un interesse pubblico, come la tutela dell’accesso alla casa. Le misure dovranno comunque rispettare i principi del mercato unico europeo, evitando discriminazioni e limitazioni eccessive alla libertà di prestare servizi.

Parallelamente, l’UE intende incoraggiare politiche che aumentino l’offerta di abitazioni accessibili. Tra le possibili soluzioni figurano la costruzione di nuove unità abitative, il recupero di aree dismesse, la ristrutturazione di edifici esistenti e un utilizzo più efficiente delle case vuote o delle seconde abitazioni. Anche la semplificazione delle procedure amministrative, come i permessi edilizi e la pianificazione urbana, potrebbe contribuire ad accelerare la realizzazione di nuovi alloggi.

L’obiettivo finale dell’iniziativa è trovare un equilibrio tra la crescita del turismo e delle nuove forme di ospitalità da un lato e la tutela del diritto alla casa dall’altro. In un contesto in cui l’offerta di abitazioni fatica a tenere il passo con la domanda, le istituzioni europee puntano a fornire strumenti più chiari e coordinati per aiutare città e governi a gestire una delle sfide sociali più pressanti degli ultimi anni.

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