I ministri europei del lavoro e degli affari sociali si sono riuniti il 9 marzo a Bruxelles per il Consiglio EPSCO dedicato a alcune delle principali sfide sociali ed economiche dell’Unione europea: la lotta alla povertà, gli investimenti nel capitale umano, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e le politiche per i giovani, in particolare i giovani NEET.
Il Consiglio ha ribadito la centralità delle politiche sociali e del lavoro nell’agenda sociale europea. Investire nelle competenze, sostenere i giovani, combattere la povertà e gestire la transizione tecnologica sono stati indicati come elementi fondamentali per rafforzare la coesione sociale e la competitività dell’Unione nel lungo periodo.
La riunione è stata presieduta dal ministro del Lavoro cipriota Marinos Moushouttas, insieme alla viceministra del Welfare Clea Papaellina e al ministro dell’Interno Konstantinos Ioannou. Per la Commissione europea hanno partecipato la vicepresidente esecutiva Roxana Mînzatu, responsabile per i diritti sociali e le competenze, la commissaria per l’uguaglianza Hadja Lahbib e il commissario per l’energia e l’edilizia abitativa Dan Jørgensen.
Uno dei principali risultati della riunione è stata l’approvazione delle conclusioni del Consiglio su “Investire nei bambini: rafforzare il benessere infantile, l’inclusione sociale e la lotta alla povertà minorile nell’Unione europea”.
Il documento sottolinea l’importanza di politiche che garantiscano a tutti i bambini condizioni adeguate di crescita, in particolare attraverso servizi di educazione e cura della prima infanzia più accessibili e di qualità. Secondo i ministri, prevenire la povertà minorile rappresenta non solo un imperativo sociale ma anche un investimento strategico per il futuro dell’Europa. La viceministra Papellina ha dichiarato “Per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio è necessario uno sforzo collettivo a livello europeo. La povertà infantile porta troppo spesso all’esclusione sociale nell’età adulta, con gravi conseguenze sul piano umano ed economico. Attraverso finanziamenti adeguati e politiche mirate possiamo garantire a ogni bambino un’infanzia dignitosa e rendere più forte la nostra Unione per le generazioni future.”
Le conclusioni richiamano l’attuazione della Garanzia europea per l’infanzia e degli obiettivi di Barcellona sulla disponibilità di servizi di qualità per la prima infanzia, sottolineando come la riduzione della povertà tra i più giovani sia un elemento chiave anche per contrastare l’esclusione sociale nel lungo periodo. Le misure discusse contribuiranno inoltre alla futura Strategia europea contro la povertà, attualmente in preparazione da parte della Commissione europea.
Il capitale umano al centro della competitività europea
Nel quadro del Semestre europeo 2026, i ministri hanno adottato per la prima volta una raccomandazione del Consiglio dedicata al rafforzamento del capitale umano. L’obiettivo è affrontare la crescente carenza di competenze e di manodopera qualificata in diversi settori strategici dell’economia europea.
La raccomandazione invita gli Stati membri a investire maggiormente in istruzione, formazione e sviluppo delle competenze, con particolare attenzione a sei aree chiave: il contrasto alla carenza di competenze, il rafforzamento delle competenze di base, lo sviluppo dell’istruzione e formazione professionale, il miglioramento dei risultati universitari nelle discipline scientifiche e tecnologiche (STEM), l’aumento degli investimenti nella formazione e un uso più efficace dei dati sul mercato del lavoro per anticipare i cambiamenti occupazionali. L’iniziativa rientra nella strategia europea denominata Union of Skills, che mira a rafforzare la preparazione dell’Europa alle trasformazioni tecnologiche ed economiche.
Il Consiglio ha inoltre approvato gli aspetti occupazionali e sociali della raccomandazione per l’area dell’euro (Eurozona) per il 2026. E’ stata inoltre adottata la “Relazione congiunta sull’occupazione 2026” (Joint Employment Report) e sono state approvate le relative conclusioni (https://employment-social-affairs.ec.europa.eu/joint-employment-report-2026_en; https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6605-2026-INIT/en/pdf).
Lavori di qualità e intelligenza artificiale
Tra i temi più discussi durante il Consiglio vi è stato anche il ruolo crescente dell’IA nel mondo del lavoro. I ministri hanno scambiato opinioni su come sfruttare le nuove tecnologie per migliorare la produttività e allo stesso tempo garantire occupazioni di qualità e una tutela adeguata dei lavoratori. Il Ministro Moushouttas ha affermato “Il capitale umano è la principale risorsa dell’Europa. A fronte della persistente carenza di manodopera e competenze che interessa settori strategici quali la sanità e le tecnologie digitali, la raccomandazione odierna segna un passo decisivo verso il rafforzamento della nostra competitività, resilienza e coesione sociale”, e ha chiosato “un passaggio che deve essere sostenuto da investimenti più efficaci nelle conoscenze, nelle competenze e nel potenziale delle persone.” Il dibattito si è concentrato su come il Semestre europeo possa sostenere le politiche nazionali volte a favorire la formazione dei lavoratori e a facilitare l’incontro tra competenze e nuove opportunità professionali generate dall’innovazione tecnologica. Durante la sessione è intervenuto anche l’economista premio Nobel Sir Christopher Pissarides, che ha illustrato le potenzialità trasformative dell’intelligenza artificiale per il mercato del lavoro europeo.
Come spezzare il ciclo della povertà
Un altro punto centrale dell’agenda è stato il dibattito politico dedicato a come interrompere il ciclo della povertà. Nonostante i sistemi di welfare europei, una parte significativa della popolazione dell’UE vive ancora sotto la soglia di povertà o dipende da sussidi sociali. I ministri hanno discusso l’importanza di servizi sociali più personalizzati e orientati alla persona, capaci di sostenere concretamente chi si trova in situazioni di vulnerabilità. Strumenti come consulenza, mentoring, accompagnamento al lavoro e supporto sociale sono stati indicati come elementi chiave per favorire l’autonomia delle persone e il loro inserimento nel mercato del lavoro.
Giovani e occupazione: il punto sulla Youth Guarantee
Il Consiglio ha inoltre approvato i Key Message del Comitato Occupazione (EMCO) sugli esiti della sorveglianza multilaterale (review) sull’attuazione negli Stati membri della Garanzia per i giovani rafforzata, il programma europeo che mira a garantire ai giovani sotto i 30 anni un’offerta di lavoro, formazione o tirocinio entro pochi mesi dalla fine degli studi o dalla perdita dell’occupazione. La review ha evidenziato alcune difficoltà strutturali che ancora ostacolano l’integrazione stabile dei giovani cosiddetti NEET – coloro che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi formativi – nel mercato del lavoro ( https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-6184-2026-INIT/en/pdf).
Demografia e casa: il dibattito informale
Durante il pranzo di lavoro, i ministri hanno affrontato anche il tema della crisi abitativa in Europa in relazione ai cambiamenti demografici in atto. La discussione si è concentrata sull’impatto dell’invecchiamento della popolazione, delle migrazioni interne tra aree rurali e urbane e delle difficoltà dei giovani ad accedere alla casa. I ministri hanno condiviso esempi di politiche nazionali e riflettuto su come l’Unione europea possa sostenere meglio gli Stati membri nel raccogliere dati più accurati e nello sviluppo di strategie efficaci per contrastare l’esclusione abitativa.
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