La media nazionale delle pensioni anticipate è del 41,6%, un dato che viene superato in quasi tutte le regioni, grazie a tassi di occupazione più alti e a carriere contributive più lunghe e continue. È quanto emerge dal Tredicesimo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano di Itinerari Previdenziali, che per ciascuna categoria — anzianità/anticipate, vecchiaia, invalidità e superstiti — ha calcolato l’incidenza percentuale regionale a confronto con la media nazionale.
Pensioni anticipate: primato al Nord, fanalino di coda al Sud
Al Centro il quadro è più frammentato: Toscana e Marche superano entrambe la media con il 43,4%, mentre Umbria (39,9%) e soprattutto Lazio (36%) restano sotto. Nel Lazio pesa l’elevata concentrazione di dipendenti pubblici, categoria che storicamente accede alla pensione di vecchiaia più che a quella anticipata.
Pensioni di vecchiaia: tutta un’altra storia
Con le pensioni di vecchiaia (67 anni di età e 20 anni di contribuzione, oppure 71 anni con almeno 5 anni di contributi) la media nazionale scende vertiginosamente e tocca il 28,7%, tranne nelle regioni meridionali e alcune del Centro
Al Nord solo la Liguria, la regione più anziana d’Italia, raggiunge la media con il 28,7%, mentre Piemonte (24,8%) e Valle d’Aosta (24,7%) registrano le incidenze più basse del Paese.
Al Centro spicca il Lazio con il 31,7%: un’incidenza superiore alla media che riflette l’elevata concentrazione di dipendenti pubblici, categoria che storicamente accede alla pensione di vecchiaia più che a quella anticipata, per via di carriere spesso discontinue o iniziate tardi. Segue la Toscana con il 29,5%.
Nel Mezzogiorno primeggia ancora la Calabria, questa volta con il 35,7% — oltre un terzo delle pensioni erogate ai residenti calabresi è di vecchiaia. Tutte le altre regioni meridionali superano la media nazionale: la Basilicata è al 33,8%, la Campania al 33,3%, la Sicilia al 32,5%. L’Abruzzo, con il 28,8%, è la regione del Sud più vicina alla media nazionale. Il rapporto sottolinea che molte di queste pensioni di vecchiaia meridionali sono integrate al minimo, per la modestia dei contributi versati nel corso della carriera.
Sud, patria delle pensioni di invalidità
La media nazionale è del 5,1%, ma nelle regioni del Mezzogiorno l’incidenza è più del doppio della media e tocca il 46,4%.
Prima la Calabria con il 10,7%, Puglia (9,7%), Basilicata (8,7%), Sardegna (8,6%) e Campania (8,4%). Al Nord tutte le regioni sono sotto la media, con il minimo in Lombardia (2,7%), Piemonte (2,8%) e Veneto (2,9%).
Al Centro l’Umbria, che con l’8,9% raggiunge quasi il doppio della media nazionale, mentre la Toscana è la regione centrale con l’incidenza più bassa (3,6%).







