Nel corso della settimana si è tenuto a Bruxelles, l’evento di punta della Commissione europea sulle politiche per l’occupazione e i diritti sociali, una delle piattaforme di confronto più importanti nel calendario dell’UE per plasmare l’agenda sociale europea. Giunto alla quarta edizione, ha raccolto oltre 1000 partecipanti in loco e diverse migliaia online.
Nel corso della due giorni di lavori decisori, esperti, rappresentanti del partenariato e della società civile, hanno discusso di come diritti sociali forti possono rafforzare il potere delle persone, soprattutto, in tempi di cambiamento e al contempo sostenere la competitività a lungo termine dell’UE.
L’evento ha ospitato dibattiti politici di alto livello, sessioni di tavole rotonde, e dialoghi a tu per tu con alti rappresentanti delle istituzioni degli Stati membri e dell’UE. Le discussioni si sono concentrate sulla trasformazione delle politiche in pratica: combattere la povertà, rafforzare le competenze, sostenere la mobilità equa del lavoro e garantire la protezione sociale lungo tutto il corso della vita.
Sono intervenute la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, la vicepresidente esecutiva Roxana Minzatu, commissaria al lavoro e competenze, che nei loro interventi si sono concentrate sul ruolo che un’Europa sociale forte può svolgere a sostegno della prosperità, competitività e resilienza.
Von der Leyen ha ricordato che il ruolo dell’economia è di “essere al servizio delle persone e non viceversa” e che “competitività e qualità del lavoro sono due facce della stessa medaglia” non competendo, ma sostenendosi a vicenda.
Minzatu è intervenuta nel dialogo sulle politiche giovanili incentrato sul costo della vita e difficoltà di piena partecipazione alla vita economica dei giovani, evidenziando che “le politiche europee devono essere a prova di futuro per tenere in vita il nostro modello sociale”.
Enrico Letta ha riflettuto sul legame tra integrazione economica, competitività e coesione sociale sulla scia del rapporto sul rafforzamento del mercato interno realizzato per la presidente von der Leyen (2024).
Le 12 sessioni parallele hanno affrontato temi che vanno dalla qualità dei posti di lavoro e la mobilità dei lavoratori equa alla riduzione della povertà e al patto per le competenze. Sono stati tutti fondamentali nell’avviare dialoghi su come “mantenere il modello sociale europeo, restando competitivi sulla scena globale, una delle sfide principali dell’Europa” come ha dichiarato Mario Nava a evento concluso.
Un dibattito di alto livello, con le parti sociali, ha esplorato le modalità di creazione di posti di lavoro di qualità in un’economia in rapido cambiamento e le politiche necessarie per una mobilità del lavoro equa nell’UE. Tra i partecipanti Li Andersson, presidente della commissione occupazione del Parlamento europeo, Esther Lynch, segretaria generale della Confederazione europea dei sindacati (ETUC), Markus Beyrer, Direttore di BusinessEurope, Alice Burks, Direttrice a Deel, e Menno Bart, responsabile della ctor of People Success, Deel
Menno Bart, responsabile promozione delle politiche nel Gruppo Adecco. Dalla discussione è emerso che competitività e qualità del lavoro possono sostenersi se si è aperti su cosa si intenda esattamente con lavoro di qualità (in attesa del Quality Jobs Act annunciato dalla vicepresidente Minzatu). Le imprese hanno chiesto di non limitare, bensì abbracciare la flessibilità per tutti, e i sindacati hanno ribadito che questa flessibilità deve essere abbinata all’accesso a un’adeguata protezione sociale per tutti.
Nel complesso i partecipanti hanno concordato sull’assunto che la migliore garanzia di lavori di qualità è un forte investimento nelle competenze, da parte del pubblico e del privato. Quanto alla semplificazione, le imprese hanno affermato che non servono nuove regole per migliorare la mobilità del lavoro nel mercato unico né per garantire la qualità del lavoro, ma semplicemente occorre migliorare l’applicazione di quelle esistenti (per esempio rafforzando l’azione dell’autorità europea del lavoro).
Nella sessione dedicata all’aumento della ricchezza negli Stati membri e alla sua iniqua distribuzione, sono stati toccati temi quali l’inversione delle fortune, i danni sociali, politici ed ecologici della ricchezza estrema e il potere delle élite. Nell’esplorare il panorama in evoluzione delle città, distinguendo la ricchezza produttiva e improduttiva, gli esperti intervenuti hanno individuato l’abitazione come strumento significativo per l’accumulo di ricchezza e segnalato l’importanza di ripensare la distribuzione della ricchezza per il futuro della nostra società.
La discussione a tu per tu tra Mario Nava e Sanna Marin, ex primo ministro della Finlandia, ha affrontato il tema dell’investimento nelle persone come migliore risposta alle rapide trasformazioni portate nel lavoro e nella società dall’intelligenza artificiale e dalla digitalizzazione. Marin ha fatto riferimento all’approccio della Finlandia all’apprendimento permanente, che comprende un’istruzione inclusiva nella prima infanzia, una solida formazione degli insegnanti e un sistema professionale rivolto sia ai giovani che agli adulti. L’ex premier ha sottolineato la necessità di politiche lungimiranti in materia di intelligenza artificiale, migrazione e inclusione sociale. Sebbene l’IA stia cambiando il mercato del lavoro, le competenze umane, come l’empatia e la creatività, rimangono insostituibili. Ha inoltre sottolineato come una migrazione mirata ed equa sia essenziale per mantenere adeguata la forza lavoro europea. In relazione alla povertà, Marin ha ribadito come la povertà richieda un approccio integrato, come quello adottato dal modello finlandese “Housing First”.
Nella seconda giornata, Ylva Johansson, presidente del Comitato di alto livello per le competenze in Europa, già commissaria europea per le competenze, ha sottolineato come l’istruzione e la formazione possano adattarsi rapidamente per soddisfare le esigenze aziendali a livello globale e le competenze siano uno strumento fondamentale a sostegno della competitività. La CEO della Fondazione LEGO, Sidsel Maria Kristensen, ha dissertato sul ruolo del gioco nell’apprendimento permanente, e sull’importanza di investire nei bambini sin nelle prime fasi della vita, per rompere il ciclo dello svantaggio, tenuto conto del fatto che il 90% dello sviluppo della persona avviene nei primi cinque anni.
Per maggiori dettagli sull’evento è possibile consultare il sito della Commissione europea: https://employment-social-affairs.ec.europa.eu/european-employment-and-social-rights-forum_enhttps://employment-social-affairs.ec.europa.eu/european-employment-and-social-rights-forum_en







