Home Centro studi Studi e ricerche resto del mondo CDC. Dinamiche demografiche e calo iscrizioni

CDC. Dinamiche demografiche e calo iscrizioni

“Un tema di crescente rilevanza per i lavoratori autonomi ordinistici riguarda le prospettive evolutive dei mercati professionali di riferimento e la loro attrattività
nel medio-lungo periodo. I dati delle Casse di Previdenza evidenziano negli ultimi anni un tendenziale calo delle nuove iscrizioni. Si osserva sempre più frequentemente un ‘calo di vocazione’ che interessa, in misura variabile, le diverse categorie delle professioni ordinistiche”. E’ quanto si legge nell’abstract dell’ultima pubblicazione del Centro studi della Cassa di previdenza presieduta da Ferdinando Boccia.

Le ragioni sono molteplici, correlate alle evoluzioni nel mercato del lavoro e dei bisogni che le singole professioni vanno a soddisfare oltre che all’impatto delle
nuove tecnologie sulle modalità lavorative. In termini quantitativi e prospettici i principali indicatori di cui bisogna tener conto sono le dinamiche demografiche
e le tendenze nei percorsi di istruzione universitaria: come noto l’iscrizione alla Cassa di Previdenza segue l’iscrizione all’Ordine professionale di appartenenza
che a sua volta richiede un percorso di studi composito che può prevedere un (eventuale) periodo di praticantato post lauream ed il successivo superamento
di un esame di Stato.

Ragionando a medio-lungo termine non si può non tener conto delle recenti stime ISTAT che prevedono entro il 2034 un calo degli studenti di oltre un milione nel ciclo dall’infanzia alle superiori, la cui conseguenza nei successivi quindici anni sarà un calo delle matricole di circa il 40%.

È chiaro che queste proiezioni non possono essere ignorate nelle stime dai gestori delle Casse di Previdenza dei Liberi Professionisti, i quali, con stretta
periodicità debbono sviluppare proiezioni economico finanziarie con orizzonte 50-ennale, volte a garantire la stabilità prospettica dell’Ente a tutela del mantenimento degli impegni assistenziali e pensionistici di tutti i professionisti iscritti.

Importanza dei futuri ingressi negli schemi previdenziali PAYG

Il sistema di finanziamento delle Casse di Previdenza privatizzate è di tipo a ripartizione (Pay As You Go) così come ereditato nel ’95 dal sistema pubblico,
per cui i contributi previdenziali versati dai lavoratori attivi vengono utilizzati (ripartiti) dall’Ente per la corresponsione delle rendite ai pensionati in essere.

Dalla definizione si deduce come tale metodo possa sostenersi grazie al patto intergenerazionale per cui in ciascuna epoca il nuovo iscritto vede impiegare i
propri versamenti per il pagamento delle rendite pensionistiche in essere, nell’auspicio che la propria quiescenza possa poi essere sostenuta dai futuri
iscritti.

Nel Quaderno n.1 del Centro Studi della Cassa Dottori Commercialisti (CDC) sono state approfondite le caratteristiche peculiari delle Casse di Previdenza dei
liberi professionisti il cui ciclo di vita prevede una situazione demografica iniziale favorevole seguita da un andamento temporale finanziariamente negativo a
causa della chiara impossibilità di una crescita esponenziale di nuovi ingressi sufficiente alla copertura della gobba demografica in essere.

Inquadrare il meccanismo di finanziamento con cui si opera è di fondamentale importanza poiché ciascuno di essi necessita di stime e considerazioni distinte.
In particolare, nel finanziamento a capitalizzazione le variabili principali sono legate all’analisi rischio/rendimento degli impieghi (rischio di tipo finanziario), mentre il finanziamento a ripartizione richiede piuttosto un’accurata analisi della struttura evolutiva per età degli iscritti (rischio di tipo demografico) con partico
lare riferimento alla capacità del sistema di alimentarsi con i contributi dei futuri lavoratori aderenti.

Pertanto, operando di fatto in un sistema di finanziamento misto, con componente sia a ripartizione che a capitalizzazione, la sostenibilità delle Casse dei liberi professionisti dovrà essere supportata da un mix sia della componente demografica (in termini di attrattività prospettica della professione e dei
conseguenti futuri ingressi), sia da una oculata e prudente gestione degli investimenti del patrimonio legati alla componente Funded.

Lo sviluppo demografico incide direttamente sul valore del Patrimonio posto a garanzia della sostenibilità finanziaria. Uno scenario potenziale (avverso) è rappresentato da una contrazione permanente delle nuove iscrizioni che, combinata col fisiologico incremento del numero dei pensionati, può provocare una contrazione del Patrimonio. Quest’ultimo, sebbene sostenuto dai propri rendimenti, non può che tendere verso lo zero nel caso venga a mancare il numero minimo dei nuovi flussi contributivi indispensabili per sostenere le sempre crescenti uscite pensionistiche.

Mentre risulta semplice quantificare le necessità finanziarie attese per prestazioni previdenziali, appare invece molto più complesso prevedere, anche nel breve-medio periodo, i futuri iscritti all’Ente.

Per leggere tutto l’interessante studio elaborato dal centro studi della Cassa cliccare su Centro Studi CDC – Quaderno 4/2025