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Le attività EurelPro sul tema della salute mentale dei liberi professionisti e pensioni di invalidità

Il comitato EurelPro ha concluso le discussioni sulla salute mentale dei liberi professionisti in relazione alle pensioni di invalidità. Nel corso dell’anno i membri hanno esaminato il rapporto tra salute mentale e pensioni di invalidità per i liberi professionisti in diversi paesi europei, concentrandosi sulle procedure e sui criteri di valutazione.

Le discussioni hanno evidenziato sia analogie — come il ruolo centrale delle valutazioni mediche — sia notevoli differenze nazionali nel modo in cui viene determinata l’incapacità lavorativa. I disturbi di salute mentale sono formalmente riconosciuti ma rimangono difficili da valutare, il che spesso porta a decisioni caute e a ripetute revisioni mediche piuttosto che all’assegnazione di pensioni di invalidità permanenti. La mancanza di misure strutturate di reinserimento, come la riqualificazione professionale, è stata identificata come una lacuna comune a più paesi.

Nel complesso, la scarsità di dati, unita allo stigma e alle preoccupazioni relative alla privacy, impedisce di trarre conclusioni chiare sulla misura in cui la salute mentale sia alla base delle richieste di pensione di invalidità da parte dei liberi professionisti. Al tempo stesso non consente di valutare se sia aumentata nel tempo la richiesta di pensione di invalidità per motivi di salute mentale (per esempio, tra il periodo pre- e post Covid19).

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