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Il Parlamento europeo ridisegna il PEPP: la Commissione EMPL si schiera a tutela di risparmiatori e lavoratori

 

Prosegue a Bruxelles il negoziato sull’aggiornamento del PEPP (prodotto pensionistico individuale europeo). La Commissione per l’occupazione e gli affari sociali (EMPL) del parlamento europeo ha infatti presentato il suo progetto di parere sulla proposta di revisione del regolamento UE 2019/1238. 

L’analisi degli emendamenti proposti dai deputati traccia una linea politica molto chiara: la finanza deve mettersi al servizio della protezione sociale. Mentre le commissioni parlamentari più orientate ai mercati finanziari guardano alla competitività dei fornitori di servizi e all’efficienza dei capitali, la Commissione EMPL ha scelto di intervenire sul testo con l’obiettivo prioritario di blindare i diritti dei cittadini e mitigare i rischi per i risparmiatori. Dall’esame delle proposte di modifica emergono cinque tendenze prioritarie destinate a condizionare il dibattito legislativo.

 

Il primo pilastro degli emendamenti riguarda la sicurezza dei capitali. I deputati chiedono un forte rafforzamento dei vincoli di trasparenza su costi e commissioni, sollecitando tetti massimi più stringenti alle spese di gestione, in particolare per la versione base del PEPP. La priorità è evitare che i rendimenti futuri vengano erosi da commissioni nascoste, introducendo al contempo formule e meccanismi di mitigazione del rischio altamente affidabili che assicurino il recupero del capitale investito, proteggendo i risparmiatori dalla volatilità dei mercati.

 

La seconda priorità della Commissione EMPL è assicurare un modello previdenziale inclusivo e accessibile. Le modifiche proposte puntano a rendere il prodotto conveniente anche per le fasce tradizionalmente più vulnerabili del mercato del lavoro, come i giovani, i lavoratori a basso reddito, chi ha carriere frammentate e le donne, queste ultime spesso penalizzate da divari pensionistici di genere. Viene inoltre richiesto un potenziamento della portabilità effettiva del PEPP, affinché i lavoratori che si spostano da uno Stato membro all’altro possano trasferire la propria posizione pensionistica senza subire costi eccessivi.

 

Un ulteriore punto fermo ribadito dagli emendamenti è la natura complementare del prodotto. Per la Commissione parlamentare gli strumenti individuali non devono in alcun modo sostituire o indebolire i sistemi pensionistici pubblici e professionali esistenti a livello nazionale, che rimangono l’asse portante del welfare europeo. Per garantire questo equilibrio, i parlamentari europei propongono un maggiore coinvolgimento delle parti sociali e dei sindacati nel monitoraggio del PEPP, oltre all’obbligo di una consulenza indipendente e standardizzata che permetta ai cittadini di comprendere appieno le implicazioni a lungo termine dei loro investimenti.

Infine, si nota una forte attenzione ai criteri ESG (sostenibilità sociale, ambientale e di governance). I deputati chiedono che i capitali accumulati nei fondi non siano investiti alla cieca, ma vengano orientati verso attività economiche rispettose dei diritti dei lavoratori, con standard occupazionali dignitosi e che favoriscono la transizione ecologica equa.

Questo progetto di parere apre una fase di negoziato intensa. La sfida è nel trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza di creare un mercato dei capitali europeo attraente per i gestori finanziari e garantire una vecchiaia serena e protetta per milioni di lavoratori europei.

Per consultare il progetto di parere cliccare qui

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