Occupazione. Oliveti: “Le Casse erogano un welfare professionale per sostenere attività degli iscritti”. I Presidenti Sacconi e Damiano ad AdEPP dichiarano che….

Occupazione con il segno più, a sostenerlo i dati pubblicati dall’Istat nei giorni scorsi che sottolineano come la buona notizia arriva soprattutto dal mondo femminile. Sono le donne, secondo l’Istituto di ricerca, ad avere la meglio sul resto dei lavoratori, uomini e giovani. Con qualche se e qualche ma.

Sono le dipendenti a registrare un aumento, infatti, mentre restano al palo le lavoratrici autonome e gli over 50. Una realtà che le Casse di previdenza conoscono bene visto che da tempo denunciano il calo dei redditi e del lavoro per i liberi professionisti .

Eppure proprio lo sviluppo del lavoro è la chiave di volta. “Il lavoro – ha sottolineato il presidente dell’AdEPP, Alberto  Oliveti, in una recente intervista a Il Sole 24 Ore – è legato a doppio filo ai flussi contributivi e ciò ci spinge a investire parte del nostro patrimonio sul lavoro. Cerchiamo di fare un welfare professionale sostenendo l’attività degli iscritti, con incentivi alla formazione o aiuti all’avvio alla professione”.

Sui dati Istat interviene anche il Presidente della Commissione lavoro del Senato, Maurizio Sacconi, che ad AdEPP dichiara: “I lavoratori indipendenti diminuiscono sotto il peso dell’oppressione fiscale, di uno squilibrio tra offerta e domanda di prestazioni autonome, di una regolazione del confine con il lavoro subordinato ideologicamente rigida. Dobbiamo al contrario promuovere l’autoimpiego a partire dalla ripresa delle attività professionali organizzate in ordini e collegi perché, in quanto tali, offrono garanzie di terzietà e quindi di contemporanea tutela delle esigenze del cliente e dell’interesse generale”.

“A questo scopo  – continua nella nostra intervista il Presidente Sacconi – occorre consolidare e non indebolire l’assetto ordinistico riconoscendo, tra l’altro, la ragione per cui le professioni in esso collocate possono svolgere in sussidiarietà funzioni di interesse pubblico. Essenziale è inoltre la disciplina dell’equo compenso affinché venga quanto prima bloccata la concorrenza al ribasso che penalizza in primo luogo gli utenti. La responsabilità civile deve prescriversi entro una data certa calcolata dal momento della prestazione. Fondamentale sarà l’investimento nelle competenze da parte dei singoli professionisti, degli ordini e delle stesse Casse che in quanto erogatrici di prestazioni di welfare non possono in primo luogo non dedicarsi a garantire la continua capacità reddituale degli iscritti.”

Ed infatti, per restare sui numeri,  gli investimenti sul welfare degli Enti associati all’AdEPP superano i 500milioni di euro all’anno, cifra destinata a salire così come aumentano gli ambiti di intervento. Cassa Forense, ad esempio,  oltre a triplicare gli investimenti nel welfare, ha in programma per i giovani nuovi bandi per l’acquisto di strumenti informatici e il sostegno ai neogenitori.

La spesa per il welfare cresce anche per la Cassa dei dottori commercialisti che “pensa” ad un welfare più strategico a sostegno di tutto il percorso lavorativo dei propri iscritti.

E poi c’è l’Enpam che ha aperto “le porte” della Cassa di previdenza anche ai futuri laureati medici ed odontoiatri che potranno così usufruire delle azioni di welfare ed assistenza riservate, fino ad ora, ai colleghi già inseriti nel mercato del lavoro.

Conclude il nostro focus il Presidente della Commissione lavoro della Camera, Cesare Damiano, che ai nostri microfoni punta il dito contro una occupazione “altalenante”.

“I dati dell’ISTAT confermano l’andamento altalenante dell’occupazione: il recupero di giugno (+23.000) compensa parzialmente il calo del mese precedente (-53.000) – sottolinea il Presidente Damiano – A giugno le cose migliorano con un risicato +0,1% della stima degli occupati, ma quello che ci interessa è una lettura qualitativa dei dati. In essa si evidenzia il fatto che crescono i contratti a termine e rimangono stabili quelli a tempo indeterminato. E’ evidente che il meccanismo del Jobs Act non ha funzionato e va corretto”.

E Damiano conclude: “Per fortuna il Viceministro Morando ha annunciato che nella prossima legge di Bilancio saranno stanziate risorse per incentivare stabilmente l’occupazione dei giovani: finalmente si dice basta agli incentivi a spot che drogano il mercato del lavoro, come e’ stato fatto nel 2015 con il Jobs Act”.