Ocse, un giovane su tre non lavora

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In Italia la disoccupazione giovanile ha raggiunto il suo picco nel marzo 2012, al 35,9%, pari a 534 mila senza lavoro tra i 15 e i 24 anni. E non va meglio alla Francia e alla Spagna, tantomeno alla Grecia che ha oltrepassato il 50%.Nell’insieme dell’eurozona, sempre secondo i dati diffusi dall’Ocse, il tasso di disoccupazione giovanile per marzo 2012 è stato del 22,1%, pari a 3,345 milioni di giovani senza lavoro. Nell’Unione europea a 27, è stato del 22,6%, pari a oltre 5 milioni e mezzo di giovani disoccupati. In entrambi i casi si tratta del dato più elevato dall’inizio della crisi, quattro anni fa.

Complessivamente nei paesi industrializzati ci sono quasi 11 milioni di giovani senza lavoro, con un tasso di disoccupazione giovanile nella fascia 15-25 anni del 17,1%. I dati – sottolinea l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico – mostrano un radicale aggravamento della situazione legato alla crisi, con casi come la Spagna dove la disoccupazione giovanile è passata dal 17,4% al 51,1%, mentre in Francia, Regno Unito, Italia, Svezia, Polonia e Irlanda oltre un giovane su cinque è privo di occupazione.

I Governi devono affrontare questi problemi economici e sociali con azioni decisive e concrete”, ha dichiarato il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, “il mio messaggio ai ministri del G20 è che esistono maniere efficienti dal punto di vista dei costi di far crescere le prospettive occupazionali dei giovani e che ogni strategia di consolidamento fiscale deve essere intelligente, favorire la crescita e preoccuparsi delle generazioni future; proponiamo azioni concrete e investimenti nella formazione dei giovani per offrire loro la speranza in un futuro migliore”.