Confindustria: “Oltre la disoccupazione il problema in Italia è il credit crunch”

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Nel nostro Paese esiste un gap che si chiama “accesso al credito”. E’ quanto emerge dagli studi di Confindustria che  anche sull’occupazione “da i numeri”. A maggio  le persone in cerca di lavoro erano 3 milioni 140mila, il 12,2% della forza lavoro (+0,2 punti su aprile). Secondo la ricerca di viale dell’Astronomia diminuiscono ancora gli occupati: -27mila sul mese precedente (-0,1%), -387mila su un anno prima (-1,7%). Il calo proseguirà: le attese delle imprese sull’occupazione nel trimestre in corso sono ancora negative, sui livelli di fine 2009.

Eppure qualche spiraglio c’è. Ordini ed esportazioni stanno confermando l’attenuazione della recessione nell’industria italiana”, anche se molti problemi restano a partire proprio da quello del credit crunch. Nell’analisi del Centro studi di Confindustria si evidenzia che “la produzione ha smesso di scendere, anche se rimane molto bassa e lontana dai livelli pre-crisi; è invece ancora in contrazione l’attività dei servizi e dell’edilizia”. Un “fondamentale ostacolo al rilancio” è però “la restrizione dei prestiti alle imprese, sia nei volumi (in forte calo anche in maggio) sia nei tassi; questa morsa può essere attenuata dalle recenti misure della Banca Centrale Europea e dalla rapida esecuzione e dall’ampliamento dei pagamenti degli arretrati della pubblica amministrazione”.

L’anticipatore Ocse, ricorda comunque Confindustria, “indica una svolta dell’economia del Paese al più tardi nel prossimo autunno: il cambiamento di rotta è favorito dal contesto internazionale più dinamico, grazie alle conferme di ripresa negli Usa, alla ripartenza del Giappone e al robusto apporto all’incremento della domanda mondiale da parte dei Paesi emergenti, nonostante il rallentamento dei Bric”.