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100 anni di INPGI. Una storia che parla da sola

โ€œ100 anni di Inpgi. Una storia che parla da sola e che oggi, in un mercato che definire in crisi sembra quasi riduttivo perchรฉ la trasformazione e il percorso di riforma รจ talmente ampio e inarrestabile che va oltre la parola stessa, รจ ancora piรน densa di significato. Unicum, cosรฌ si potrebbe definire il ruolo dellโ€™Istituto nel Sistema e che ancora oggi resta tale. E se giร  negli anni โ€™20 rappresentava il fiore allโ€™occhiello in termini di sistema e di attenzione sociale omnicomprensivo ed autofinanziato, oggi lโ€™Inpgi ha una protezione che si sviluppa a 360 gradi con gli ammortizzatori sociali classici, cassa integrazione, disoccupazione,ย  copertura infortuni professionali edย  extra professionali,ย  la malattia ovviamente, una serie di altre funzioni che sostanzialmente sommano quelle di Inps ed Inailโ€.

Inizia cosรฌ la โ€œchiacchierataโ€ con Andrea Camporese, presidente dellโ€™Adepp e dellโ€™Inpgi, nella quale si toccherร  ilย  mondo dei giornalisti sfiorando lโ€™Europa, tema caro a Camporese ma soprattutto di grande attualitร  perchรฉ รจ proprio dallโ€™Europa che arrivano gli imput e le opportunitร  che, sostiene il Presidente, โ€œandrebbero colte. Bisognerebbe che le persone avessero la voglia e il coraggio di provarciโ€.

I dati ci dicono che la realtร  sta cambiando, รจ giร  cambiata,ย  quindi si parla di una gestione separata che diventa quasi una gestione principale, per numeri e per situazioni. Lโ€™Inpgi sta riflettendo su questa nuova realtร , sta pensando ad un welfare che possa rivolgersi anche ad una categoria cosรฌ importante?

Sicuramente si. Il ragionamento sulle protezioni sociali della gestione separata รจ un ragionamento che si รจ sviluppato nel tempo ma che necessita di ulteriori passi perchรฉ il sostegno in essere che riguarda la maternitร  piuttosto che alcune funzioni diciamo di base non รจ sufficiente. E soprattutto non esiste una forma di welfare specifico per il lavoro giornalistico non dipendente. Forma di welfare specifico che invece si รจ sviluppata in altre casse, in altre categorie laddove esiste solo la figura del libero professionista.ย  Noi invece siamo stati sempre un ibrido tra lavoratori dipendenti, liberi professionisti a partita iva, co.co.co. e personeย  che stanno in mezzo ossia che hanno un periodo di lavoro a termine, poi dipendente, poi di nuovo a termine. Una realtร  molto composita,ย  che anche a causa della crisi si รจ sviluppata portando ad una crescita molto rilevante della gestione separata e dei suoi iscritti. Quindi noi dobbiamo pensare, e lo faremo e lo stiamo facendo insieme ai rappresentanti eletti nella gestione separata, alla possibilitร  di ampliare le tuteleย  visto che il quadro normativo generale lo permette. La norma incardinata dallโ€™allora Ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, che da la possibilitร  di utilizzareย  quota parte del contributo integrativo, una remunerazione dei montanti che oggi รจ legata allโ€™andamento quinquennale del Pil e quindi molto bassa mentre i patrimoni rendono molto di piรน, la plusvalenza che ne deriva potrebbe essere in parte utilizzata โ€ฆ tutto questo puรฒ concorrere a creare un welfare piรน allargato. Ma al di la delle masse economiche che vanno confrontate con le norme cโ€™รจ un ragionamento culturale di fondo.ย  Ossia, come noi possiamo rendere piรน sicuri e piรน competitivi i giornalisti che non lavoranoย  dentro strutture redazionali come dipendenti?ย  E In questo quadro, perรฒ,ย  la domanda centrale รจ non solo che cosa possiamo dare ma cosa serva. Allora cโ€™รจ un versante di tutela sociale che secondo me รจ focalizzato soprattutto sul tema sanitario. Ormai la copertura del rischio sanitario per un giornalista รจ molto importanteย  perchรฉย  รจ anche una forma di copertura economica indiretta, nel senso che il pubblico dร  una copertura universale ma se pensiamo alle prestazione odontoiatriche o ai ticket sulle visite specialistiche รจ indubbio che spesso si devono spendere soldi. La Casagit ha giร  avviato un percorso di trasformazione e di avvicinamento ad una realtร  che รจ cambiata,ย  ma tanti ancora non riescono ad accedervi , non possono, non vogliono, non lo so, ma siamo distanti da una copertura ad omnia del lavoro sia dipendente sia non. Lโ€™altro grande versante รจ quello professionale. Sicuramente cโ€™รจ il tema della permanenza nel mercato che non puรฒ essere assistenza tout court ma aiuto a competere e comprendere. รˆ importanteย  la formazione? Quale? Cโ€™รจ unโ€™offerta formativa molto grande ma in realtร  la formazione รจ ormai efficace ed efficiente se รจ estremamente mirata allโ€™obiettivo lavoro, legata ai gap lavorativi. Ma cosa significa, ad esempio, per un collega di 50 anni che esce da una redazione ricollocarsi? Dove e soprattutto come? Facciamo lโ€™esempio del web. Se 5, 6, 7, 8 anni fa si diceva โ€œรจ importante fare un corso sul giornalismo sul web perchรฉ รจ la frontiera futuraโ€ oggi siamo molto oltre.ย  Quale web? Quale parte? Con quale specifica professionalitร ? Bisogna andare molto nel profondo e quindi serve anche una formazione molto mirata. E piรน รจ mirata e piรน รจ in grado di conoscere, anticipare il mercato, bisogna formare persone corrispondenti il piรน possibile alla richiesta che questo fa.

Il problema รจ come far ripartire un mercato che รจ in forte depressione

Abbiamo qualche elemento positivo,ย  gli incentivi messi in campo con il fondo per lโ€™editoria della Presidenza del Consiglio stanno producendo effetti: tra la fine dellโ€™anno scorso e lโ€™inizio di questโ€™anno sono stati oltre 200 i nuovi contrattiย  di lavoro, quasi tutti a tempo indeterminato,ย  questa linea deve andare avanti.ย  La speranza รจ che lโ€™unione tra un ciclo economico che ricomincia a crescere seppur non inย  modo enorme,ย  gli sgravi contributivi messiย  in campo e la possibilitร  da parte delle aziende di riprendere un ragionamento su un prodotto incentrato sullโ€™innovazione, porti ad una stimolazione del mercato. Io sono cautamente positivo. Certamente perรฒย  non credo che torneremo ad avere il lavoro dipendente come elemento sostanziale e modello unico del lavoro giornalistico.

Cโ€™รจ anche il tema del riconoscimento del lavoro degli uffici stampa

Cโ€™รจ il tema degli uffici stampa non solo pubblici ma anche privati. Su quelli pubblici cโ€™รจ la legge 150 mai applicata, ma al di lร  della legge in ambito previdenziale chiunque svolga lโ€™attivitร  di addetto stampa nel pubblico deve essere iscritto allโ€™Inpgi. Noi negli anni abbiamo verificato tutto questo nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni e siamo arrivati ad avere quasi 2mila giornalisti dipendenti pubblici iscritti allโ€™Istituto al di lร  del contratto applicato. Nellโ€™ambito privato invece cโ€™รจ ancora secondo me molto da fare perchรฉ noi abbiamo verificato che ci sono colleghi che lavorano in uffici stampa privati, anche con redditi non banali,ย  che spesso non risultano iscritti allโ€™Inpgi. Questi avrebbero lโ€™obbligo diย  farlo. Siccome da parte del datore di lavoro non cโ€™รจ una convenienza ad essere iscritti allโ€™Inps o allโ€™Inpgi , anziย  cโ€™รจ una leggera convenienza ad essere iscritti allโ€™Inpgi ,si tratta di incardinare anche lรฌ una cultura previdenziale corretta.

In Europa, grazie anche al lavoro costante dellโ€™AdEPP che ha partecipato al tavolo tecnico sullโ€™Action Plan for Entrepreneurship 2014-2020, si รจ parlato molto di liberi professionisti.ย  Formazione continua,ย  Erasmus delle professioni, la tessera professionale che sancisce laย  libera circolazione delle idee,ย  i liberi professionisti equiparati alle Pmi e quindi degni di accedere al credito e a quel sostegno finora negato, bandi studiati ad hoc o aperti a categorie finora ignorate, sono solo alcuni degli obiettivi raggiunti. Se prendiamo perรฒ in esame la categoria dei giornalisti che cosa si deve ancora fare e che cosa inveceย  รจ stato fatto?

Lโ€™Europa va verso gli studi professionali, ne finanzia lโ€™apertura, la fusione , lโ€™ampliamento. Vede in questa tipologia di approccio al mercato, che ripetoย  nelle altre professioni รจ assolutamente consolidata e normale, una delle principali forme di accesso. Ovviamente non esclude che il singolo professionista a partita iva giochi nel mercato globale, perรฒ io credo che i giornalisti dovrebbero ragionare sul fatto che lโ€™unitร  fa la forza, che uno studio professionale puรฒ avere piรน capacitร  di stare sul mercato,ย  di competere, di rafforzarsi. Ecco la categoria dei giornalisti proprio per formazione storica รจ la categoria che ha percorso meno il tema degli studi professionali. Potremmo dilungarci molto sul perchรฉ di tutto questo ma ripeto ci sono delle motivazioni implicite al mercato giornalistico, di tipologia professionaleย  e anche culturali. Ci sono alcune esperienze messe in campo in questi anni interessanti che hanno avuto forza e futuro. Se prima cโ€™era il vecchio modello della cooperativa che serviva per fare un prodotto, oggi ci dovrebbe esser il modello dello studio che รจ una forma di cooperazione, non per fare un prodotto ma per stare sul mercato a 360 gradi.. รˆ pur vero che lโ€™offerta di mercato in abito giornalistico รจ stata negli anni sempre compressa, non รจ mai stata aperta. Oggi soprattutto grazie allโ€™informazione digitale tutto รจ possibile perรฒ noi partiamo con un gap storico. Bisognerebbe che le persone avessero la voglia e il coraggio di provarci cosa non semplice. Entrarci richiede una crescita della cultura di accesso a questi fondi, tema non banale, che comporta oltre ad un interesse una formazione specifica indirizzata ad imparare a trovare e a fare un bando. Anche se i nuovi giornalisti hanno una familiaritร  non solo con le nuove tecnologie ma con le lingue, con una visione piรน ampia del mercato che puรฒ essere uno strumento e un valore, si trovano di fronte colleghi che sono piรน avanti. Lโ€™evoluzione del mercato giornalistico in Francia e in Germania negli ultimi anni, nel bene e nel male, si รจ spostata sempre di piรน verso il lavoro non dipendente. In alcuni casi travolgendo il contratto nazionale del lavoro. Noi invece abbiamo questo presidio importante che resta valido ma a fianco dobbiamo pensare ad un cambiamento di prospettive. Fornire strumenti, informazioni e sperare che ci sia anche una consapevolezza culturale che porti da quella parte.

Qui si torna al ruolo dellโ€™Inpgiย  che in questi anni รจ cambiato. Da Ente erogatore di pensione e prestazioni a sostenitoreย  di un welfare allargato, fino a fare da ponte tra gli ordini, il sindacato, lโ€™Europa e i propri iscritti

Nei limiti della propria funzione. Sul tema Europa noi cercheremo tramite il nostro centro studi di fornire ai presidi regionali, al sindacato nella sua articolazione, allโ€™Ordine,ย  le maggiori informazioni possibili e quindi fare da volano e da moltiplicatore anche per gli altri presidi istituzionali di categoria. Lโ€™Inpgi resta un enorme osservatorio sullโ€™andamento del mercato del lavoro giornalistico perchรฉ di qua passano i dati previdenziali, lavorativi, occupazionali e reddituali. Lโ€™osservatorio รจ talmente profondo e preciso che puรฒ essere un tramite per sollecitareย  a mettere in campo ragionamenti e prospettiveย  che poi vengano colte dai vari soggetti interessati, sia il sindacato sia lโ€™Ordine sia la Casagit. Noi possiamo avere un ruolo, cerchiamo di averlo giร  oggi, e possiamo averlo in prospettiva, di sistema, di visione, di sguardo lungo. Non si puรฒ pensare che, in questo nuovo mondo, viviamo le contribuzioni in forma passiva perchรฉ questo significa non assolvere al compito di tutela di una categoria capendo anche dove stiamo andando.

Una platea cosรฌ variegata, formata da lavoro dipendente,ย  co.coc.co, liberi professionisti, 15mila iscritti ad entrambe le gestioni,ย  giornalisti che stanno un poโ€™ di qua e un poโ€™ di la perchรฉ hanno un lavoro discontinuo,ย  che cosa comporta per lโ€™Inpgi?

Negli ultimi anni abbiamo vissuto un forte squilibrio tra ciรฒ che incassiamo per via contrattuale e ciรฒ che spendiamo in termini di prestazioni,ย  di ammortizzazione sociale, di contribuzione figurativa ecc. eccc. Questo squilibrio รจ stato profondo, noi lo abbiamo coperto con il rendimento del nostro patrimonio, lo abbiamo fatto orgogliosi di farlo perchรฉ gli ammortizzatori sociali funzionano soprattutto quando cโ€™รจ bisogno e quindi รจ giusto cercare di dare il massimo. Allo stesso tempo nel mondo che abbiamo descritto fino ad ora questi strumenti sono strumenti di antichissima dataย  e guarda caso nel pubblico, che noi non dobbiamo necessariamente replicare, ci sono trasformazioni in atto profonde, il jobs act maย  non solo, tutto il sistema di ammortizzazione, lโ€™Aspi,ย  la mini Apsi, tutta una serie di decisioni prese o riflessioni in corso anche sulla flessibilitร , sullโ€™andata in pensione prima o dopo, tutto il Sistema generale va verso un profondo ripensamento e riflessione che coinvolge anche lโ€™evoluzione del mercato del lavoro.ย  Che questi strumenti siano preziosi รจ indubbio, che debba rimanere una copertura sociale altrettanto, cโ€™รจ uno squilibrio economico che ci preoccupaย  legato anche alla crisi, ma al di lร  di tutti questi elementi cโ€™รจ una riflessione sullโ€™adeguatezza di questi strumenti rispetto a ciรฒ che abbiamo di fronte.ย  Una riflessione che deve essere fatta nelle sedi opportune,ย  nel Consiglio di Amministrazione, allโ€™interno degli organiย  statutari dellโ€™Inpgi, in un confronto con le parti sociali,ย  con gli editori e con il sindacato, confronto che faremo nei prossimi mesi ma non con lโ€™idea che si debba tagliare semplicemente perchรฉ cโ€™รจ uno squilibrio economico ma con una prospettiva piรน ambiziosa ossia che si debba rendere massivamente efficiente ciรฒ che si puรฒ spendere, sempre piรน adeguata alla necessitร  delle persone. Una riflessione complicata perรฒ giusta. Ogni euro che viene speso in ammortizzatore sociale se produce la chance di trovare lavoro oltre la beneficio di sopravvivere รจ ben indirizzato. Non credo che pensare che tutto sia immutabile anche a livello di tutela sociale sia una buona idea.

Tu sei un giornalista. Se tu dovessi dare un titolo raccontando questa storia, che cosa รจ oggi e cosa sarร  domaniโ€ฆ.

Quando diciamo oggi diciamo almeno lโ€™ultimo quinquennio. Lโ€™Inpgi รจ ed รจ stato un grande strumento di protezione di una categoria che ha subito una trasformazione mostruosaย  e la protezione รจ stata talmente improntata e alta che credo che non tutti i colleghi se ne rendano conto, per vari motivi. Questa profonda trasformazione sarebbe stata drammatica se non ci fossero state le tutele dellโ€™Inpgi. Pensiamo allโ€™uscita dalle aziende diย  migliaia di persone magari forzosamente che danno ci sarebbe stato senza pre- pensionamenti e le tutele conseguenti! Lโ€™Inpgi, la storia della categoria, ha permesso di attraversare questo territorio cosรฌ difficile riducendo in modo molto rilevante le sofferenze che ci sarebbero state.ย  Nella stragrande maggioranza dei casi lโ€™Inpgi ha permesso di evitare problematiche sociali interne alla categoria enormi e questo รจ un dato di fatto. Lo ha fatto mettendo in campo i propri strumentiย  e anche molti denari. Cosa potrebbe essere,ย  cosa farร  nel futuro? Nella mia menteโ€ฆ.Credo che dovrร  mantenere una specificitร  perchรฉ questi 100 anni di vita dimostrano che la specificitร  รจ possibile, รจ preziosa e va mantenuta nellโ€™equilibrio dei conti. La specificitร  non รจ un disvalore, non รจ vero che tutte le professioni sono uguali e che tutto il lavoro รจ uguale. Mantenere la specificitร  delle eccellenze che sono anche molto migliori del Sistema pubblico e che paghiamo noi, significa anche continuare su quella impronta solidale che lโ€™Istituto ha sempre avuto molto forte e la solidarietร  non รจ necessariamente dare tutto a tutti,ย  deve essere capace di ulteriori riforme. La spinta riformatrice non va confusa con tagliare le coseย  ma รจ qualcosa di molto piรน complicato. Io credo che negli anni ci sia stata una profonda spinta riformatrice in tutti i settori non solo nelle prestazioni ma nellโ€™utilizzo del patrimonio, nelle norme interne, ecco questa capacitร  di intercettare nei tempi corretti lโ€™evoluzione della societร , del mercato del lavoro รจ molto importante perchรฉ se si arriva tardi in previdenza poi diventa molto difficile intervenire. Eโ€™ importante avere il coraggio di interrogarsi su cosa sarร  il giornalismo futuro. Se da una parte dobbiamo mantenere delle tutele specifiche perchรฉ sono tutele di libertร  e di esercizio costituzionale delle professione, e se salta questo diventa pericoloso per la qualitร  e lโ€™indipendenza della professione stessa, dallโ€™altra non puรฒ il nostro mondo considerarsi un mondo a parte. I mondi a parte sono destinati a morire,ย  bisogna, invece, ricevere le contaminazioni di una societร  che cambia, interpretarle e farle proprie nel modo piรน corretto e piรน solidale possibile.

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