Enpam. Oliveti “Nel futuro? La Casa comune del medico”

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Un bilancio Preventivo e un Pre consuntivo che non solo chiudono con un segno + ma con numeri che vanno oltre il “previsto”. Se il primo indica un avanzo di oltre 848 milioni di euro, superiore rispetto ai 727 milioni previsti dal bilancio preventivo 2018, il secondo supera le attese e presenta un risultato positivo superiore a 975,7 milioni di euro.

Dati che fotografano un Ente in salute che non intende però fermarsi. Anzi. Le sfide da affrontare, e vincere, sono chiare per il Presidente Oliveti.

Le prossime sfide che attendono l’Enpam riguardano l’espansione delle tutele di welfare garantite agli iscritti, con la crescita del Progetto Quadrifoglio. Le risorse necessarie “sono presenti all’interno del bilancio della Fondazione – ha dichiarato Oliveti – ma non sono disponibili. Dobbiamo trovare una soluzione per consentire l’ampliamento della nostra assistenza e della sicurezza, anche tramite un emendamento alla legge di Bilancio che consenta di dedicare una percentuale superiore degli attivi al sostegno della professione”.

Nel frattempo, l’Enpam il cammino verso il cambiamento lo ha già intrapreso, aprendo, ad esempio, l’iscrizione all’Ente ai giovani che frequentano il V e VI anno di Medicina.

“Mi assilla sentire i giovani rassegnati all’idea del ‘tanto io la pensione non la prenderò mai’. Oggi ho la soddisfazione  – sottolinea Oliveti – di dare prova che i giovani che fanno riferimento all’Enpam prendono prestazioni dal loro ente previdenziale prima ancora di aver lavorato. Questa è una concretizzazione fondamentale del concetto di circolarità che abbiamo voluto introdurre in Enpam. È anche in questo modo che ci adoperiamo per mantenere il patto tra le generazioni.”

E rilancia.

“Per il futuro resta l’aspirazione di creare una Casa comune del medico. Da tempo sostengo che ai fini della previdenza obbligatoria dovrebbe far premio l’essere medico piuttosto che il tipo di rapporto di lavoro instaurato. La pensione, tanto per i liberi professionisti quanto per i dipendenti, è infatti una forma di differimento del reddito che deriva dall’esercizio di una professione che è unica e quest’unicità dovrebbe riflettersi nell’avere un unico ente previdenziale per tutta la categoria”.

E ora, spazio ai numeri. Nel Bilancio di previsione 2019 si sottolinea che “le entrate contributive sono previste in moderato aumento. Contemporaneamente cresce in modo rilevante il numero degli iscritti che maturano i requisiti anagrafici della pensione. Il saldo previdenziale si attesta così a +660,7 milioni di euro, in miglioramento di 80 milioni di euro rispetto alle previsioni per il 2018 ma in contrazione dai 944,9 milioni del bilancio preconsuntivo riferito all’anno in corso”.

“Si tratta della cosiddetta gobba previdenziale – ha spiegato il presidente, Alberto Oliveti presentando il documento all’Assemblea nazionale – Quanto sta iniziando ad accadere era già previsto dal bilancio attuariale che garantisce la sostenibilità a 50 anni, e spinge verso l’alto la spesa previdenziale di tutte le gestioni dell’Enpam”.

Sempre in ambito previdenziale si sottolinea la diminuzione delle entrate contributive derivanti da ricongiunzioni e riscatti, rispettivamente in calo del 22 e 36 per cento, dovuta all’estensione dell’istituto del cumulo gratuito anche alle Casse professionali.

La tendenza è positiva per la gestione patrimoniale, il cui saldo è previsto in netto rialzo a 301,4 milioni di euro (nel precedente bilancio previsionale era stimata a 253,4 milioni per il 2018). Nel calcolo, basato sul principio di prudenza che porta la Fondazione a rivedere sistematicamente al rialzo i dati preliminari, sono considerate tra le componenti positive esclusivamente quelle caratterizzate da una “più che probabile realizzazione”, come cedole e dividendi.

Per il 2019 la Fondazione punta a passare da un’assistenza per pochi alla previdenza per tutti. Una misura in particolare attende la necessaria approvazione ministeriale: 10 milioni di euro per rendere la copertura per i liberi professionisti in caso di inabilità temporanea equivalente a quella prevista per i medici convenzionati.

I dati di bilancio mostrano inoltre un aumento degli iscritti tra gli studenti al V e VI anno di corso nei corsi di laurea di Medicina e Odontoiatria, saliti a fine ottobre a 3.400, con un incremento del 68 per cento rispetto al dicembre scorso.

Nel 2018, per venire incontro alle esigenze di questi nuovi iscritti, il bonus bebè da 1.500 euro è stato esteso anche alle studentesse iscritte all’Enpam, con il riconoscimento del sussidio di maternità a copertura dei casi di nascita, adozione, affidamento e aborto.

Prosegue infine la contrazione del saldo della gestione amministrativa, con una riduzione dei costi di funzionamento che dai 97 milioni di due anni fa scende a 73,9 milioni di euro.

E veniamo al Bilancio pre consuntivo 2018.

“Stanno andando meglio del previsto i conti dell’Enpam per il 2018 – si legge nella nota diffusa – contenuti nel bilancio preconsuntivo approvato sabato 24 novembre dall’Assemblea Nazionale. Il dato fotografa la situazione al 31 agosto scorso, con proiezioni a fine esercizio, ed è superiore di circa 248,5 milioni rispetto ai 727,2 milioni stimati dal bilancio preventivo.

Crescono le entrate contributive, mentre le prestazioni pagate sono inferiori rispetto alle previsioni prudenziali che avevano ipotizzato per tutti gli iscritti che avessero maturato il requisito anagrafico la possibilità di fare domanda di pensione.

La gestione previdenziale mostra così per il 2018 un saldo positivo di 944,9 milioni di euro rispetto a una stima iniziale di 587,9 milioni, anche in seguito agli incrementi delle aliquote e agli effetti della stipula dei nuovi accordi collettivi nazionali per i medici convenzionati e per gli specialisti ambulatoriali.

Il saldo della gestione patrimoniale viene invece stimato a un livello inferiore rispetto alle previsioni, fermandosi a quota 101,3 milioni contro i 236 milioni indicati dal bilancio di previsione. Il calcolo ha simulato una chiusura dei prezzi di mercato al 30 giugno, senza considerare, per prudenza, un risultato positivo per circa 160 milioni di euro dalla svalutazione dei cambi.

Se la situazione parziale dovesse essere confermata al 31 dicembre, la cifra definitiva verrebbe integrata nel bilancio consuntivo 2018, che potrebbe quindi vedere un incremento ulteriore del risultato complessivo.

Tra gli altri dati contenuti nel preconsuntivo, si segnala una contrazione delle spese di funzionamento della Fondazione (62,9 milioni di euro invece dei 67,3 milioni stimati nella previsione) e una complessiva economia sulle voci dei costi per 135,9 milioni di euro.

Al termine dell’esercizio anche i 40 milioni di euro di cui è costituito il fondo di riserva, se non utilizzati, si sommeranno al risultato del preconsuntivo.