L’Eppi rivisita il logo, nel segno della continuità e dell’inclusione

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Tre linee parallele, a richiamo della “E” di EPPI – Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati – diagonali, rivolte verso l’alto, ma anche verso l’esterno, a significare la propensione ad esprimere, senza autoreferenzialità, le proprie competenze, i propri contenuti e i propri valori. Il tutto racchiuso in un cerchio, che rassicura, ma anche identifica un insieme di persone, una comunità: quella dei Periti Industriali.

È da qui che nasce l’idea del progetto di restyling del segno grafico e dell’identità visiva dell’EPPI: dalla professione del Perito Industriale, che si fa categoria e comunità. Una professione tecnica che è tra le più antiche d’Italia – il primo riconoscimento giuridico risale infatti al 1929, con l’indicazione dei requisiti morali e scolastici per ottenere l’iscrizione all’albo –, fatta innanzitutto di persone che da quasi un secolo sono impegnate nella realizzazione di progetti e soluzioni al servizio della società e dello sviluppo del Paese.

Ecco allora che il simbolo originario della categoria (rappresentato dall’intersezione di un cerchio con una freccia che ne supera i contorni, rivolgendosi, per l’appunto, verso l’alto e l’esterno), oggi si fonde in un’unione dinamica con la “E di previdenza”, ma sempre nel segno della continuità e dell’unità. Perché non c’è previdenza senza lavoro.

Il logo dell’EPPI così rivisitato è stato presentato in occasione dell’annuale Assemblea dei Presidenti degli Ordini provinciali dei Periti Industriali, tenutasi mercoledì a Roma, per dare ancor più consistenza al messaggio d’inclusività e condivisione sotteso al progetto di restyling. È il richiamo ad una visione comune circa le attese e i bisogni presenti e futuri a cui l’Ente è chiamato a rispondere, in un mondo in continuo mutamento e trasformazione.