โUnโItalia che rallenta e un quadro macroeconomico ulteriormente complicato sia dalle previsioni di rallentamento dellโeconomia tedesca sia dalle proteste dei gilet gialli francesiโ, parte da qui il convegno โI nuovi scenari economici per gli investitori: mercati, BCE e UEโ, organizzato, a Roma, da Itinerari Previdenziali che ha visto la partecipazione di esponenti politici, studiosi, investitori e Casse di previdenza.
Sul fronte investimenti, secondo lo studio targato Itinerari โLa prolungata fase di intervento di politica monetaria โaccomodanteโ della BCE con il QE (Quantitative Easing) รจ terminata. La ripresa economica, consolidatasi nel 2017 pare perdere consistenza, forse anche per le turbolenze internazionali dovute sia ai dazi sia a questioni geopolitiche mentre lโinflazione armonizzata europea si attesta attorno al 2%. La conclusione del QE e le future elezioni europee che potrebbero cambiare gli equilibri politici e la composizione stessa del Parlamento e della Commissione quali impatti potranno produrre per gli asset attualmente in gestione e quali strategie di investimento risulteranno piรน in linea con le nuove condizioni del mercato monetario e obbligazionario? Quali riflessi sullโandamento dei tassi di interesse e sui mercati azionari? Proseguirร la โvirtuosaโ pratica degli investimenti ESG e SRI e quelli in economia reale?
Domande alle quali hanno dato risposta i relatori dei tre tavoli di confronto. Ad aprire i lavori la relazione diย Ignazio Angeloni, Membro Consiglio di vigilanza del MVU (rappresentante BCE).
โAlcuni dati – ha detto Angeloni – sono preoccupanti. Lโanno scorso era cominciato bene (in riferimento allโarea euro) intorno a 0,4, poi nel III e IV trimestre cโรจ stato un rallentamento della crescita: i dati indicano che le prospettive sono molto incerte, soprattutto nel comparto industriale (i servizi ancora tengono). Quali fattori ci sono dietro? Le guerre commerciali e lโatteggiamento maggiormente isolazionista nelle impostazioni della politica commerciale americana, seguite a ruota da altri paesi โ su tutti la Cina, la Brexit, per la quale si susseguono notizie negative, il che incide sulle aspettative procrastinando le iniziative di spesa; Il rallentamento del settore dellโauto in Germania, la recessione italiana (unico paese dellโarea euro in questa situazione), anche se รจ una recessione largamente autoindotta per scelte di politica economica (o politica tout court) che hanno alzato lo spread, causando conseguenze sullโ erogazione del credito da parte delle bancheโ.
โIl momento economico-finanziario รจ molto dedicato. Ognuno deve fare la sua parte: la BCE รจ pronta ad intervenire ulteriormenteโ.
Ma anche la Politica รจ chiamata a rispondere con azioni e atti concreti.
Per lโonorevole Maria Stella Gelmini (Forza Italia) โlโindebolimento italiano deriva dal fatto che i partiti per il no euro e Italexit oggi stanno portando avanti – mediante la legge finanziaria – una politica che ha portato maggiore fragilitร , a causa di misure di stampo assistenzialista a fronte di una brusca frenata sul piano degli investimenti, come dimostra il caso della TAV (opera strategica per la quale lโItalia aveva giร assunto obblighi internazionali). Questo non aiuta il paese”.
โIo partirei dai nostri errori, cioรจ le incidenze delle nostre politiche sul futuro. Stiamo ponendo le basi per distruggere questo Paese โ fa eco lโonorevole Guido Crosetto (Fratelli dโItalia) -. Io non so quanto possano incidere le elezioni europee su di noi, temo piuttosto il nostro operato. LโUE ha perso la fiducia dei cittadini per errori madornali: lโapertura ai 27 senza pensare al dumping, o il permesso di trasferire sedi in Lussemburgo, o consentire le defiscalizzazioni in Irlanda, ecc. Queste contraddizioni fanno nascere i gilets jaunes, perchรฉ il tenore di vita percepito si รจ abbassatoโ.
โSono dโaccordo sul fatto che il tema vero sia il ruolo dellโItalia in Europa. Perรฒ le radici del disastro non vengono da questo Governo โ ha spiegato Stefano Parisi – ma dagli ultimi 20 anni. Il problema รจ il nostro debito; il problema di questo governo semmai รจ che sta facendo lโesatto opposto di quello di cui ci sarebbe bisogno. In piรน, non cโรจ nessuna strategia di lungo periodo: ambiente, mobilitร , urbanistica, dovโรจ la politica che indica una strada? Le grandi famiglie europee (popolari, socialisti, liberali) devono ripensare allโEuropa e al nostro futuro. Il problema รจ che le risposte continuano a essere tecnocratiche. Noi dovremmo ripensare a cosa vogliamo in Europa: ad esempio, dobbiamo ripensare alle politiche regionali, perchรฉ non รจ possibile che la defiscalizzazione del sud sia considerata aiuto di stato mentre lโIrlanda puรฒ chiedere tasse basse. Questa rigiditร รจ assurda. Cโรจ sempre stata lโidea di fare spesa corrente, anzichรฉ creare lavoro. La cultura del non lavoro รจ dentro la classe politica (bonus cultura, Q100, ecc.)โ.
Per Piero Fassino (Partido Democratico) โรจ del tutto evidente che la Legge di bilancio 2020 sarร posta sotto la procedura di infrazione dellโUEโ. E sul sรฌ o il no allโEuropa, sullโaffezione o disaffezione dei cittadini al progetto fondante europeo โNelle opinioni pubbliche abbiamo un atteggiamento verso lโEuropa diverso dal passato: conviene o no farne parte? Se rispondiamo razionalmente, le ragioni della convenienza ci sono tutte. Solo i 70 anni di pace lo dimostrano, cosรฌ come il mercato comune europeo (siamo tra i primi 6 esportatori mondiali, e Germania e Francia sono tra i maggiori partner commerciali โ il che รจ un altro motivo per non avere frizioni con questi Paesi). Tuttavia, parte dellโopinione pubblica non รจ dโaccordo: perchรฉ? Da un lato per i dieci anni di crisi che hanno aperto ferite sociali che hanno convinto ad attribuirne alle istituzioni le responsabilitร ; inoltre per la difficoltร dellโUnione Europea a parlare e agire con coesione; il terzo punto รจ il mutamento dello scenario esterno tra i trattati del 1957 e Maastricht: in quei 40 anni lโUE ha creato le sue politiche in modo โautarchicoโ, mentre oggi lโinfluenza esterna รจ enormemente maggioreโ.
Chiudiamo con le dichiarazioni del โpadrone di casaโ, il dottor Giovanni Gazzoli del Centro Studi di Itinerari Previdenziali โIl 2019 sarร dunque un anno chiave per il futuro dellโUnione Europea, uno degli esperimenti di โintegrazioneโ istituzionale internazionale piรน riusciti della storia dellโuomo:non bisogna infatti dimenticare che, a oggi, rappresenta il piรน grande blocco commerciale del mondo, il primo esportatore al mondo di manufatti e servizi, il primo donatore di aiuti umanitari del mondo, lโistituzione con le piรน grandi elezioni transnazionali del mondo, lโimpalcatura che ha garantito decenni di pace dove per secoli si era fatta la guerra (nel 2012 ha anche vinto il Premio Nobel per la pace)โฆe molto altro ancoraโ.
โTuttavia โ conclude Gazzoli – i problemi sono tanti, e la crisi economica ha scoperchiato il vaso di Pandora. La richiesta di cambiamento arriva da tutta Europa, come le varie vicende nazionali hanno ripetutamente dimostrato: in principio fu Brexit, poi lโest Europa, poi lโItalia e, ultimi, i gilets jaunesย rancesi. Questa richiesta deve essere ascoltata e, dove possibile, ricevere una risposta. Dalla capacitร della prossima legislatura europea di assolvere a questo compito dipende il futuro dellโintera comunitร โ.
In allegato gli atti presentati durante il convegno





