Ocse. Economia italiana in rialzo

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L’economia italiana si sta riprendendo dalla crisi COVID, grazie alla campagna vaccinale e al sostegno fiscale a famiglie e imprese messo in campo dal Governo. E’ quanto emerge sul nostro Paese dall’indagine sull’economia italiana condotta dall’OCSE (aggiornata rispetto alla precedente edizione di aprile 2021) presentata il 6 settembre a Parigi, che sottolinea  come “la ripresa post-COVID offra all’Italia una straordinaria opportunità per affrontare gli ostacoli che da tempo si frappongono alla creazione di posti di lavoro e per elevare gli standard di vita”.

Servono politiche atte a favorire una ripresa più sostenibile sotto il profilo ambientale e con elevati livelli di occupazione e a migliorare l’efficacia del settore pubblico.

“Per affrontare la debole crescita economica e l’invecchiamento demografico dell’Italia – scrive l’Ocse – è necessario affrontare le sfide strutturali di lungo termine” che come noto si riferiscono ai bassi livelli di investimenti, di produttività e di occupazione, a una pubblica amministrazione ancora inefficace, agli oneri normativi gravosi e ai marcati divari regionali. “Affrontare tali sfide accrescerebbe la resilienza dell’economia italiana agli eventi traumatici e invertirebbe la tendenza alla stagnazione del PIL pro capite”.

Per il segretario Generale dell’OCSE Mathias Cormann, una buona occasione di superamento delle criticità segnalate è offerta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che si propone di “attivare una crescita più forte, più verde, più equa e più digitalizzata a beneficio di tutti gli italiani con maggiori opportunità di avanzamento” in ogni settore. “Un settore pubblico più efficace è fondamentale per garantire il successo del piano” e delle riforme da questo previste al fine di “sostenere un’ulteriore crescita, anche con maggiori investimenti in infrastrutture verdi e nella ricerca e sviluppo, per continuare a guidare l’efficace trasformazione digitale dell’economia italiana”.

Le previsioni in pillole

L’OCSE prevede una crescita economica dell’Italia pari al 5,9% del PIL nel 2021 e al 4,1% nel 2022, a seguito del calo di quasi nove punti percentuali registrato nel 2020 (8,9%). Un secondo trimestre più forte del previsto spiega la revisione al rialzo di 1,5 p.p. rispetto alla previsione di espansione del 4,5% del PIL per il 2021 presentata nel Economic Outlook di maggio scorso (OCSE).

La crescita globale più rapida sosterrà il rimbalzo del settore manifatturiero, delle esportazioni e degli investimenti, che beneficiano anche di maggiori investimenti pubblici. E’ attesa una ripresa dei consumi con la rimozione progressiva delle restrizioni alla mobilità nonché una ripresa dell’occupazione.

Al contenpo dovrebbero diminuire gradualmente gli alti livelli di risparmio registrati nel lockdown.

Tra le criticità individuate dal rapporto, l’ancora troppo bassa partecipazione delle donne alla forza lavoro, in particolare le madri con figli piccoli. L’accesso a un’assistenza all’infanzia di qualità e alla formazione delle competenze degli adulti, soprattutto le donne, deve essere migliorato in tutte le regioni.

Rispetto alla media OCSE, le imposte sul lavoro rimangono troppo elevate.

Raccomandazioni

Tra le raccomandazioni che concludono il rapporto, l’OCSE evidenzia in particolare la necessità di migliorare velocemente l’efficacia del settore pubblico. A questo risultato dovrebbe  contribuire fortemente la piena attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per colmare le carenze di competenze dei dipendenti della pubblica amministrazione, per favorirne la digitalizzazione e ridurre gli ostacoli normativi che non consentono ai dipendenti pubblici di conseguire i risultati attesi.  Secondo l’OCSE la riduzione dei fardelli normativi e lo snellimento delle procedure burocratiche consentirebbe un rafforzamento della PA.

Dovrebbero inoltre essere disciplinati con maggiore attenzione il settore dei servizi e dell’economia verde, concentrandosi maggiormente sui risultati, allineandosi in tal modo alle priorità del Governo e favorendo una crescita sostenuta.

Lo Studio raccomanda inoltre di promuovere un miglior coordinamento tra i diversi livelli di governo dell’Italia, un punto sul quale l’organizzazione internazionale da anni sollecita il paese.

Occorre attuare una riforma fiscale globale per ridurre la complessità del sistema e abbassare le imposte sul lavoro, attraverso una migliore conformità fiscale, guidata da un più intenso uso della tecnologia e dei pagamenti digitali.

Nel periodo post pandemico, la spesa pubblica e la politica fiscale dovranno essere riformate per integrare lo sforzo finanziario del Piano nazionale per la ripresa e la resilienza. Tra queste, la spesa legata alle pensioni che produce un effetto di spiazzamento degli investimenti in infrastrutture, istruzione e formazione, penalizzando i giovani, molti dei quali sono senza lavoro e a rischio di povertà.

 

Per leggere o scaricare la sintesi cliccare su OECD-economic-survey-Italy-2021-executive-summary-italian.pdf