Unione mercati dei Capitali. Via alla implementazione

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La Commissione europea ha recentemente adottato un Pacchetto di misure volte a migliorare la capacità delle imprese di raccogliere capitali in tutta l’UE e a garantire che i cittadini europei ottengano le migliori condizioni possibili per i loro risparmi e investimenti.

A un anno dall’introduzione del Piano d’azione per l’Unione dei mercati dei capitali (2020) la Commissione ha proposto una serie di misure per rilanciare i mercati europei dei capitali. Con tali misure la Commissione intende sostenere la ripresa economica dell’Europa dopo la crisi determinata dalla pandemia da COVID-19 e, al contempo, facilitare la duplice transizione verde e digitale. In aggiunta, la Commissione ha presentato una Comunicazione illustrativa delle azioni che intende intraprendere nel 2022 al fine di stimolare il mercato. Grazie all’Unione dei mercati dei capitali (UMC) consumatori, investitori e aziende europee, indipendentemente da dove si essi siano stabiliti o lavorino, potranno beneficiare di tale mercato.

 

L’Unione dei mercati dei capitali fa parte delle iniziative politiche chiave promosse dall’ex presidente della Commissione europea, Jean – Claude Junker, anche in risposta alla crisi finanziaria del 2011, che avrebbe dovuto essere conclusa entro la fine del 2019. Il primo piano di azione per l’UMC risale al settembre 2015 e prevedeva sei punti chiave:

  • aumento dei finanziamenti per l’innovazione, le società non quotate e le start – up;
  • agevolazione dell’ingresso e della raccolta di capitali da parte delle aziende sui mercati pubblici dell’UE;
  • investimenti di lungo termine in infrastrutture e investimenti sostenibili;
  • promozione degli investimenti al dettaglio;
  • rafforzamento della capacità delle banche;
  • facilitazione degli investimenti transfrontalieri.

Nonostante i numerosi progressi compiuti grazie al Piano di azione, i mercati dei capitali dell’UE rimangono frammentati; l’UMC rimane dunque un obiettivo strategico della Commissione von der Leyen e rientra nel mandato del vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis per un’economia che sia “funzionale per le persone”.

Per questa ragione, nel 2020 è stato presentato un nuovo Piano d’azione per l’implementazione dell’Unione dei mercati dei capitali che prevede 16 atti legislativi e non, e 3 obiettivi chiave, ossia:

  1. Sostenere una ripresa economica verde, digitale, inclusiva e resiliente rendendo i finanziamenti più accessibili alle imprese europee;
  2. Rendere l’Europa un luogo ancora più sicuro per i cittadini per risparmiare e investire a lungo termine;
  3. Integrare i mercati dei capitali dei singoli Stati membri in una vera e propria Unione dei mercati.

Il recente pacchetto per l’UMC contiene misure per il rilancio dei mercati europei dei capitali con due obiettivi chiave: la ripresa economica dell’UE dalla crisi pandemica e la doppia transizione verde e digitale. Le nuove proposte legislative adottate dalla Commissione aumenteranno le possibilità di beneficiare di un accesso migliore ai dati su imprese e negoziazioni, stimoleranno gli investimenti a lungo termine e la vendita transfrontaliera di fondi di investimento in sicurezza per ciascun cittadino europeo. Infatti, le nuove norme favoriscono l’incontro tra investitori e imprese europee, migliorano l’accesso ai finanziamenti per le aziende, aumentano le possibilità di investimento per gli investitori al dettaglio.

Le nuove proposte legislative adottate dalla Commissione riguardano:

  1. A) il Punto di accesso unico europeo (ESAPEuropean Single Access Point)

La Commissione propone la creazione di un punto di accesso unico europeo, l’ESAP, un database per l’accesso alle informazioni pubbliche relative agli aspetti finanziari, alla sostenibilità, alle imprese e ai prodotti di investimento nell’UE realizzato dall’ESMA (l’autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati). Tale proposta garantirà una maggiore trasparenza ai consumatori europei e, al contempo, offrirà una “vetrina” per le imprese europee, in particolare le PMI che operano in mercati dei capitali di piccole dimensioni, con l’obiettivo di attrarre l’attenzione degli investitori europei e, soprattutto, internazionali. Le imprese potranno, inoltre, inserire nel database le informazioni riguardanti la sostenibilità, dando così seguito agli obiettivi del Green Deal europeo. Oltre a essere una misura di implementazione del mercato unico dei capitali, la creazione di un punto di accesso unico europeo è anche una parte della strategia europea per la finanza digitale.

  1. B) Revisione del regolamento relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine (ELTIF)

La Commissione propone un riesame del regolamento sui fondi di investimento europei a lungo termine (European long-term investment funds – ELTIF) finalizzato ad aumentare l’interesse degli ELTIF per gli investitori e a rafforzare il ruolo di tali investimenti come fonte complementare di finanziamento per le imprese europee. Nello specifico, la proposta della Commissione si concentra sulle modifiche in tre parti chiave del regolamento ELTIF:

  1. Maggiore flessibilità, consentendo regole per fondi più flessibili, ad esempio, per quanto riguarda la portata delle attività ammissibili, le soglie per dette attività, i requisiti di diversificazione, il prestito di denaro etc.
  2. Migliore accessibilità, riducendo le barriere all’ingresso per gli investitori al dettaglio, pur garantendo livelli adeguati di protezione degli investitori. Ad esempio, eliminando il requisito della soglia minima di investimento di 10.000 euro e il limite di investimento aggregato del 10%. Allo stesso tempo, il test di idoneità sarà allineato con il quadro MiFID II per garantire una protezione continua degli investitori.
  3. Riscatti, introducendo un meccanismo aggiuntivo di riscatto della finestra di liquidità che renderà possibile agli investitori di uscire prima da un investimento ELTIF, a certe condizioni.

La natura stessa degli ELTIF (lungo termine) aiuta gli investitori a ottenere rendimenti più stabili e a resistere agli shock di mercato a breve termine. Attualmente ci sono 57 ELTIF autorizzati nell’UE, con una particolare concentrazione in alcuni Stati membri (in Italia 22, seguita da Francia 17, Spagna 15 e Germania 11) e una limitata commercializzazione transfrontaliera all’interno dell’Unione. Il grafico seguente mostra la distribuzione degli ELTIF nell’UE.  Nelle aspettative della Commissione l’aumento degli investimenti a lungo termine contribuirà a finanziare la transizione verde e digitale, avendo un respiro di lungo periodo.

  1. C) Revisione della direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (AIFMD)

La proposta di revisione della direttiva sui gestori di fondi di investimento alternativi (Alternative Investment Fund Managers – AIFMD) è finalizzata ad armonizzare le norme sui fondi che concedono prestiti alle imprese. La nuova revisione della direttiva specifica le norme in materia di delega, che permettono ai gestori di fondi di acquisire nuove competenze da Paesi terzi. Inoltre, la nuova normativa prevede il coordinamento e lo scambio di informazioni tra le autorità di vigilanza europee, con l’obiettivo di tutelare gli investitori e la stabilità finanziaria.

  1. D) Revisione del regolamento sui mercati degli strumenti finanziari (MiFIR)

Sempre al fine di dare attuazione all’unione dei mercati dei capitali, la Commissione propone delle modifiche al regolamento sui mercati degli strumenti finanziari (Markets in Financial Instruments Regulation – MiFIR) con l’introduzione di un “sistema consolidato di pubblicazione europeo” (consolidated tape) che migliorerà la trasparenza e darà la possibilità agli investitori, sia professionali che al dettaglio,  di accedere in tempo quasi reale ai dati su ciascuno strumento finanziario (negoziazioni di azioni, obbligazioni e strumenti derivati;  volume e tempo delle transazioni) in tutte le sedi di negoziazione europee grazie al fatto di essere raccolte un unico posto Queste informazioni, attualmente, sono sparse su più piattaforme (es le borse, altre sedi di negoziazione, le banche di investimento) dette anche “internalizzatori sistematici”. L’accesso fino ad oggi era consentito solo ad alcuni investitori professionali. La proposta legislativa intende migliorare la parità di condizioni tra le borse valori e le banche di investimento, oltre alla competitività internazionale delle sedi di negoziazione dell’UE.

I prossimi passi

Nel 2022 la Commissione implementerà ulteriormente il Piano d’azione per l’UMC del 2020, attraverso una proposta sulle quotazioni, un quadro nell’ambito della “finanza aperta”, un’iniziativa sull’insolvenza delle imprese e un quadro per l’alfabetizzazione finanziaria.

 

 

Fonti e per approfondimenti

Commissione europea – angolo della stampa

Commissione europea – Unione dei Mercati dei Capitali

Commissione europea – angolo della stampa

Link alle proposte legislative presentate