Aggiornato al luglio 2021 il sistema Missoc

158

Il MISSOC (Mutual Information System on Social Protection), il sistema della Commissione europea per l’informazione reciproca sulla protezione  sociale, è stato istituito nel 1990 per promuovere uno scambio continuo di informazioni sui temi della previdenza e della   protezione sociale tra gli Stati membri dell’UE.

Il database contiene informazioni sia sui sistemi sia sulla loro organizzazione nei 27 Stati membri dell’Unione Europea, nei tre paesi dello Spazio economico europeo – Islanda, Liechtenstein e Norvegia – nonché nel Regno Unito (fino al 1 luglio 2019) e in Svizzera.

Nel data base è presente una sezione dedicata alla previdenza dei lavoratori autonomi (gestione separata). Il MISSOC è diventato un sistema di centrale importanza per le autorità pubbliche, per gli utenti professionali e per i cittadini stessi, poichè fornisce informazioni aggiornate sulla legislazione, sui vantaggi e sulle condizioni previdenziali in tutti i paesi partecipanti. Infatti, oltre a consentire all’utente di trovare informazioni descrittive su un paese specifico, offre l’opportunità di confrontare e analizzare i diversi sistemi di protezione sociale.

A titolo esemplificativo, la scheda sul lavoro autonomo in Italia (aggiornata come tutto il data base a luglio 2021), riporta una serie di informazioni sulla definizione legale di lavoro autonomo nel paese e, in mancanza di questa, in che modo sono definiti i lavoratori autonomi ai fini della protezione sociale, e quali sono i criteri legali applicati per distinguere i lavoratori autonomi dai dipendenti (es. subordinazione).  Ne risulta che in Italia, secondo la definizione giuridica, un lavoratore autonomo è “una persona che presta, dietro compenso, un lavoro o un servizio utilizzando prevalentemente la propria manodopera, senza vincoli di subordinazione nei confronti dell’appaltatore”.

I lavoratori autonomi in Italia, come si evince dalle informazioni contenute in MISSOC, esercitano autonomamente un’attività lucrativa e svolgono la propria attività in forza di un contratto autonomo di servizi (località operis). Il data base specifica iniltre, che esistono specifiche nuove forme di lavoro autonomo, quali i lavoratori su piattaforma, i mini-lavoratori autonomi, i lavoratori autonomi o i lavoratori autonomi economicamente dipendenti, le cui caratteristiche differiscono fortemente dalle forme più “tradizionali” riconosciute nella normativa sulla protezione sociale.

Le categorie di lavoratori autonomi, iscritti alla previdenza separata (Gestione Separata), sono considerati i “nuovi” autonomi rispetto alle forme tradizionali di lavoro autonomo (es. agricoltori, artigiani e artigiani). E’ infine segnalata la netta differenziazione introdotta dalla riforma del mercato del lavoro del 2015, con la  ha netta differenziazione tra rapporti di lavoro occasionali in subappalto assimilati al lavoro autonomo (cd: “nuovo” tipo di lavoro autonomo) e collaborazione continua e lavoro ripetuto (co.co.co detti anche para-subordinati) rapporti con il medesimo subappaltatore assimilati al rapporto di lavoro subordinato.

Dal punto di vista della “Normativa” la scheda riporta le previsioni della legge 1 agosto 1995, n. 335 che  stabilisce che i regimi pensionistici dei dipendenti e dei lavoratori autonomi sono i medesimi  includendo i tre maggiori rischi, ossia:  invalidità, vecchiaia e superstiti. Infine, sono riportate l’introduzione delle indennità di malattia e maternità ai sensi della legge 22 maggio 2017, n. 81, nonché le indennità di disoccupazione per i lavoratori autonomi afferenti alla gestione separata.