Non servono parole,a volte, per ricordare un grande giornalista e un grande uomo. Le sue, le ultime da presidente del Parlamebto Europeo, restano e resteranno indelebili nel nostro ricordo.
Di David Sassoli
Lo spirito di Ventotene
Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo dโaudacia.
Dobbiamo recuperare lo spirito di Ventotene e lo slancio pionieristico dei Padri Fondatori, che seppero mettere da parte le ostilitร della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza.
In questi mesi, in troppi, hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato invece di credere ancora in questo straordinario percorso, lโunico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi.
Dobbiamo avere la forza di rilanciare il nostro processo di integrazione, cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo piรน forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre piรน diffuso senso di smarrimento.
La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertร , dignitร e solidarietร deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori lโUe.
Orgogliosi di essere europei
Cari colleghi, pensiamo piรน spesso al mondo che abbiamo, alle libertร di cui godiamoโฆ. E allora diciamolo noi, visto che altri a Est o ad Ovest, o a Sud fanno fatica a riconoscerlo, che tante cose ci fanno diversi โ non migliori, semplicemente diversi โ e che noi europei siamo orgogliosi delle nostre diversitร .
Ripetiamolo perchรฉ sia chiaro a tutti che in Europa nessun governo puรฒ uccidere, che il valore della persona e la sua dignitร sono il nostro modo per misurare le nostre politicheโฆ
โฆ.che da noi nessuno puรฒ tappare la bocca agli oppositori, che i nostri governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioniโฆ
โฆ.che nessuno puรฒ essere condannato per la propria fede religiosa, politica, filosoficaโฆ che da noi ragazze e ragazzi possono viaggiare, studiare, amare senza costrizioniโฆ
โฆ.che nessun europeo puรฒ essere umiliato e emarginato per il proprio orientamento sessualeโฆ che nello spazio europeo, con modalitร diverse, la protezione sociale รจ parte della nostra identitร ,
โฆ.che la difesa della vita di chiunque si trovi in pericolo รจ un dovere stabilito dai nostri Trattati e dalle Convenzioni internazionali che abbiamo stipulato.
Il nostro modello di economia sociale di mercato va rilanciato. Le nostre regole economiche devono saper coniugare crescita, protezione sociale e rispetto dellโambiente. Dobbiamo dotarci distrumenti adeguati per contrastare le povertร , dare prospettive ai nostri giovani, rilanciare investimenti sostenibili, rafforzare il processo di convergenza tra le nostre regioni ed i nostri territori.
La rivoluzione digitaleย
La rivoluzione digitale sta cambiano in profonditร i nostri stili di vita, il nostro modo di produrre e di consumare. Abbiamo bisogno di regole che sappiano coniugare progresso tecnologico, sviluppo delle imprese e tutela dei lavoratori e delle persone.
Il cambiamento climatico ci espone a rischi enormi ormai evidenti a tutti. Servono investimenti per tecnologie pulite per rispondere ai milioni di giovani che sono scesi in piazza, e alcuni venuti anche in questโAula, per ricordarci che non esiste un altro pianeta.
Dobbiamo lavorare per una sempre piรน forte paritร di genere e un sempre maggior ruolo delle donne ai vertici della politica, dellโeconomia, del sociale.
Signore e Signori, questo รจ il nostro biglietto da visita per un mondo che per trovare regole ha bisogno anche di noi.
Ma tutto questo non รจ avvenuto per caso. LโUnione europea non รจ un incidente della Storia.
Io sono figlio di un uomo che a 20 anni ha combattuto contro altri europei, e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie.
Io so che questa รจ la storia anche di tante vostre famiglieโฆ e so anche che se mettessimo in comune le nostre storie e ce le raccontassimo davanti ad un bicchiere di birra o di vino, non diremmo mai che siamo figli o nipoti di un incidente della Storia.
La nostra storia scritta sul dolore
Ma diremmo che la nostra storia รจ scritta sul dolore, sul sangue dei giovani britannici sterminati sulle spiagge della Normandia, sul desiderio di libertร di Sophie e Hans Scholl, sullโansia di giustizia degli eroi del Ghetto di Varsavia, sulle primavere represse con i carri armati nei nostri paesi dellโEst, sul desiderio di fraternitร che ritroviamo ogni qual volta la coscienza morale impone di non rinunciare alla propria umanitร e lโobbedienza non puรฒ considerarsi virtรน.
Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare lโantidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei รจ anche perchรฉ siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superioritร e producono conflitti distruttivi.
Colleghe e colleghi, abbiamo bisogno di visione e per questo serve la politica. Sono necessari partiti europei sempre piรน capaci di essere lโarchitrave della nostra democrazia. Ma dobbiamo dare loro nuovi strumenti. Quelli che abbiamo sono insufficienti. Questa legislatura dovrร rafforzare le procedure per rendere il Parlamento protagonista di una completa democrazia europea.
Ma non partiamo da zero, non nasciamo dal nulla. LโEuropa si fonda sulle sue Istituzioni, che seppur imperfette e da riformare, ci hanno garantito le nostre libertร e la nostra indipendenza. Con le nostre Istituzioni saremo in grado di rispondere a tutti coloro che sono impegnati a dividerci.
Cittadini Europei
E allora diciamo in questโAula, oggi, che il Parlamento sarร garante dellโindipendenza dei cittadini europei. E che solo loro sono abilitati a scrivere il proprio destino: nessuno per loro, nessuno al posto nostro.
In questโaula insieme a tanti amici e colleghi con molta esperienza, vi sono anche tantissimi deputati alla prima legislatura. A loro un cordiale saluto di benvenuto.
Ho letto molte loro biografie e mi sono convinto si tratti di una presenza molto positiva per loro competenze, professionalitร . Molti di loro sono impegnati in attivitร sociali o di protezione delle persone, e questo รจ un campo su cui lโEuropa deve migliorare perchรฉ abbiamo il dovere di governare i fenomeni nuovi.
Sullโimmigrazione vi รจ troppo scaricabarile fra governi e ogni volta che accade qualcosa siamo impreparati e si ricomincia daccapo.
Signori del Consiglio Europeo, questo Parlamento crede che sia arrivato il momento di discutere la riforma del Regolamento di Dublino che questโAula, a stragrande maggioranza, ha proposto nella scorsa legislatura.
Lo dovete ai cittadini europei che chiedono piรน solidarietร fra gli Stati membri; lo dovete alla povera gente per quel senso di umanitร che non vogliamo smarrire e che ci ha fatto grandi agli occhi del mondo.
Dovโรจ lโEuropa
Molto รจ nelle vostre mani e con responsabilitร non potete continuare a rinviare le decisioni alimentando sfiducia nelle nostre comunitร , con i cittadini che continuano a chiedersi, ad ogni emergenza: dovโรจ lโEuropa? Cosa fa lโEuropa? Questo sarร un banco di prova che dobbiamo superare per sconfiggere tante pigrizie e troppe gelosie.
E ancora, Parlamento, Consiglio e Commissione devono sentire il dovere di rispondere con piรน coraggio alle domande dei nostri giovani quando chiedono a gran voce che dobbiamo svegliarci, aprire gli occhi e salvare il pianeta.
Mi voglio rivolgere a loro: considerate questo Parlamento, che oggi inizia la sua attivitร legislativa, come il vostro punto di riferimento. Aiutateci anche voi a essere piรน coraggiosi per affrontare le sfide del cambiamento.
Voglio assicurare al Consiglio e alle Presidenze di turno la nostra massima collaborazione e lo stesso rivolgo alla Commissione e al suo Presidente. Le Istituzioni europee hanno la necessitร di ripensarsi e di non essere considerate un intralcio alla costruzione di unโEuropa piรน unita.
Tramite il Presidente del Consiglio europeo voglio rivolgere anche un saluto, a nome di questโAula, ai Capi di Stato e di Governo.
Ventotto paesi fanno grande lโUnione europea. E si tratta di 28 Stati, dal piรน grande al piรน piccolo, che custodiscono tesori unici al mondo. Tutti vengono da lontano e posseggono cultura, lingua, arte, paesaggio, poesia inimitabili e inconfondibili. Sono il nostro grande patrimonio e tutti meritano rispetto.
Ecco perchรฉ quando andrรฒ a visitarli, a nome vostro, non sarรฒ mai distratto. E davanti alle loro bandiere e ai loro inni sarรฒ sullโattenti anche a nome di coloro che, in questโAula, non mostrano analogo rispetto.
Lasciatemi infine rivolgere un saluto ai parlamentari britannici, comunque la pensino sulla Brexit. Per noi immaginare Parigi, Madrid, Berlino, Roma lontane da Londra รจ doloroso.
Sรฌ sappiatelo, con tutto il rispetto che dobbiamo per le scelte dei cittadini britannici, per noi europei si tratta di un passaggio politico che deve essere portato avanti con ragionevolezza, nel dialogo e con amicizia, ma sempre nel rispetto delle regole e delle rispettive prerogative.
Voglio salutare i rappresentanti degli Stati che hanno chiesto di aderire allโUnione europea. Il loro percorso รจ avviato per loro libera scelta. Tutti capiscono quanto sia conveniente far parte dellโUnione. Le procedure di adesione proseguono e il Parlamento si รจ detto piรน volte soddisfatto dei risultati raggiunti.
Infine, un in bocca al lupo a tutta lโamministrazione e ai lavoratori del Parlamento.
Ci siamo dati un obbiettivo nella scorsa legislatura: far diventare il Parlamento europeo la Casa della democrazia europea.
Nuovo impulso
Per questo abbiamo bisogno di riforme, di maggiore trasparenza, di innovazione. Molti risultati sono stati raggiunti, specie sul bilancio, ma questa legislatura deve dare un impulso maggiore.
Per fare questo cโรจ bisogno di un maggior dialogo fra parlamentari e amministrazione e sarร mia cura svilupparlo.
Care colleghe e cari colleghi, lโEuropa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterร i loro desideri e le loro paure e le loro necessitร .
Sono sicuro che tutti voi saprete dare il necessario contributo per unโEuropa migliore che puรฒ nascere con noi, con voi, se sapremo metterci cuore e ambizione.
Grazie e buon lavoro.





