Assegno unico. Sostegno anche per i professionisti

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Mentre l’’Inps fa sapere che ha ricevuto oltre 2 milioni di domande per oltre 3 milioni di figli, il sostegno economico, questa volta, non tiene fuori i professionisti iscritti alle Casse di previdenza private.  Ed infatti, come spiega l’Inpps, l’assegno è “unico perché mira a semplificare e potenziare gli interventi in favore della genitorialità e della natalità ed è universale perché è garantito a tutte le famiglie con figli a carico residenti e domiciliate in Italia”..

Coloro che presenteranno la domanda entro il 28 febbraio potranno ricevere l’assegno già a partire dalla seconda metà del mese di marzo.

Attenzione però perché l’Assegno Unico assorbe le seguenti prestazioni che dunque non saranno più erogate a partire da marzo 2022:

  • premio alla nascita o all’adozione (Bonus mamma domani);
  • assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • assegni familiari ai nuclei familiari con figli e orfanili;
  • assegno di natalità (cd. Bonus bebè);
  • detrazioni fiscali per figli fino a 21 anni.

Verrà abrogato anche il Bonus tre figli mentre rimarranno in vigore l’assegno di maternità erogato dai comuni e il Bonus nido.

Inoltre, andrà a sostituire altre prestazioni e detrazioni. Detrazioni e assegni familiari per i figli di età inferiore ai 21 anni non saranno infatti più presenti negli stipendi dei lavoratori dipendenti e di pensione dal mese di marzo 2022.

Che cosa è e in cosa consiste

L’Assegno Unico e Universale dell’Inps è un sostegno economico alle famiglie attribuito

  • per ogni figlio minorenne a carico;
  • per ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età;
  • per i nuovi nati, a decorre dal settimo mese di gravidanza;
  • per ogni figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni che frequenti un corso di formazione scolastica, professionale o un corso di laurea; svolga un tirocinio o un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui; sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego o svolga il servizio civile universale.

Come fare la domanda

La domanda può essere presentata:

  • accedendo dal sito INPS al servizio “Assegno unico e universale per i figli a carico” con SPID almeno di livello 2, Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • contattando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164 164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico);
  • tramite enti di patronato, attraverso i servizi telematici offerti gratuitamente dagli stessi.

I tempi per presentare le domande

Per le domande presentate dal 1° gennaio al 28 febbraio 2022 il pagamento sarà effettuato dal 15 al 21 marzo 2022 mentre per le domande presentate successivamente il pagamento sarà effettuato il mese successivo alla presentazione delle stesse.
Per i nuovi nati l’Assegno Unico decorre dal settimo mese di gravidanza.
Chi presenta la domanda entro il 30 giugno 2022 avrà comunque diritto agli arretrati a partire da marzo.

La domanda per beneficiare dell’Assegno è annuale e riguarda le mensilità comprese nel periodo tra il mese di marzo dell’anno in cui è presentata la domanda e il mese di febbraio dell’anno successivo.

Gli importi del nuovo assegno

L’importo dell’Assegno Unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini IRPEF, è variabile ed è determinato in base al valore ISEE, all’età dei figli a carico e a numerosi altri elementi.

L’Assegno Unico può essere richiesto anche in assenza di ISEE ovvero con ISEE superiore alla soglia di euro 40mila. In tal caso, saranno corrisposti gli importi minimi previsti dalla normativa.

Chi non presenta l’ISEE ed avrà l’importo minimo, potrà comunque presentarlo in un secondo momento.

Il pagamento avviene direttamente sul conto corrente bancario o postale, bonifico domiciliato presso sportello postale, libretto postale, conto corrente estereo area SEPA, carta prepagata con IBAN. Questi conti devono essere intestati al richiedente o all’altro genitore (se viene scelta la ripartizione dell’importo).