Bando Onaosi. “Caro amore ti scrivo”. Vince la lettera di uno scrittore anonimo

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Ha voluto mantenere l’anonimato il vincitore o la vincitrice della lettera d’amore selezionata in occasione di una iniziativa messa in campo dalla Sezione Cultura del Collegio Unico.

I ragazzi sono stati invitati a scrivere una lettera d’amore in occasione dello scorso S. Valentino da imbucare in un apposito box posizionato in biblioteca. La lettera poteva avere alcune caratteristiche ed essere cioè reale o immaginaria. Poteva essere inviata al proprio amato o amata, ad un amico o amica, ad un genitore, ad un fratello o ad una sorella, alla natura. Una lettera d’amore scritta all’amore, a se stessi, al proprio talento, alle proprie doti, ai propri sogni e alle proprie ambizioni.

La pratica dell’anonimato o dello pseudonimo erano diffuse nel 700, sia che rispondessero al timore di censura o al senso del pudore financo al bisogno di non rivelare la propria identità.

Il vincitore o la vincitrice non ha neppure ritirato il `premio culturale‘ messo a disposizione.

Eccola allora la lettera che ha vinto

 Vivere alla grande con amore

Ho visto la fine dei grandi ideali sepolti nel nulla dei giorni banali,
Ora voglio una vita, una vita reale ma che non abbia il gusto del sale
Voglio ancora sognare, inseguire aquiloni,
cerco utopie ma non voglio illusioni,
volare oltre il mare coi piedi per terra in cerca di una pace che sembri la guerra
E vivrò e vi vivrò alla grande vivrò
E vivrò e vivrò alla grande
Mi va bene un lavoro in catena montaggio, ma il mio sudore profumi di maggio
Per potermi sentire originale e importante con la faccia mia confusa tra tante,
mettere in piedi qualcosa di grande anche studiando materie tremende,
dormire nel letto facendo la storia più vera di quella imparata a memoria
casa, studio, lavoro, gesti ordinari che suonino bene come Stradivari
poi domenica in gita coi soliti amici ma che sia compagnia di facce felici,
ecco amico una vita, una vita normale ma dove vale anche un minuto banale,
col gusto vivo di avventura e follia vincere il tempo che se ne va via.

 Anonima/o